L'esposizione
|Alla Confraternita dei Legnaioli la ‘October ballad’ di Enzo Gravante
L’artista: “Racconto un mondo dove silenzio e libertà sembrano sfiorarsi per poi toccarsi come in una delicata ballata d’autunno”
Si può visitare da mercoledì (1 ottobre) alla chiesa di San Benedetto in Gottella (sede Confraternita dei Legnaioli, piazza Bernardini), la mostra di pittura dell’artista lucchese Enzo Gravante dal titolo October Ballad.
La personale a ingresso libero rimarrà visitabile fino al 12 ottobre tutti i giorni in orario 10-12,30 e 15,30-19,30.
Gravante, classe 1962, origini campane vive da diversi anni a Lucca. Ricordiamo che a San Concordio ha la sua casa studio. Artista ed ex giornalista professionista, citato anche nell’Enciclopedia Treccani, è da sempre legato al mondo della cultura e dello spettacolo con una particolare attenzione al jazz. E la musica ancora oggi è un qualcosa di importante per lui, come in un connubio imprescindibile con il suo operare artistico ed il suo percorso di vita.
“Zeno Travegan – dice l’artista – era l’anagramma del mio nome e cognome con cui mi firmavo quando ero giornalista. Dal 2021 mi firmo solo Gravante perché mi è sembrato a quel punto più giusto ritornare al mio cognome. Avevo scelto quella firma forse perché non volevo lasciar andare via il giornalista presente ancora in me con i suoi tanti anni di esperienze anche in giro per il mondo. Per cui mi è sembrato più consono ritornare al mio vero cognome. Non dimentico però di essere stato fotoreporter per venticinque anni ed aver fatto l’inviato della carta stampata. Ho dovuto lasciare il mio lavoro da giornalista che un po’ viene ricordato nelle mie opere soprattutto per la qualità della mia vita che mi portava a dover reggere anche ritmi di viaggio ormai per me impossibili. Ho capito quindi che era arrivato il momento di cambiare. Ciascuno però nella propria vita e direi in quello che fa, non può lasciarsi tutto dietro così velocemente ma spesso poi lo può riportare anche in una fase diversa dell’esistenza. In seguito una fase ed un periodo che può aiutare a superarli”.
Ecco poi anche la spiegazione del titolo di questa mostra. “Ottobre è un po’ il mese dove esplode l’autunno che come per l’appunto in una ballad, con il suo ritmo lento e avvolgente, diventa metafora dell’autunno e del tempo che scorre. Ma anche della pittura come in un canto interiore, fatto di pause, variazioni e improvvise accensioni. Racconto un mondo dove silenzio e libertà sembrano sfiorarsi per poi toccarsi come in una delicata ballata d’autunno. Le mie opere – prosegue – che ho esposto ed ho venduto sia a livello nazionale che internazionale, sono sospese tra l’astrazione sulle tele e le mie caratteristiche acciughe”.
In quest’esposizione, l’artista presenta diversi lavori recenti e fondamentali del suo percorso artistico. “Dipingo – dice Gravante – da metà degli anni Ottanta. Un lavoro ed una passione che conciliavo fino a quattro anni fa con la mia professione di giornalista professionista occupandomi prevalentemente di cultura, spettacoli e musica. Un retaggio quello della musica e del jazz in particolare per realizzare le mie opere che come ho ricordato ancora oggi mi è rimasto. Soprattutto abbinando le note ai colori ed alle atmosfere musicali in generale. Ho dato vita – spiega – a due linee di ricerca che convivono e si alternano nel mio fare arte che anche in questa mostra con diverse opere si può ammirare. Da una parte le mie note acciughe. Nuotano rilucenti e colorate anche su uno spazio realizzato su uno spartito d’epoca. Sono silenziose, fragili ma nello stesso tempo ricche di quella forza intrinseca che acquisisce per andare sempre avanti chi vive e resiste nello scorrere del flusso esistenziale collettivo. E si contrappongono all’astratto. Inteso però come uno spazio di libertà emotiva ed interpretativa dove forme anche semplici e colori danno vita al movimento. Come note su un pentagramma in grado di saper parlare allo spettatore con la sua forza e nel tempo che scorre. Donandogli – specifica – un qualcosa di significativo allo sguardo e soprattutto che sappia emozionarlo senza parole inutili”.
Le acciughe di Gravante anche nel loro muoversi hanno un ritmo che ricorda le note o le melodie musicali. “È una costante e riferimento alla musica che ha toccato e contribuito a raffigurare al meglio il mio passato. Bisogna – rivela l’artista – sapersi fermare e farsi guidare con delicatezza dalle immagini che ciascuno può ammirare. Faccio infatti una fusione fra il mio passato musicale e questa nuova veste di lavoro in cui mi sto dedicando totalmente adesso che è la pittura. C’è da fare sicuramente una bella riflessione fra il ritmo dei pesci e delle mie acciughe spesso dipinti sugli spartiti musicali, i colori ed il mio passato da giornalista di musica. Essendo periodo autunnale, in questa mia ultima mostra ho – mette in luce Gravante – fatto meno cose legate agli spartiti. Qui si può vedere per esempio anche un tipo di carta velina anni ’30. Però il discorso delle acciughe riguarda la musica comunque. Anche se nel mio fare arte con l’uso dello spartito ancora di più essendo in me e nella mia arte sempre importanti il discorso del ritmo, della musicalità. Ogni giorno visitano la mostra sempre un po’ di turisti. E questo – conclude Gravante – non può che riempirmi di soddisfazione”.


