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Il pittore lucchese Tito Mucci celebra 50 anni di mostre: “In me viva la speranza che spicca essenziale nel cielo”

Stimato da Possenti ha iniziato a dipingere all’età di dieci anni. Tante sue opere sono esposte in musei e collezioni private

Cinquant’anni di mostre per il pittore Tito Mucci.

Un traguardo importante che il noto artista lucchese, classe 1950, festeggia insieme alla sua amata moglie Lola. I due, a gennaio 2025, hanno celebrato anche l’atteso anniversario delle nozze d’oro. Poco prima di Natale, siamo andati a trovare Mucci nella sua abitazione di San Concordio. Una bella occasione per rivedere un valido artista e scambiare con lui una piacevole conversazione. Sulla breccia dal 1975, durante la sua vita il pittore lucchese ha avuto modo di farsi conoscere ed apprezzare da tantissime persone.

A Lucca ce ne è uno solo che sa fare i paesaggi proprio sublimi, dell’anima ed è Mucci. Amo ricordare – dice Tito Mucci – questa frase che pronunciò su di me l’indimenticabile maestro lucchese Antonio Possenti. Ho iniziato a dipingere – prosegue – all’età di dieci anni. Quando morì mio padre andai ad abitare con i miei nonni materni. Lì avevo a disposizione uno studio dove mi dilettavo a dipingere vari soggetti figurativi ma anche astratti. Quando ero bambino fu importante anche l’incontro con la signorina Vera. Maestra elementare in pensione, mi aveva messo a disposizione copie di quadri famosi, aiutandomi anche nell’arte del disegno”.

Per Mucci, instancabile e costante è da sempre la ricerca pittorica. Figlia di un profondo e intimo lavoro interiore. Ricordiamo che negli anni 2000, il pittore con i suoi paesaggi e nature morte ha avuto un ritorno verso il figurativo. Per poi ripresentare in seguito l’informale e l’astratto che nel 2009 ha preso sempre più forma. Forse anche dovuto al mondo in cambiamento rispetto ai suoi inizi. Andando come da lui auspicato oltre il figurativo, in una ricerca che arrivi anche a superare per poi magari ritornare sull’astratto e l’informale. Ma guardando anche in anni più recenti le sue opere, non si può escludere come poi effettivamente è avvenuto, un ritorno al figurativo. Fra spatolate, trame, lacerazioni, grumi o graffi di pennelli o colature di colori diversi e con varie tonalità, dal sentore talvolta lirico, si avverte talvolta in alcune fasi pittoriche, un’atmosfera di nostalgia.

Le sue opere principalmente sono raffigurate su tela, su legno o su carta Magnani. L’artista nel tempo ha realizzato non solo dipinti ad olio ma anche acquerelli, pastelli, tecniche miste. Tante sue opere sono esposti in diverse collezioni private internazionali e in musei ed enti pubblici e privati italiani.

“Nel 2019 – ricorda il pittore lucchese – ho ricominciato dopo dodici anni a fare il figurativo che ho ripresentato in fasi diverse. Ho fatte fra l’altro, opere considerate egregie da tanti. Io penso – riflette Tito Mucci – che per un pittore aver cambiato modo di dipingere o fare arte diversamente da quanto fino a quel momento, non sia un fatto negativo. La persona come lo stesso pittore – mette in luce – cresce con questo suo modo di vedere le cose. La società come tutto poi cambia negli anni e si avverte comunque il cambiamento. A mio avviso quindi può essere una ricchezza in più oltre che una sicurezza che un’artista avverta l’esigenza di andare oltre sé stesso. O ritornare, anche in più fasi, su quello che ha realizzato”.

Il protrarsi pittorico verso il futuro di Tito Mucci non è quindi esente nel tempo da ritorni a memorie di ciò che è stato, intessuto nel midollo di rassicurante serenità e pace. “Com’era bello durante i primi anni di matrimonio – ricorda Tito Mucci – dipingere il paesaggio dal vero. Mentre dipingevo sulla collina di Pieve Santo Stefano, con me c’era anche mia moglie Lola che mi accompagnava e poi andava a raccogliere gli erbi con i nostri due figli allora bambini. Nel frattempo io realizzavo le mie diverse opere sulla campagna e le colline lucchesi. In me – conclude – è sempre viva la speranza che spicca essenziale nel cielo, fiduciosa di un domani che nonostante tutto è essere sempre aperto alla positività”.