Visita alla Villa Borbone di Viareggio per il progetto ‘Ambientiamoci’
Proseguono le uscite culturali promosse dal Centro di Cultura di Lucca dell’Università Cattolica in collaborazione con l’Istituto Toniolo
Proseguono le uscite culturali promosse dal Centro di Cultura di Lucca dell’Università Cattolica in collaborazione con l’Istituto Toniolo, nell’ambito del progetto Ambientiamoci. Queste iniziative sono relative al progetto Ambientiamoci che si sviluppa non solo nelle scuole superiori ma richiama interesse anche al di fuori delle mura scolastiche e rientra nelle finalità di ecologia integrale nella costruzione della casa comune e di una comunità educante.
Domenica scorsa è stata la volta di una visita alla Villa Borbone a Viareggio, uno storico edificio che, pur manifestando i segni del tempo, è ancora in grado di sorprendere ed emozionare. Padrone di casa monsignor Scarabelli, Decano dell’Accademia Maria Luisa di Borbone che ha sede proprio nel palazzo che con grande conoscenza ha accompagnato i visitatori. L’Accademia, costituitasi nel 2010, è un ente esclusivamente culturale con finalità quali la cura delle memorie storiche del territorio dell’ex Ducato di Lucca legato alla Casa Borbone e la promozione di iniziative culturali, volte anche a favorire la conoscenza e il dialogo interculturale fra i Popoli dell’Europa e del Mediterraneo.
I partecipanti all’iniziativa hanno potuto apprendere le origini del complesso e le curiosità relative a questa storica dimora che inizialmente era destinata a casino di caccia e che con il passare del tempo ha subito ampliamenti, con la creazione di tre edifici.
Nel pomeriggio, Roberto Narducci ha guidato il gruppo in un percorso nella Macchia Lucchese, alla scoperta della biodiversità vegetale e dei funghi, piccoli sì ma di notevole interesse per la vita del bosco e l’equilibrio ecosistemico.
Caratterizzato nell’antichità da inondazioni e formazioni di paludi che lo rendevano inadatto agli insediamenti umani, il territorio faceva parte della cosiddetta Selva Feronia dal nome della divinità preromana, dea della fertilità, protettrice dei boschi e delle sorgenti.
Al termine della giornata notevoli apprezzamenti da parte dei presenti – e per alcuni che hanno “scoperto” -, un tesoro di sicuro interesse storico che ci auspichiamo attiri più attenzione da parte delle competenti istituzioni sia in termini di manutenzione che di valorizzazione.


