L'intervista
|Dallo studio a San Quirico di Moriano alla mostra di Seravezza: a colloquio con Annamaria Buonamici
Decoratrice di vetro e legno poi scenografa per spettacoli teatrali: “Nella mia vita ho sentito sempre forte la presenza del fiume”
Annamaria Buonamici torna ad esporre le sue opere.
La pittrice di San Quirico di Moriano da domani (29 novembre) alle 16 fa parte degli artisti che inaugurano nei locali di Palazzo Mediceo di Seravezza (viale Leonetto Amadei 230) la collettiva di pittura Un giorno dopo l’altro.

Abbiamo incontrato l’artista a San Quirico di Moriano in quello che da alcuni è diventato il suo studio, all’interno della propria abitazione ed adiacente al laboratorio di falegnameria di suo marito.
Buonamici, classe 1954, decoratrice di vetro e legno poi scenografa per spettacoli teatrali, organizza ed ha partecipato a mostre in Italia e nel mondo ed è nel campo artistico da diversi decenni. Una giornata baciata dal sole ci ha fatto ammirare ed apprezzare particolarmente l’ambiente dove l’artista vive e lavora. Appena entrati nel suo studio dove Annamaria Buonamici ci ha accolti, siamo rimasti colpiti dai diversi strumenti e dalle particolari tavolozze dei colori che le servono per i suoi lavori. Ma anche dalle tante opere esposte che testimoniano anni di grande impegno e di lavoro nel mondo dell’arte. E il fascino del suo soppalco arricchito da opere a lei care, rimane sempre immutato rispetto agli anni passati in cui ha preso vita il suo studio d’arte.
L’occasione è stata particolarmente preziosa anche per dialogare piacevolmente con l’artista della sua arte. Ricordiamo che per anni Buonamici ha avuto il suo studio nella Piana in via delle Tagliate. “Parteciperò – dice Annamaria Buonamici – con alcuni miei quadri all’esposizione organizzata da Gianni Costa e dalla Galleria Mercurio Arte Contemporanea di Viareggio a Seravezza, in collaborazione con la Fondazione Terre Medicee. In mostra opere recenti di me ed altri undici variegati artisti toscani e liguri”.
L’esposizione rimarrà liberamente visitabile sabato e domenica e anche l’8 e il 26 dicembre; 1, 2, 5 e 6 gennaio dalle 15 alle 19. Durante l’inaugurazione verrà presentato anche il calendario 2026 della Galleria Mercurio, illustrato con alcune delle opere in mostra.
“Ultimamente – rivela l’artista lucchese – sto lavorando unicamente con Gianni Costa e la sua galleria. Dove in genere faccio almeno tre mostre all’anno”.
Nello studio di San Quirico di Moriano c’è una parte importante della vita artistica di Buonamici ed ogni singolo oggetto parla di lei e della sua arte. L’artista ci rivela particolari non solo delle sue opere ma anche del suo pensiero più intimo e profondo. “Rispetto al mio vecchio studio di via delle Tagliate – dice Buonamici – che ho lasciato da quasi dieci anni, qua posso scendere le scale interne della mia abitazione e mettermi subito a dipingere in ogni stagione come anche ogni giorno. La mia idea del fiume – prosegue – dice tante cose. Il fiume protagonista nella mia pittura come il viaggio, scorre, passa tra i paesi, coglie l’umore di tanta gente. Nasce, muore. Fa una corsa, vede la gente, va e si tuffa nel mare e diventa un tutt’uno. L’acqua infatti scorre, trasporta tutto, scende dal monte, raccoglie gli umori di tutti. Poi in riva al mare si abbraccia con il mare. Successivamente il mare evapora e va sulle nuvole che viaggiano e così piove e l’acqua scende giù un’altra volta per un altro viaggio. Ridando vita al ciclo della vita. Tutto quanto mi affascina”.
La presenza del fiume è sempre stata parte e componente fondamentale della vita di Buonamici. “La mia mamma – racconta l’artista – era nata in una casa sulla scogliera a San Pietro a Vico. Per cui io con i miei cugini e le mie sorelle stavamo spesso lì. Anche nel mio studio c’è un ricordo di quei tempi magici. Da parte mia c’è sempre stato un forte legame con il fiume, i sassi. Come del resto – mette in luce – anche in via delle Tagliate dove quando abitavo lì cercavo sempre di andare nel vicino fiume Serchio. Mio papà invece era originario della Pieve di Controne a Bagni di Lucca. Ho quindi tanti indimenticabili ricordi anche legati al fiume. Io – ricorda – sono nata si può dire fuori le Mura. Per cui ero proprio cittadina di Lucca. Con i miei familiari si andava solo in città a fare la spesa, la giratina pomeridiana. Io per cui quando ero bambina dicevo: Come farò lassù?. Poi mi sono sposata e sono cinquant’anni che invece abito a San Quirico di Moriano con mio marito. Ora per cui non ne potrei fare a meno. Per una serie di cose, ho lasciato il vecchio studio di via delle Tagliate nella zona dove anche un tempo abitavo da bambina e ragazza ed ho aperto qua quello nuovo in parte della falegnameria che ancora oggi ha mio marito. Io adoro molto tutto ciò che ho compresi i miei libri”.
“In questo luogo – rivela Buonamici – trovo ispirazione. Vicino anche al fiume Serchio che dista circa 200 metri mi sento a mio agio”.
Le opere di Annamaria Buonamici sono realizzate con una tecnica particolare. “Uso – dice l’artista lucchese – una resina industriale. Prima per tanti anni dipingevo solo sul vetro al rovescio della superficie. Però un bel giorno il quadro più bello che avevo mi si ruppe in due pezzi. E dissi allora un mai più a quel tipo di superficie di lavoro. Successivamente allora cercai questo materiale. Mi ci trovo – prosegue – molto bene anche nel mio dipingere al rovescio. Lo taglio con le forbici e ci realizzo anche dei segnalibri. Le cornici le lascio in un certo modo appositamente. Ai lati ci metto poi quattro viti. Voglio che si veda che è plastica, non mi piacciono le cose troppo leccate. Perché noi siamo nell’epoca della pura plastica. Si vive in un periodo della vita in cui la plastica fa da padrona. Allora anche la pittura viene coinvolta. Quello che faccio nella mia pittura è Annamaria. L’amato paesaggio naturale e la natura della campagna lucchese. Può piacere o non piacere. Ma è adatto a quello che amo fare. Io dipingo in olio. Poi finito di dipingere ci do una strato di smalto”.
Buonamici poi ci parla di alcuni suoi particolari lavori. “Fra i miei bozzetti ci sono le porte. In questo momento amo rappresentarle. Penso che la porta sia rappresentativa anche nel momento che ci si chiede chi ci sarà al di là di una porta, le persone se sono felici, se hanno sofferto, se hanno vissuto appieno. Amo – aggiunge – realizzare sulle lastre della mia plastica anche segnalibri. Sono molto creativa, sensibile. Io soffro anche per la natura stessa. O se vedo posti abbandonati. Dove comunque è importante ci sia sempre vita”.
Con giochi di sovrapposizione ed effetti di contrasto, l’artista rappresenta e focalizza il suo universo creativo su alberi, fiumi, canneti e piccoli animali. Ricercando gli elementi naturali. Il tutto realizzato con suggestive tonalità cromatiche, nel tentativo di coglierne e preservarne le impronte di più forte significato. Un percorso tra colori, forme e storie che si svela in tutta la sua bellezza. E Traiettorie invisibili (2019), Il mio presente, Istanti di luci e Equilibrio di contrasti (2020) sono solo alcuni dei titoli delle opere da lei realizzate negli anni.
“Nel mio lavoro – spiega Annamaria Buonamici – realizzo gli alberi della vita che sono molto significativi. Li riporto spesso e li faccio a colatura. Realizzo le forme dei tronchi, le linee. Ci do prima il colore a olio. Poi ci faccio delle colature con lo smalto. Mi rimane l’olio impigliato sotto. Successivamente ripulisco ma ci rimane e lascio l’olio impigliato con lo smalto e richiuso. Ecco – evidenzia – così i filamenti dei miei alberi, colature. Nella natura ogni cosa non è perfetta, dritta, ammodino. Ma tutto compreso l’albero si adatta alla luce. E può venire storto, mai preciso”.
Buonamici oltre al suo lavoro di decoratrice di vetro e legno ha fatto un altro mestiere per lei rivelatosi importante. “Ricordo – dice la pittrice – la mia esperienza alla Fabbri Liquori dove si faceva la grappuva. In mezzo a queste bottiglie messe sotto spirito, io ci mettevo una mia bottiglia decorata. E così dipingevo spesso sul vetro ma anche sul legno facendo camere in spirito veneziano. Decoravo fiorellini e decorazioni simili. Avevo dei barattoli industriali grandi da litro. Inzuppavo i colori e tutte le volte ci venivano realizzate delle forme che avrei voluto fermare. Con vari colori venivano fuori dei volti, degli alberi. Un giorno – prosegue – con un vetro della falegnameria di mio marito, ho provato a fare delle forme, mischiando i colori così come mi veniva sopra senza però soddisfarmi. Sono andata allora in giardino per rovesciarlo. Dal pezzo di vetro poi ciaf! Quando l’ho rovesciato ci sono venute delle forme uniche. Dell’erba, dalle foglie e delle parti vicine dove l’avevo rovesciato sono rimasta strabiliata da cosa ci veniva fuori e si rivelava all’occhio. Tirando su il colore ha fatto tipo ventosa. In maniera davvero sorprendente. Avendo fatto decorazione, in questo modo sono stata ispirata anche a fare le sfumature delle foglie, per i toni”.
Allora l’artista ha rielaborato varie volte il colore facendo tanta sperimentazione. Avendo sempre nel cuore l’importanza del valore dell’arte. “Ho fatto anche un po’ di figurativo. Imparando a vedere e rielaborare il colore quando era troppo però ho realizzato diverse cose. La natura per il discorso della rinascita ed il filo continuo che è la vita sono i temi miei prediletti. La mia frase preferita che arriva nel profondo – mette in luce Annamaria Buonamici – l’ho ripresa dalla docente ed attrice teatrale statunitense Stella Adler: La vita abbatte e schiaccia l’anima e l’arte ti ricorda che ne hai una. Ma anche L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni del grande artista novecentesco Pablo Picasso che si può leggere anch’essa sotto il soppalco del mio studio l’ho fatta mia. Per il prossimo anno – conclude – vorrei fare almeno tre mostre in Lucchesia e zone limitrofe”.


