Il lavoro
|Con ‘Lo zaino della storia’ Andrea Giannasi racconta la guerra combattuta dai ragazzi
Un viaggio di quaranta minuti che permette di esporare un frammento di storia con i cinque sensi: già partire le presentazioni
Uno zaino tedesco di cammellino, due elmetti, una maschera antigas, la gavetta, le fotografie di giovani soldati e tanti altri oggetti che testimoniano oggettivamente la guerra.
Intorno a questo lo storico Andrea Giannasi ha costruito un percorso tra i cinque sensi, entrando nei panni del soldato che sente, vede, annusa, mangia e tocca. Un viaggio che immerge studenti e ospiti fin dentro le trincee della prima guerra mondiale che alla fine sono del tutto simili alle trincee sul fronte ucraino o ai bunker di tanti altri terribili scenari di guerra. Giannasi racconta la piccola guerra, quella fatta da ragazzi che si trovano in un mondo inesplorato, nel quale la stupidità dei conflitti – tra orrori e indicibili violenze – assume i tratti primari sulle esistenze.
Spazio anche alla narrazione del disturbo post-traumatico da stress, quello che originò il termine spregiativo di scemo di guerra, che solo con la guerra del Vietnam venne riconosciuto come malattia del sistema nervoso. Sindrome che colpisce anche i civili, soprattutto bambini e anziani.
Lo zaino della storia di Andrea Giannasi è un viaggio di quaranta minuti che non lascia indifferenti e che punta il dito sull’annullamento dell’identità del soldato che alla fine muore sempre: o sul campo o all’interno del proprio essere.
L’evento è già stato presentato negli ultimi mesi ai membri del centro di Sant’Anna a Lucca e ad una classe del liceo scientifico Vallisneri,


