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Pasquale Sgrò presenta ‘L’altro ispettore’: “Così racconto il dramma delle morti sul lavoro”

Da martedì la serie tv su Raiuno, in libreria il primo romanzo della serie: “Lucca non sarà solo sfondo ma vera protagonista delle storie”

C’è un altro ispettore in città. E si chiama Mimmo Dodaro.

L’altro ispettore perché non è il ‘consueto’ ispettore di polizia o maresciallo dei carabinieri, ma anche perché è altro rispetto a un ispettore che i lucchesi già conoscevano e apprezzavano, l’ispettore Felicino.

Entrambi sono frutto della fantasia di Pasquale Sgrò, professionista nel settore della sicurezza sul lavoro, prestato (ma a questo punto neanche tanto) alla letteratura di genere, autore de L’altro ispettore, ciclo di romanzi in via di pubblicazione per Corbaccio che ha ispirato una serie tv in onda su Raiuno a partire da martedì (2 dicembre) e per 6 martedì con protagonisti Alessio Vassallo, Cesare Bocci e Francesca Inaudi.

Lo sfondo è quello di Lucca e della sua provincia, luogo di cui Sgrò, calabrese di origine, si è innamorato tanto da farne l’ambientazione dei suoi romanzi.

Lo abbiamo incontrato alla libreria Feltrinelli di Lucca per farci raccontare un’avventura che viene da lontano, dalle storie dell’ispettore Felicino che, sotto forma di romanzi e fumetti, avevano già incuriosito i lettori lucchesi, toscani e italiani.

“In questo momento – esordisce – sembro un sasso messo dentro una fionda e lanciato. Sono circa tre anni e mezzo che lavoriamo alla serie tv ma mi sono reso conto non più tardi di 15 giorni fa di quello che stava succedendo. Ero con mia moglie davanti alla tv e ho visto lo spot de L’altro ispettore e ho pensato: guarda che cosa è venuto fuori!”.

Il tema affrontato dai romanzi e dalla serie è molto delicato e, purtroppo, di attualità. quello dei morti sul lavoro. “Un tema – dice Sgrò – che mi sta a cuore da 15-20 anni almeno e sul quale bisogna fare molta attenzione per non semplificare e fare falsa moralità. Il progetto di voler fare informazione sul tema della sicurezza sul lavoro con il tempo si è coagulato ed è diventato quello che è ora: se grazie ai romanzi e alla serie riusciamo a parlare di più di questo problema sociale e divulgare un messaggio vorrà dire che il risultato è stato ottenuto”.

Vietato pensare, titolo del primo romanzo e del primo episodio della serie tv è, d’altronde, il primo caso in Italia e probabilmente al mondo in cui al centro delle storie ci sono le morti sul lavoro, purtroppo spesso veri e propri omicidi causati dalla scarsa sicurezza e dalla violazione delle norme.

Ma come è arrivato Sgrò alla scrittura? “Io, anche se in molti non lo sanno – ricorda – scrivo da quand’ero ragazzino e ho vinto anche un premio, da ragazzo, in provincia di Latina. La passione, quindi, l’ho sempre avuta ma sono venuti prima la famiglia e il lavoro. Quando le cose sono andate fortunatamente bene e mi hanno permesso di stare un po’ più tranquillo ho iniziato a scrivere. Fra romanzi pubblicati e nel cassetto ci sono 17 gialli e tre romanzi. Insomma come i semi che germogliano dopo 50 anni anche nel mio caso la passione si è concretizzata con la maturità”.

I romanzi de L’altro ispettoresono editi da Corbaccio, uno dei colossi dell’editoria italiana, all’interno del gruppo editoriale Mauri Spagnol. Ma che relazione esiste, se esiste, fra Dodaro e Felicino? “Felicino, innanzitutto – ci tiene a specificare – continua ad esistere e sarà ispettore nei fumetti. Questo, come dice il titolo, è l’altro ispettore. Di comune c’è che sono due ispettori del lavoro e che vivono allo stesso modo, con passione e in qualche modo sofferenza, quello che sono chiamati ad affrontare. Uno, però, ha circa 60 anni e vive una dimensione familiare, l’altro è più giovane, ha vissuto un importante lutto perché gli è morta la moglie e poi va in bicicletta e non su un vecchio maggiolino”.

Come detto lo sfondo di tutte le storie è la città di Lucca, dove Sgrò risiede, mentre la sede del suo gruppo è a Viareggio: “Amo Viareggio – racconta – ma amo tantissimo Lucca, dove vivono i miei figli e le mie nipoti. È una citta bellissima e in questa serie tv viene fuori in tutta la sua bellezza. Sono contento perché con questo progetto ho riscoperto la città e i lucchesi e sono contento che venga valorizzata. Una città che non sarà solo uno sfondo ma un personaggio vero e proprio, una protagonista sempre in primo piano”.

Nei sei episodi si affronteranno sei casi di incidenti sul lavoro: il primo è in un orditoio, tanto che la Rai dedicherà la prima puntata a Luana D’Orazio, la giovane morta in un’azienda di Montemurlo. Le altre storie saranno invece ambientate in una cava, in un cantiere edile, in una casa di cura, al Carnevale e in un’azienda agricola: “Sei luoghi di lavoro diversi come per dire che questo è un dramma che esiste in tutte le realtà lavorative – spiega Sgrò – e che va visto in un raggio molto più ampio per capire precisamente il fenomeno”.

Che esperienza è stata quella ‘dietro’ la macchina da presa? “È un mondo bellissimo – racconta – con i suoi rituali. Da questa serie ho imparato tantissimo, a partire dal fatto che ciascuno ha il suo ruolo e sa cosa deve fare. Lo stesso per l’editoria: ho 4-5 personaggi di riferimento, uno per ciascun settore: dalla comunicazione, alle locandine, agli eventi. Ho visto molta professionalità, sia la tv sia l’edizione di libri non sono una cosa semplice come può sembrare a prima vista dal di fuori”.

L’appello, dunque, è a seguire la serie ed acquistare i libri, nell’ordine che si preferisce: “Comprate il libro anche prima della serie – dice Sgrò – così guardandola in tv vi porterete dietro il respiro della parte descrittiva. Se invece lo leggerete dopo potrete trovare un livello di dettaglio importante. Dalla vendita e dallo share della serie può dipendere un seguito e così la nostra città ritornerà nuovamente in auge, facendosi bella anche all’estero. Guardate la serie anche per questo motivo: è bellissima ma serve anche a promuovere Lucca che ne è personaggio principale”.

E oltre alla serie c’è il romanzo, che vivrà, in gran parte, una vita propria. “La casa editrice ci sta investendo molto – dice Sgrò – Il 2 dicembre con Salani esce anche l’audiolibro di Vietato pensare. Lo scorso ottobre in un evento a Rimini organizzato da Ubik ero presente anch’io e sono venuti da me le librerie, anche grosse, per salutarmi e complimentarsi. Abbiamo avuto un riscontro importante nel settore ma poi il verdetto sarà di chi legge. Da parte mia scrivo con un taglio semplice, perché il messaggio possa arrivare a tutti e spero davvero che sia così”.

Intanto Lucca lunedì (1 dicembre) al cinema Astra vivrà la proiezione in anteprima del primo episodio della serie tv, in onda in tutta Italia all’indomani. E dopo sarà la sfida dello share, con le dita incrociate per ottenere il miglior risultato possibile.

C’è un altro ispettore in città. E il suo nome è Mimmo Dodaro. Da martedì in molti inizieranno a conoscerlo meglio.