Da Hawkins
|Il Sottosopra conquista Lucca Comics & Games
Cast e creatori di Stranger Things presentano la stagione finale davanti a migliaia di fan in festa, tra aneddoti, anticipazioni e tanta commozione
Lucca si è trasformata per un giorno in Hawkins. Un fiume di fan ha gremito oggi (31 ottobre) gli spazi del Lucca Comics & Games per accogliere i protagonisti di Stranger Things e i creatori della serie, Matt e Ross Duffer, in occasione dell’incontro dedicato alla quinta e ultima stagione, in arrivo su Netflix dal 27 novembre (Volume 1), dal 26 dicembre (Volume 2) e con l’episodio finale previsto per l’1 gennaio.
Sul palco, accolti da un’ovazione del pubblico, sono saliti Finn Wolfhard (Mike Wheeler), Gaten Matarazzo (Dustin Henderson), Caleb McLaughlin (Lucas Sinclair) e NoahSchnapp (Will Byers), insieme ai fratelli Duffer. A condurre la conversazione, il direttore di Lucca Comics & Games Emanuele Vietina, che ha guidato il dialogo tra il cast e il pubblico tra curiosità, ricordi e anticipazioni sull’atto conclusivo della serie che, dal 2016, ha ridefinito il genere fantasy-horror televisivo.-horror televisivo.
“Abbiamo sempre saputo come sarebbe finita la storia — hanno raccontato i fratelli Duffer —. Siamo partiti dagli ultimi 30-40 minuti dell’episodio finale, perché erano la parte più importante. Il resto è arrivato dopo”. La nuova stagione, spiegano, non rappresenta solo un’evoluzione narrativa: “L’ultimo episodio riflette tutto il viaggio fatto insieme. È un addio, e abbiamo capito quali emozioni volevamo davvero suscitare nel profondo”.
Durante l’incontro, gli attori hanno condiviso ricordi e sensazioni di un percorso che li ha accompagnati per quasi un decennio.
Finn Wolfhard, interprete di Mike, ha parlato di crescita e responsabilità: “Mike si è evoluto come tutti noi, anche se in circostanze insolite. Non abbiamo combattuto mostri veri, ma siamo cresciuti insieme. In quest’ultima stagione il gruppo sarà più unito che mai, e Mike dovrà dimostrarsi un vero leader”.
Per Gaten Matarazzo (Dustin) la sfida è stata soprattutto emotiva: “Amo interpretare il mio personaggio e ringrazio i fratelli Duffer per avergli dato nuovi ostacoli da affrontare. È una stagione difficile, in cui i personaggi si sentono persi e spaventati. Io stesso rendo di più quando sono sotto pressione”.
Caleb McLaughlin, che interpreta Lucas, ha parlato del legame profondo con il proprio personaggio: “Nella prima stagione era scettico, poi ha scoperto la sua sensibilità grazie a Max. Ho capito che il Sottosopra rappresenta le nostre paure interiori, e affrontarle lo ha reso più resiliente”.
Un percorso di crescita anche per Noah Schnapp(Will): “Will ha vissuto molte difficoltà, ma come nella vita reale alla fine capisce chi è e si accetta. I Duffer sono stati geniali nel trasformare le lotte personali in elementi del Sottosopra. È un cerchio che si chiude”.
Alla domanda sul momento più iconico della serie, i fratelli Duffer non hanno avuto dubbi: “La prima scena girata, con i ragazzi che giocano a Dungeons & Dragons nel seminterrato. Era il nostro inizio, e lo porteremo sempre con noi”.
Wolfhard ha invece ricordato l’ultima scena girata tutti insieme, mentre Matarazzo ha confermato che “tutto è partito da quella prima scena: eravamo ragazzini difficili da gestire, ma lì è nato tutto”.
McLaughlin ha aggiunto: “Per me la quarta stagione è stata la più personale. Come Lucas cercavo di capire chi ero davvero. Non vorrei che finisse tutto questo”.
Schnapp ha chiuso il cerchio con un ricordo tenero: “La prima volta che dovevo piangere ero nervosissimo. Ho scritto a Winona (Ryder) per chiedere aiuto e lei, con grande dolcezza, mi ha spiegato come prepararsi, ascoltando musica e restando vulnerabile. È diventata come una seconda madre”.
Nel pomeriggio, la giornata si concluderà con la Masterclass dei Duffer Brothers (ore 18), moderata da Eva Carducci, seguita dalla proiezione del primo episodio della serie, Chapter One: The Vanishing of Will Byers. Un ritorno alle origini che ha emozionato la platea.
“Quando abbiamo pensato a Stranger Things — hanno ricordato i fratelli Duffer — volevamo catturare le stesse sensazioni dei film con cui siamo cresciuti: l’avventura, la paura e la meraviglia di essere bambini”.
E a giudicare dal calore del pubblico di Lucca, quel sentimento non è mai svanito.


