25 novembre
|Il Fuoco e la Memoria, una mostra per Vania contro la violenza sulle donne
L’inaugurazione sarà il 22 novembre alle 11
Una memoria che non sia solo voce, ma anche volto e immagine. Perché davvero un giorno, senza retorica, si possa dire che è l’ultima, che non ne moriranno altre, che non moriranno così. E’ un modo per anestetizzare il dolore ma anche per alimentare la memoria la mostra Il Fuoco e la Memoria. Storia di Vania.
Nel mese in cui più di tutti si grida basta alla violenza contro le donne, la sala Antica Armeria a Palazzo Ducale ospiterà la mostra, che si inaugura il 22 novembre alle 11, promossa dalla Conferenza dei Sindaci zonale integrata della Piana di Lucca (Azienda Usl Toscana nord ovest – Zona distretto Piana di Lucca, Comuni di Altopascio, Capannori, Lucca, Montecarlo Pescaglia, Porcari, Villa Basilica), dal Centro Antiviolenza Luna, dall’associazione La Città delle Donne Odv, dal Liceo Artistico Passaglia di Lucca e dalla famiglia di Vania, in collaborazione con la Provincia di Lucca e realizzata con il contributo del Fondo nazionale per le Pari opportunità e della Regione Toscana.
Erano presenti all’anteprima di questa mattina (19 novembre) la consulente alle Pari Opportunità della Provincia di Lucca, Maria Teresa Leone, l’assessore alle Pari opportunità del Comune di Lucca Simona Testaferrata, la direttrice della Zona distretto della Piana di Lucca Eluisa Lo Presti, la presidente dell’associazione Luna Daniela Caselli, Michela Panigada dell’associazione
La Città delle Donne Odv, la famiglia di Vania Vannucchi e Ilaria Ferrari che ha curato il progetto grafico del catalogo e delle locandine per la mostra.
Per l’Azienda Usl Toscana nord ovest, il Consultorio e l’Éducazione e promozione della salute hanno contribuito in maniera particolare all’ideazione e alla realizzazione del progetto del murale di Vania che è stato dipinto nel maggio scorso su un muro della Cittadella della Salute, per il quale erano stati disegnati 15 bozzetti dagli studenti e dalle studentesse dell’Artistico, guidati dal docente Giuliano Toma. Visto il valore artistico delle proposte per il murale, gli enti promotori hanno deciso di renderli fruibili a tutti con l’allestimento di una mostra.
“Questa mostra è il risultato di un lavoro fatto nelle scuole sul tema della sessualità e frutto di un lavoro educativo che rende consapevoli i ragazzi – dichiara Maria Teresa Leone -. Bisogna partire dai più piccoli, dalle nuove generazioni per contrastare la violenza in ogni sua forma: dalla fisica, alla verbale. Penso sia più facile parlare di queste tematiche in classe rispetto che a casa. Con i genitori può subentrare l’imbarazzo mentre a scuola si può parlare di tutto con un linguaggio moderato. 9 studenti su 10 chiede l’educazione sessuale a scuola e di questo sono molto orgogliosa”.
“Quando è avvenuto il fatto di Vania, il centro di violenza non la conosceva – aggiunge Daniela Caselli -. Non era il primo femminicidio della provincia ma è stato quello che ha colpito di più. La città ha preso coscienza, si è messa in moto, ha organizzato fiaccolate in memoria. Le vittime continuano purtroppo ad essere numerose e penso che le opere dei ragazzi portino all’attenzione ogni sfaccettatura: dalla violenza fisica a quella psicologica, dall’oppressione al bisogno di rinascita; e non a caso l’opera vincente che è diventata murales rappresenta proprio questo. La speranza di una rinascita e l’uscita definitiva dalla gabbia“.
Le opere esposte nella mostra e raccolte in questo apposito catalogo curato da Sonia Biagi e Giuliano Toma sono il frutto di un intenso lavoro di elaborazione artistica e civile degli studenti del Liceo Artistico Passaglia. Attraverso la forza espressiva delle immagini, infatti, la memoria individuale si trasforma in racconto collettivo, generando consapevolezza e favorendo il dialogo.
Mostra e catalogo intendono costituire strumenti vivi di educazione civica e culturale, capaci di alimentare un impegno condiviso contro la violenza di genere e promuovere una cultura fondata sul rispetto e sulla dignità di ogni essere umano.
L’evento si inserisce nell’ambito delle iniziative del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999.

