L'esclusiva
|‘Due spicci’ e tanta ironia: Zerocalcare annuncia la sua nuova serie Netflix
Con un megafono e una lavagna, il fumettista romano conquista il pubblico di Lucca Comics & Games svelando il titolo del suo prossimo progetto animato, in arrivo nel 2026
Tra una firma e una battuta, Zerocalcare ha svelato a sorpresa il titolo della sua prossima serie animata per Netflix. L’annuncio è arrivato oggi (1 novembre) in pieno stile Michele Rech — così si chiama all’anagrafe il fumettista romano — durante il Lucca Comics & Games, nel cuore della manifestazione, in Piazza San Michele.
Niente palco, niente trailer spettacolari: solo un megafono, una lavagna e tanta ironia. Davanti ai fan accorsi per incontrarlo, Zerocalcare ha mostrato un grande disegno con il titolo della nuova serie, Due spicci, che approderà sulla piattaforma nel 2026.

Con il tono sarcastico che lo contraddistingue, ha scherzato sul fatto che molti si aspettassero qualcosa di più clamoroso: “Se pensavate che ci fosse un trailer, mi dispiace. Magari credevate ci fosse qualcosa di più figo… e invece no, è solo questo”.
Come da tradizione, non sono mancate battute rivolte ai fan romani sul modo corretto di pronunciare il titolo e qualche scusa ironica a chi sperava in un’anteprima più corposa.
Anche se per ora i dettagli sulla trama restano top secret, è difficile immaginare una nuova avventura senza l’iconico armadillo, la voce della coscienza di Zerocalcare doppiata da Valerio Mastandrea, presenza fissa e amatissima dal pubblico.
Due spicci arriva dopo le due fortunate collaborazioni con Netflix: Strappare lungo i bordi (2021), riflessione amara e tenera sulla crescita e le occasioni mancate, e Questo mondo non mi renderà cattivo (2023), serie in sei episodi ambientata a Roma Est, tra amicizia, disillusione e tensioni sociali legate all’apertura di un centro di accoglienza.
Ancora non sappiamo dove ci porterà questa volta Zerocalcare, ma una cosa è certa: anche con Due spicci, la sua voce — ironica, sincera e inconfondibilmente romana — continuerà a raccontare le contraddizioni del nostro tempo.



