Un viaggio tra Lucca e Napoli che ha estasiato il pubblico: la Sagra musicale lucchese chiude in grande stile
Il concerto, diretto dal maestro Luca Bacci, ha permesso al pubblico di riscoprire le musiche di Pasquale Soffi e Fedele Fenaroli
L’ultimo e attesissimo concerto della sessantaduesima edizione del la Sagra Musicale lucchese è andato in scena lo scorso sabato (20 settembre) nella chiesa di Sant’Alessandro. Una chiesa rimasta chiusa per 40 anni in attesa di restauro e consolidamento strutturale, oggi Sant’Alessandro gode di una vita nuova grazie all’intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Un esempio dell’architettura romanica lucchese e forse, la chiesa più antica di Lucca ancora esistente.
La serata, dal titolo Giubileo 1775 un viaggio musicale tra Lucca e Napoli, ha portato sul palco inedite sinfonie composte da due musicisti, Pasquale Soffi, Lucchese e Fedele Fenaroli, lancianese.
“Questa opera di restituzione alla memoria di musicisti rappresenta un contenuto importante nel progetto del Settecento musicale della Sagra musicale Lucchese”. Ha spiegato il presidente della Sagra musicale Lucchese, Giuseppe Conoscenti. Le musiche sono state ritrovate, trascritte e revisionate da Luca Bacci, che ha diretto l’Orchestra da camera Luigi Boccherini e il coro Celesti armonie.
Di Pasquale Soffi sono state eseguite le musiche Sinfonia avanti la messa, l’inno Attolite portas principes, Messa breve. Invece di Fedele Fenaroli sono state eseguite, Dixit in Re maggiore per soli, coro e orchestra. La Sagra Musicale Lucchese come sempre è attenta anche ai gesti di solidarietà per le persone meno fortunate. La cesta delle offerte è stata completamente devoluta alla Caritas diocesano.
A conclusione della serata il Maestro Luca Bacci si è rivolto al pubblico: “Amen, una parola che pone il termine di qualche cosa. Stasera è la riapertura di un luogo magico come questa chiesa che è stata restituita alla città di Lucca. Abbiamo dato luce a questo settecento sepolto, ma così gioioso e a nome mio, dell’orchestra e del coro, una cosa che di solito non faccio mai, ma stasera lo sento non solo come musicista ma come cristiano. Questa parola Amen che conclude un brano così gioioso e armonioso, sarebbe l’auspicio più bello se ponesse fine a tutto ciò che c’è di cattivo al di fuori delle mura di questa chiesa”.

