La cerimonia
|Cerimonia in ricordo di Lippi Francesconi, trucidato dai nazifascisti nel 1944
È stato direttore dell’ospedale di Maggiano e si è rifiutato di rivelare la presenza di ebrei e di falsificare perizie sui dissidenti
Venne barbaramente trucidato dai nazifascisti nel 1944 e, per ricordare il direttore dell’ospedale di Maggiano Guglielmo Lippi Francesconi, di fronte alla sua abitazione è stata posta una pietra d’inciampo.

Oggi (27 gennaio) Giorno della Memoria, proprio di fronte alla pietra d’inciampo si è tenuta una cerimonia di commemorazione per ricordare la figura di questo illustre psichiatra che dette la vita per la sua dedizione verso i malati di mente e gli altri perseguitati. L’iniziativa è stata organizzata dal Centro studi Lippi Francesconi assieme ad altre associazioni e fondazioni.

Durante la cerimonia è stato ricordato il coraggio e la generosità del direttore, che dopo essere stato denunciato, pagò con la vita per aver difeso i diritti dei suoi pazienti, non rivelando la presenza di ebrei all’interno dell’ospedale psichiatrico e rifiutandosi categoricamente di trasformare e falsificare perizie psichiatriche su dissidenti che il regime voleva catalogare e clinicizzare come malati di mente, per togliergli ogni diritto. Arrestato dai nazifascisti che lo scoprirono nella Certosa di Farneta, dove si era rifugiato, fu trucidato pochi giorni dopo in provincia di Massa, dove era stato deportato.
Il Centro studi Lippi Francesconi, è presieduto dal professor Enrico Marchi e ha come scopo quello di conservare e recuperare i luoghi dell’Antico Santa Maria di Fregionaia, così come veniva battezzato il convento che, prima del manicomio, era stato un luogo religioso, addirittura un eremo, intorno al 500 dopo Cristo. Di recente il Centro studi ha ottenuto attraverso un bando dalla Asl l’utilizzo della vecchia portineria e della tessenda, il cui recupero richiederà grande impegno. I locali sono funzionali al conseguimento dell’obiettivo principale: combattere lo stigma contro la malattia mentale, avvicinando soprattutto i giovani, proponendo tra l’altro interventi diretti di prevenzione primaria del disagio giovanile nelle scuole della città.


