La realizzazione
|Per celebrare gli 800 anni dalla morte di San Francesco la Zecca di Lucca conia una medaglia dedicata
Ne sono state realizzate anche altre undici identiche a quelle ritrovate nella tomba del Santo che provenivano proprio dalla nostra città
Quest’anno sarà l’ottavo entenario della morte di San Francesco, patrono d’Italia e patrono dell’ecologia (4 ottobre 1226-2026). Papa Leone XIV, nei giorni scorsi, ha concesso un anno giubilare francescano, ovvero un periodo di tempo in cui, dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027, la chiesa invita tutti i fedeli a riflettere sulla vita di San Francesco. L’obiettivo è incoraggiare le persone a vivere con maggiore bontà, pace e attenzione verso i fratelli e verso il creato, proprio come faceva il Santo di Assisi.

Ogni beneficio giubilare potrà essere vissuto visitando in forma di pellegrinaggio qualsiasi chiesa conventuale francescana, o altro luogo di culto in ogni parte del mondo intitolato a San Francesco o ad esso collegato per qualsivoglia motivo, e li partecipare ai riti previsti. Le iniziative per San Francesco saranno diffuse in ogni parte d’Italia e del mondo, ma non mancheranno occasioni anche a Lucca per ricordare questa figura che ancora oggi illumina la storia della Chiesa.
“Il poverello di Assisi – sottolinea l’arcivescovo Giulietti – ci invita a ritornare al Vangelo, per una vita autenticamente cristiana, nell’amore profondo per Dio, nella semplicità della vita, nella fratellanza cordiale con tutti, nell’amicizia con gli ultimi. In occasione dell’anno giubilare francescano ci sono già state alcune iniziative che si sono tenute e si terranno anche a Lucca, come il concorso per i giovani indetto dall’Ucai (Unione cattolica artisti italiani), la presentazione delle medaglie della Zecca fatta ad Assisi e poi ci saranno anche altre iniziative, per i ragazzi un pellegrinaggio a piedi in estate e un pellegrinaggio per la Diocesi ad Assisi, la cui data è ancora da decidere”.
Grazie all’Unione artisti cattolici sezione di Lucca, sta promuovendo un concorso artistico per giovani dai 12 ai 26 anni residenti sul territorio diocesano. Le iscrizioni ancora aperte – chiuderanno il 28 febbraio – permetteranno di raccogliere un numero congruo di opere che poi saranno esposte in mostra nella chiesa di San Cristoforo proprio il prossimo ottobre, nei giorni dell’anniversario della morte di San Francesco.
Ma sul nostro territorio, grazie alla Zecca di Lucca, è stata coniata anche una medaglia che lo ritrae in estasi, mentre mostra le stimmate. Dopo la medaglia del Giubileo della Speranza, diffusa con successo, ora la più antica Zecca d’Europa celebra San Francesco d’Assisi perno spirituale nella storia della cristianità cogliendo, nell’iconografia scelta, la sua immedesimazione totale all’amore e alla passione di Gesù Cristo. La medaglia viene presentata nel cofanetto in pelle nella versione di argento con l’aureola in smalto dorato e in argento vermeil con l’aureola in smalto azzurro.

Il maestro incisore della Zecca di Lucca Roberto Orlandi ha detto: “Realizzare questa medaglia significa fare memoria di colui che ha portato un vero rinnovamento spirituale per i cristiani e quindi promuovere il suo messaggio di amore: ‘Dobbiamo amare molto l’amore di colui che ci ha molto amati’. A tale proposito – ha continuato -, monsignor Giuliano Agresti già arcivescovo di Lucca scrisse: ‘Ogni volta che si partecipa al transito di San Francesco è come se parlassimo di un uomo vivo. E siamo sempre sospinti alla vita. Si ricorda una morte, eppure verrebbe voglia di mettersi a ballare come fece lui davanti al Papa’.

Oltre alla singola medaglia è stato realizzato anche un cofanetto dove sono state inserite anche le 11 monete trovate all’interno della tomba di San Francesco. Queste monete, rinvenute nel ‘800, erano state coniate a Lucca tra l’anno 1000 e il 1300 e si tratta di monete così dette, Enriciane, come ha raccontato il presidente dell’Antica Zecca di Lucca, Alessandro Colombini: “È disponibile anche un bellissimo cofanetto, dove oltre alla medaglia si trovano le 11 monete prodotte sempre dalla Zecca di Lucca, che ha battuto moneta dall’epoca Longobarda fino all’unità d’Italia, per ben 14 secoli. Queste monete sono state ritrovate all’interno della tomba di San Francesco. Sono delle monete di denaro Enriciano. E noi l’abbiamo volute riprodurre, perché costituiscono una testimonianza storica, straordinaria di quella che era l’importanza della nostra Zecca. Potrebbe sembrare un paradosso, quello di celebrare una figura come San Francesco, che ha interamente dedicato la sua vita alla povertà, ai valori spirituali e non ai beni materiali. Potrebbe sembrare un paradosso, quello di celebrare attraverso una moneta prodotta da una Zecca, che del denaro ha fatto la sua principale attività e scopo di vita fin dall’inizio. In realtà il paradosso è soltanto apparente, perché la medaglia è un dono, che si fa agli altri per ricordare, per celebrare. Allora l’idea del dono è qualcosa che invece ci richiamo proprio alla filosofia del santo di Assisi. Quindi abbiamo voluto testimoniare anche questo aspetto, che è un aspetto che unisce la cultura con la fede e con la spiritualità, per ricordare questa straordinaria figura di San Francesco d’Assisi”.

