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A 100 anni dal debutto alla Scala la Turandot sarà in scena al Giglio: ecco il cast

Roberto Aronica, Oksana Dyka e Maria Novella Malfatti saranno sul palco per la nuova produzione del teatro di tradizione lucchese

Un nuovo allestimento per la Turandotdi Puccini nel 2026, anno della prima rappresentazione dell’opera, rimasta incompiuta, alla Scala di Milano.

Oggi (29 novembre) a 101 anni dalla morte del compositore a Bruxelles, nella marcia di avvicinamento verso l’evento del 25 aprile 2026 è stato presentato il cast dell’opera, che rende la produzione di livello internazionale.

L’allestimento nasce da un bando destinato agli under 35 che aveva l’unico limite di mantenere il finale incompiuto, così come lasciato dal maestro.

A presentare la produzione l’amministratore unico del teatro del Giglio, Giorgio Angelo Lazzarini, il direttore artistico, Cataldo Russo, i protagonisti dell’opera Roberto Aronica (Calaf), Oksana Dyka (Turandot) e Maria Novella Malfatti (Liu) e Luigi Viani e la professoressa Gabriella Biagi Ravenni per la Fondazione Giacomo Puccini.

Il tutto proprio nel giorno in cui il Teatro del Giglio Giacomo Puccini ha ricordato l’anniversario della morte del maestro e lo fa presentando il cast della Turandot del Centenario. Proprio un anno fa, sempre il 29 novembre, il teatro è stato ufficialmente intitolato a Giacomo Puccini, suggellando così un passaggio identitario di grande valore storico e culturale.

Nello stesso giorno del 2024, il Teatro del Giglio Giacomo Puccini aveva presentato con orgoglio la Tosca del centenario, un nuovo allestimento prodotto dal teatro e accolto con straordinario entusiasmo dal pubblico. Lo spettacolo, dopo il debutto lucchese, ha intrapreso una tournée nei più importanti teatri italiani e in questi giorni è in scena al teatro Pavarotti-Freni di Modena, registrando ancora una volta un grande successo.

“Pensiamo – ha esordito Lazzarini – di essere l’evento più importante di celebrazione dei 100 anni della Turandot. Non mi sembra ci siano altre cose, se non la riproposizione alla Scala di Milano di un vecchio allestimento con il ‘nostro’ Nicola Luisotti come direttore d’orchestra. Il Giglio è tornato nel circuito delle collaborazioni importanti, come già ha dimostrato la Tosca, che è stata a Pisa, Livorno, Ravenna e Modena e sarà a Ferrare e poi all’estero”.

Il direttore artistico, Cataldo Russo, celebra il progetto nel giorno dell’anniversario della morte di Giacomo Puccini, omaggiato questa mattina sia alla statua davanti alla casa natale sia alla tomba di Torre del Lago: “Questa giornata – dice – rappresenta un ponte fra il centenario che si è celebrato nel 2024 e la nuova produzione. È un grande onore e un grande piacere ricevere qui il cast che conferma la volontà del teatro di realizzare progetti insieme ad artisti importantissimi. Ci rende poi orgogliosi il fatto che nel nostro territorio, come nel caso di Malfatti, si formino giovani di grande talento. Ancora una volta dimostramo che possiamo mettere a disposizione noi stessi e nostro teatro affinché sia casa loro. A realizzare questa Turandot, poi, sarà un team tutto italiano under 30 che presenterà una impostazione nuova dell’opera ma anche molto rispettosa. ”.

Il tenore sarà Roberto Aronica, nel ruolo di Calaf. “Sono molto legato a Puccini – dice – con le cui opere ho debuttato nei più grandi teatri di tutto il mondo. Vado a incontrare ancora una volta il maestro che mi ha dato tanto. Sono molto curioso di questo allestimento, avendo fatto diversi allestimenti, da quelli classici a quelli più moderni, voglio vedere dove si va a collocare questa. Per me è un debutto e cantare nel luogo di Puccini per me è un grande onore. L’allestimento senza il finale? È una forma di rispetto verso il compositore, così come fece Toscanini, Mi sembre una cosa giusta”.

Oksana Dyka è la soprano nella parte di Turandot. Vive a Pescaglia, anche lei vicina ai luoghi di Puccini: “È un sogno che si avvera cantare a casa e nella casa di Puccini. Ci sono tante emozioni, è sempre emozionante cantare Puccini, lo è ancora di più farlo qui, nella sua città. Per quanto mi riguarda, però, l’importante è che non si vive di solo passato, si vive del presente. Per questo sono molto curiosa dell’allestimento di questo gruppo di giovani, convinta che sarà una bellissima esperienza per me”.

Enfant du paysanche Maria Novella Malfatti, lucchese doc, diplomata in violino al Boccherini con il maestro Bologni e reduce dal successo della trilogia verdiana a Piacenza. “Torno nel ruolo di Liu, che sognavo da tanto tempo. Sono molto felice di interpretarla nella mia città, sarà una nuova scoperta perché ogni volta che rappresentiamo un’opera in un ruolo scopriamo qualcosa di noi. Sarà molto interessante scoprire le emozioni che lo stesso maestro ha messo in questa sua creazione. Sono molto felice che il finale sia quello originario, anche perché la parte della morte di Liu è eccezionale, un tappeto di suoni che ci farà entrare in sintonia con il maestro”.

Il Teatro del Giglio – in stretta sinergia con il Centro Studi Giacomo Puccini e la Fondazione Giacomo Puccini – sta lavorando alla definizione di un ampio e articolato programma di conferenze, incontri e approfondimenti dedicati all’ultima opera del Maestro. Il progetto, denominato Verso Turandot, coinvolgerà studiosi, musicologi, interpreti, direttori d’orchestra e figure di spicco della cultura musicale, con l’obiettivo di offrire al pubblico un percorso di conoscenza approfondito, capace di intrecciare e far dialogare tra loro storia, prassi musicale, teatro e contesti culturali.

A presentarlo Luigi Viani, in rappresentanza della Fondazione Giacomo Puccini e la professoressa Gabriella Biagi Ravenni per il Centro Studi.

“Questo progetto – dice Viani –  ci interessa perché Puccini è nostro ambasciatore del mondo: ogni giorno in qualche parte del mondo ci sono 4 rappresentazioni di opere del maestro. Questi dimostra che Puccini è più futuro che passato. Il progetto Turandot è un progetto che, peraltro, non si ferma a questa produzione. In finanziaria c’è un contributo importante di 1,6 milioni di euro per completare ristrutturazione e riqualificazione del villino di Viareggio, che è il luogo in cui Turandot è stata composta”.

“I materiali da studiare emersi dall’archivio Puccini, solo da poco tornato consultabile – aggiunge Gabriella Biagi Ravenni – sono tantissimi. Sarebbe giusto, ad esempio, parlare della fiaba di Turandot e magari parlare delle altre Turandot fino a quella più famosa e ignota fino a quest’anno, la Turanda di Antonio Bazzini. Altro argomento è il finale: sono contenta della forma scelta per questa rammresentazione, ma di finali ce ne sono quanto volete. Io ho scritto, su questo, un breve saggio dal titolo Il quarto enigma che si interroga sul perché Puccini non ha finito Turandot. Avremo la possibilità di prepararci alla visione di questo nuovo allestimento anche vedendo alcuni allestimenti storici di Turandot grazie alla raccolta di video dell’opera di cui stiamo creando un archivio. Si tratterà di sei appuntamenti, da dicembre a marzo ,per presentare al meglio l’opera. L’incontro di punta è quello con il maestro Luisotti, che dirigerà la Turandot alla Scala”.

Il progetto è pensato per essere un vero e proprio viaggio di avvicinamento al capolavoro pucciniano: un itinerario che accompagnerà il pubblico alla scoperta dell’opera, dalla genesi compositiva agli elementi drammaturgici, dal linguaggio musicale al confronto con le fonti letterarie. Gli incontri, distribuiti nei mesi che precederanno l’andata in scena dello spettacolo, saranno ospitati sia al Giglio sia al San Girolamo.

Il cast

Un progetto artistico di grande respiro, affidato a interpreti di fama internazionale, presenti oggi a Lucca, al Teatro del Giglio Giacomo Puccini. Oksana Dyka interpreterà Turandot. Artista dal timbro potente e magnetico, residente a Lucca, ha cantato il ruolo di Turandot al Metropolitan e si esibisce regolarmente all’Arena di Verona. E protagonista nei principali teatri italiani e internazionali, tra cui Scala di Milano, il Teatro Regio di Torino e il Teatro San Carlo di Napoli.

Roberto Aronica sarà Calaf. Tenore di caratura mondiale, ha interpretato questo ruolo al Metropolitan Opera di New York e si è esibito sui palcoscenici più prestigiosi del mondo, tra cui Teatro alla Scala, Royal Opera House di Londra, Maggio Musicale Fiorentino e Wiener Staatsoper.

Maria Novella Malfatti sarà Liù. Giovane soprano lucchese in rapidissima ascesa, ha intrapreso la sua formazione musicale al Conservatorio Boccherini studiando violino, per poi dedicarsi allo studio del canto diplomandosi al Ryan Opera Center della Lyric Opera of Chicago. Ha recentemente preso parte alla Trilogia Verdiana a Piacenza accanto a Salsi e Meli. Già apprezzata in ruoli pucciniani al Teatro Regio di Parma, è considerata una delle voci più promettenti della nuova generazione.

A completare il cast annunciato oggi, ci sarà nel ruolo di Timur il basso georgiano George Andguladze, artista ampiamente riconosciuto e apprezzato per la qualità vocale e la profondità interpretativa, che si esibisce regolarmente in teatri come la Royal Opera House, il Teatro Real di Madrid, il Teatro Massimo di Palermo e l’Arena di Verona.