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Applausi e commozione per l’anteprima all’Astra de ‘L’altro ispettore’

Da stasera (2 dicembre) su Raiuno la serie tv ispirata ai romanzi di Pasquale Sgrò. In sala la mamma di una vittima del lavoro

“Questa serie è una bomba”. Sono entusiastiche le parole dell’assessore al turismo Remo Santini dopo la proiezione in anteprima nazionale della prima puntata della serie L’altro ispettore in una serata speciale al Cinema Astra di Lucca.

Un commento a caldo che la dice tutta non solo per la qualità della produzione di Rai Fiction e Anele, ma soprattutto del possibile ritorno di immagine per la città che fin dalle prime scene si conferma come una vera protagonista dei film e non solo uno sfondo e un palcoscenico.

C’è elettricità in sala nell’attesa della proiezione prima della quale salgono sul palco coloro che hanno reso possibile questo piccolo miracolo. Prima è proprio l’assessore Santini a ringraziare a nome del Comune la produzione e l’autore dei romanzi che hanno ispirato la fiction, Pasquale Sgrò. Sottolineano l’importanza delle tematiche trattate da L’altro ispettore anche i rappresentanti di Fondazione Bml e Fondazione Lazzareschi, che della produzione sono stati anche di sostegno economico.

L'altro ispettore

Poi è il turno del cast: Alessio Vassallo, che è proprio l’ispettore del lavoro Mimmo Dodaro, protagonista della serie, Barbara Enrichi, Massimiliano Galligani e Rosanna Gentile, accompagnati sul palco dalla regista Paola Randi e dalla rappresentante della casa di produzione Anele, Elisa Battisti.

Da tutti un elogio a Lucca come città, all’accoglienza dei suoi abitanti, alla bellezza del suo centro storico, più volte ripreso nel film anche con immagini dall’alto molto suggestive e in grado di far scoprire vedute inedite anche a chi la abita.

Ma soprattutto un forte richiamo alla necessità di affrontare tematiche stringenti quali quelle della sicurezza sul lavoro. “Questa – dice Vassallo – è la prima serie dove si vede, dove si tocca il lavoro con le sue difficoltà. Dopo averla girata vedo davvero i lavoratori con uno sguardo diverso. Mimmo Dodaro? È un supereroe che non ce l’ha fatta, perché ai successi professionali unisce una serie di disastri sentimentali e nella vita privata. Invito tutti a seguire la serie anche perché, nonostante i temi importanti e anche pesanti che tratta, ha molti momenti ironici”.

Innamorata della città e dell’argomento della serie anche la regista Paola Randi: “Lucca è meravigliosa – dice – Tutte le mattine io arrivavo sul set in bicicletta e la città mi dava una carica enorme in vista della giornata di lavoro. Una città che, lo vedrete, ricorre spesso nel film come una protagonista assoluta che accompagna le storie dei protagonisti”.

Applausi a scena aperta nella serata per un emozionato Pasquale Sgrò, l’autore dei libri che hanno ispirato la serie, da 40 anni esperto della sicurezza sul lavoro e in grado, grazie alla sua fantasia e alla sua tenacia, di portare il tema fino alla prima rete nazionale. Sgrò ai ringraziamenti di rito unisce anche un appello proprio contro le morti sul lavoro, con la speranza che la prima serata in tv permetta di mettere il tema in cima all’agenda di chi se ne deve occupare.

E che la questione sia davvero rilevante lo dimostra anche la presenza in sala di Emma Marrazzo, la madre di Luana D’Orazio, la giovane morta in un orditoio a Montemurlo. A lei è dedicata la prima puntata in cui si parla di un incidente mortale proprio all’interno di una industria tessile.

L'altro ispettore

“Raccontiamo storie, il cinema stesso è una illusione – dicono i protagonisti dal palco, con parole diverse, ma con comunità di intenti – Con questo lavoro speriamo di rendere un servizio e di dare un contributo alla causa”.

Il resto è lasciato alle emozioni della proiezione, dove i lucchesi hanno potuto riconoscere luoghi noti e meno noti: ci sono via dei Fossi, le Mura, piazza San Ponziano, Palazzo Santini e il tribunale di via Galli Tassi, fra l’altro. Con una curiosità: l’ufficio dell’ispettore del lavoro Mimmo Dodaro è in realtà quello dell’assessore Remo Santini, che è stato ‘sfrattato’ durante le riprese della serie. L’archivio, invece, è quello della Fondazione Ragghianti in San Micheletto, che per sei puntate sarà il regno di Vincenzina, interpretata dall’attrice toscana Barbara Enrichi.

La serie andrà in onda con due puntate a sera oggi (2 dicembre), domani e il 9 dicembre. Diretta da Paola Randi, la fiction è una co-produzione Rai Fiction, Anele e Rai Com, realizzata con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del ministero della cultura – Direzione generale cinema e audiovisivo, con il contributo del Pr Fesr Toscana 2021-2027 – bando per la concessione di sovvenzioni a fondo perduto per la produzione di opere cinematografiche e audiovisive – Anno 2023 della Regione Toscana, con il sostegno della Città di Lucca, della Fondazione Banca del Monte di Lucca e della Fondazione Giuseppe Lazzareschi e con la collaborazione della Toscana Film Commission.

Si tratta della prima fiction ad affrontare il tema della sicurezza sul lavoro, liberamente tratta dai romanzi di Pasquale Sgrò, attraverso il racconto delle vicende dell’ispettore del lavoro Domenico Dodaro. Scritta da Salvatore De Mola, Andrea Valagussa, Paola Randi ed Emanuela Rizzuto, la fiction vede protagonista Alessio Vassallo nei panni dell’ispettore del lavoro Domenico Dodaro, per gli amici Mimmo. Al suo fianco Cesare Bocci nel ruolo dell’amico di famiglia Alessandro, un mental coach in sedia a rotelle sopravvissuto all’incidente in cui, anni prima, ha perso la vita il padre di Domenico. L’attrice toscana Francesca Inaudi interpreta invece la pm Raffaella Pacini (ex compagna di liceo del protagonista) con la quale Mimmo si ritroverà a lavorare nelle indagini dei casi di puntata. La giovanissima Angelica Tuccini recita invece nel ruolo della figlia di Mimmo, Mimì.

La serie accende i riflettori su un tema fortemente attuale, sensibilizzando a una riflessione collettiva sul lavoro e sulla cultura della sicurezza come valore universale. E lo fa attraverso una figura totalmente inedita per il pubblico televisivo, un ispettore ‘senza pistola’ – l’altro ispettore, appunto – che possiede come armi la competenza, l’intelligenza e l’empatia. Per il suo alto valore di servizio pubblico la serie ha ottenuto il patrocinio della presidenza del Consiglio dei Ministri, del ministero del lavoro e delle politiche sociali e di Inail e la collaborazione di presidenza del consiglio dei ministri – ministro per le disabilità, dell’Ispettorato nazionale del lavoro e del comando generale dell’Arma dei carabinieri.

“La serie – ha spiegato l’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti – affrontando il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro, ci spinge a prendere sempre più coscienza della necessità di promuovere e diffondere la cultura della sicurezza, un argomento oggi più che mai attuale. La fiction, ispirata a fatti realmente accaduti, è girata a Lucca, nei luoghi straordinari della nostra Toscana. La Regione ha deciso di sostenerla con fondi europei di sviluppo 2021–2027, attraverso il bando Sostegno a fondo perduto per la produzione di opere cinematografiche e audiovisive – Azione 1.3.5 Sostegno alle imprese culturali, con un contributo di oltre 115mila e euro concesso alla casa di produzione Anele, a fronte di un plafond dedicato alla sola serialità, per il bando 2023, pari complessivamente a 500mila euro. I progetti finanziati con il bando 2023 – ha ricordato Manetti – sono stati in totale 32 (7 cortometraggi, 14 documentari, 8 lungometraggi e 3 serie tv), per un ammontare complessivo di 3 milioni di euro. Al bando 2023 è seguito un secondo bando nel 2024, con il quale sono stati assegnati ulteriori 4 milioni di euro di contributi”.

Ambientata a Lucca, girata con la collaborazione di Toscana Film Commission, nei vicoli medievali circondati dalla campagna toscana, la serie vede il protagonista impegnato ogni giorno a garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro e a indagare sui casi in cui  questa è venuta meno. Casi liberamente ispirati a fatti realmente accaduti, di cui Mimmo cercherà di scoprire le reali dinamiche e responsabilità con uno sguardo umano, imparziale e con la collaborazione di tutte le parti in causa: dai lavoratori agli imprenditori, ai sindacati, alle istituzioni. Molte le location toscane interessate dal set del L’altro ispettore: alcuni luoghi iconici di Lucca, tra cui piazza Cittadella, il baluardo San Colombano, Le Mura, piazza San Frediano, piazza San Michele, piazza San Martino, piazza Napoleone, Chiasso Barletti, alcuni pubblici esercizi (pasticceria Pinelli in via Beccheria, pizzeria Pellegrini, bar Turandot e Caffè Santa Zita). E poi la cittadella del Carnevale di Viareggio e le cave di marmo di Carrara.