L'evento
|Ultimo giorno per visitare la collettiva di pittura alla Casermetta San Frediano
In esposizione le opere dei soci Marco Mazzoni, Marco Graziani e Gianluca Mazzoni con gli Sbandieratori e Musici Città di Lucca
Ci sono luoghi già colmi di storia e di un vissuto che quando ospitano un qualcosa di significativo risplendono anche di una luce particolare.
Si può ancora visitare fino a domani (26 ottobre) alla Casermetta San Frediano sulle Mura (via delle Mura urbane, 6) la collettiva di pittura dei soci Marco Mazzoni, Marco Graziani e Gianluca Mazzoni a cura dell’associazione Sbandieratori e Musici Città di Lucca.
L’esposizione è visitabile in orario 15-18,30. Ingresso libero.
Abbiamo colto l’occasione nell’andare a vederla anche per una piacevole passeggiata sulle Mura lucchesi. La mostra che espone un bel repertorio di opere di tre percorsi artistici differenti del panorama lucchese tutti da scoprire, se ammirata dal vivo rende visibile e pienamente percepibile un fascino unico.
“La Casermetta San Frediano – dice Marco Mazzoni che ci ha accolto insieme a Marco Graziani – è stata aperta per l’occasione della nostra collettiva. Prima di ridedicarmi a dipingere amavo la sera fare un po’ di tempera nella mia stanza. Poi ora che ho ripreso a fare olio faccio solo questa tecnica, come si può vedere anche qua. Raffiguro soprattutto boschi o fiumi di Lucca. Le ninfee che si possono ammirare su una tela, le ho riprese dal Giardino Botanico di Lucca. Poi ecco la magia di Pian di Novello all’Abetone che mi ha colpito e ho raffigurato come il bel ruscello vicino a un casone dove amavo fermarmi a far merenda. O rendo visibile anche un fiume ripreso d’estate quando c’è la luce forte. Si può notare ancora – aggiunge – in primo piano su un’altra tela la rappresentazione in primo piano di una foglia con dietro protagoniste le Mura di Lucca. Da un uomo che camminava da solo assorto fra i suoi pensieri, ho dato invece vita ad un pastore con il bastone e dietro i suoi animali immerso nella sua interiorità. Voglio ricordare anche Autunnache esalta con il suo bel primo piano anche il mio modo di dipingere ad olio e dove per raffigurare le foglie ho usato per la prima volta le spatole, dando alle figure una loro particolare forma e linearità”.
L’artista ci rivela poi alcuni aspetti importanti della sua vita. “Ricordo che io stesso, Marco e mio figlio Gianluca siamo tutti soci Ucai Lucca. Io la prima personale l’ho fatta nel 2021 quando l’Ucai era sempre nella chiesa di Santa Giulia. Mi sento – dice Marco Mazzoni con un pizzico di emozione – un po’ macchiaiolo. Ho fatto anche le copertine per dei libri. Sono legato da stima e amicizia all’artista Cinzia Coronese. Abbiamo fatto insieme il liceo e recentemente abbiamo esposto anche all’oratorio di Sant’Anna. E oltre a dipingere che ho ricominciato dopo la pensione – aggiunge Marco Mazzoni – nella mia vita ho lavorato all’ufficio sinistri di un’assicurazione”.
A questo punto ci illustra la sua mostra Marco Graziani. “Nei miei quadri tanti ci vedono pop art. Io faccio quello che mi piace vedere e sin dalle elementari mi piace disegnare. Che sia un personaggio, un paesaggio o come anche in questa mostra figure femminili. Ho voluto fare – mette in luce – una foto di un pontile e delle figure di un luogo marino del paese originario di mia moglie. Si può notare in due diversi dipinti, un’ancora e delle panchine di una passeggiata marina dopo una mareggiata. In un’altra opera – ci dice con orgoglio paterno – rappresento invece un ragazzo. È mio figlio su una nave. In Preghiera di speranza. L’arcobaleno del Giubileo ecco invece il mio omaggio per l’Ucai per il giubileo della speranza. La particolarità di questa mia figura – prosegue – è che sembra in alcune parti che il nero sia bruciato. Mi sono infatti avvalso dell’uso del pirografo. Ricordo fra l’altro che mi sono iscritto quest’anno all’Ucai Lucca. È stato anche merito di Gianluca figlio di Marco che conoscevo e che mi ha invitato a farlo”. Graziani dipinge come si può vedere anche nella mostra in acrilico. Il suo percorso è ripartito a livello artistico da pochi anni. “Nelle mie opere – spiega l’artista – adopero anche l’oro per rappresentare la magnificenza, la gioia anche in immagini che per caso ho trovato e mi hanno colpito, magari fotografato per poi rivisitarle in modo mio. In due opere ho fatto tutto acrilico. Io – rivela – ho lavorato all’ufficio Patrimoni del Comune di Lucca fino a tre mesi fa. Ho ricominciato a dipingere durante la permanenza obbligatoria abitativa del Covid dopo aver smesso completamente. Ho preso i pennelli in mano ed il pirografo ed ora eccomi qua”.
Successivamente interviene ancora Marco Mazzoni che ci parla dell’ultimo protagonista della collettiva. “Mio figlio Gianluca – ricorda – ha fatto come me il liceo artistico ed è uno scalatore. Ha preso il pennello in mano cominciando poi piano piano a dipingere a casa in una stanza che in un’altra come per me è diventata il suo studio. In questo periodo lui è che un grande amante della montagna è sul Cividale. Fra le montagne che ha raffigurato ci sono l’Himalaya o il Pizzo d’Uccello sulle Apuane. Ma la sorpresa è rivolta anche nei personaggi che raffigura sulla tela – aggiunge. C’è anche lui stesso che si muove o è in contemplazione. Sono particolari le sfumature e le ombre che raffigura sulle tele. Le montagne o il sole sono esaltati dal suo modo di dipingere e richiamano il desiderio, la bellezza pura, meravigliosa e totalizzante di quei luoghi. Gianluca – prosegue suo papà Marco – oggi lavora in una cartotecnica che realizza tovaglie disegnate, è anche sbandieratore e realizza dei segnalibri a matita. Mio figlio – conclude – ama poi fare disegni stile fumetti che riporta anche qua in tema Dragon Ballo Piccolo principe”.


