La mostra
|Alla Cavallerizza Ducale la pittura di Giovanni Boldini seduce davvero
Dalle figure femminili della Belle Epoque ai ritratti fino all’avvicinamento ai Macchiaioli un’esposizione di ottimo livello culturale
Una location unica per scoprire l’arte del pittore ferrarese Giovanni Boldini.
Un’occasione imperdibile per poter ammirare a Lucca la mostra di uno dei più grandi rappresentanti della Belle Époque. Ogni giorno fino al 2 giugno dalle 10 alle 20 (ultimo ingresso alle 18,45) è visitabile negli spazi della Cavallerizza in piazzale Verdi, la mostra dal titolo Giovanni Boldini. La seduzione della pittura.
Un’esposizione a cura del critico d’arte Tiziano Panconi. Quest’ultimo non un nome qualunque. Ma uno dei massimi esperti della pittura contemporanea europea oltre che dell’arte di Giovanni Boldini. Prodotta da Contemplazioni, l’iniziativa rende omaggio dal 2 dicembre al noto pittore italiano che nacque a Ferrara nel 1842 e morì a Parigi nel 1931. Ben sette le sale espositive allestite alla Cavallerizza dove si possono ammirare più di un centinaio di opere di Boldini provenienti da importanti collezioni pubbliche e private.
Abbiamo colto l’opportunità di fare una visita alla mostra. Un piacevole sottofondo musicale dal tocco classico ci accoglie con un’atmosfera che diventa, sala per sala, sempre più suggestiva ed immersiva. Fra le diverse opere di Boldini esposte, ci colpiscono in bella vista ritratti anche a figura intera o pitture. Opere che sono rappresentanti in buona parte delle sue donne del periodo della Belle Époque. Simboli di persone pienamente consapevoli della loro libertà individuale. Ma anche padrone di una bellezza femminile desiderata, colta e moderna, che sa rendersi non più soggiacente nel proprio svelarsi. Un gesto, un movimento, un muoversi di un drappeggio o di una veste sembrano non apparirci casualmente allo sguardo.
Ma addirittura nel loro bel mostrarsi ci introducono all’essenza più profonda delle protagoniste. In tutta la loro eleganza e mera femminilità, appaiono nel dettaglio all’occhio dell’osservatore, nobildonne, contesse, persone dell’alto rango borghese, eleganti signore dai tratti principeschi. Donne che respirano l’aria e la vita degli affascinanti ambienti parigini francesi o dei luoghi caratteristici ottocenteschi, borghesi e altolocati del tempo e da loro frequentati. Figure femminili quindi colme di tutta una sensualità che si mostra anche in parti della propria nudità o in modo gestuale sempre più accentuato nei soggetti più recenti. Spesso cogliendo momenti come con un flash particolare e istantaneo da parte dell’occhio e dal cuore attenti del pittore.
Si osservi anche come siano presenti nella mostra alla Cavallerizza altre opere. Tutto per regalarci con i personaggi rappresentati, un excursus panoramico unico e significativo. Ecco quindi l’inedito Ritratto di Vittorio Emanuele II o altre opere di artisti conosciuti dell’Ottocento e del Novecento. Degna di nota la scena della Parigi dell’epoca di Boldini con la compagna Berthe insieme all’amante Gabrielle de Rasty. Senza dimenticare altri nomi femminili o personaggi anche del panorama internazionale tanto per lui fondamentali e con la sua pittura valorizzati.
Boldini dopo aver dato vita con il pennello e la sua particolare tavolozza a diverse di queste affascinanti creature, soffrì di un progressivo e grave abbassamento della vista. Negli ultimi anni di vita, l’artista ferrarese arrivò purtroppo quasi alla cecità. Nonostante questa infermità che poteva essere per un’artista del suo calibro invalidante, l’amore per l’arte e la pittura continuò sempre a palpitare dal suo cuore. Come amava lui stesso in sintesi dire: “Non mi serve vedere ancora. Ho visto tutto. Conosco la verità della luce e del movimento. Ho fermato ogni istante che volevo pitturare, ho dipinto le più belle donne di Parigi. Ed ho amato tutto di loro. L’intelligenza, la loro libertà, la profondità e sentimento. Adesso rivedo tutto”.
Sui pannelli espositivi delle sale dove sono presenti pensieri sulla figura e l’arte di Giovanni Boldini da parte di personalità del mondo artistico, letterario e culturale dell’epoca, ce n’è uno emblematico. Dove, nelle parole scritte, la figura del pittore ferrarese appare come colui che sa donare luce con il suo particolare stile artistico ai soggetti rappresentati. Specialmente quelli femminili.
Colpiscono molto quindi le parole di Ardengo Soffici in un articolo del giornale La Voce nel 1909. “Vi è un lampo di vita fuggevole da acchiapparsi al volo ed egli l’esprime con un frego, in uno svolazzo, in un fiocco; lo suggerisce con un tocco rozzo o livido sulle labbra, con un cerchio paonazzo attorno a due occhi febbrili, lo fa tremare in un ricciolo di capelli ribelli sur una nuca di donna. E lo fa bene”.
In Boldini c’è un cambiamento che lo porterà, sempre più, verso la modernità. Importante in lui, come si può vedere in alcune opere esposte, anche il rapporto ottocentesco con i Macchiaioli. A Firenze condivise con alcuni di loro, aspetti fondamentali come la valorizzazione della luce con il chiaroscuro e la vita quotidiana. Londra e poi in seguito Parigi furono tappe importanti di Boldini.
La mostra nella location della Cavallerizza con opere di altri artisti locali esposti come Edoardo Gelli e Luigi De Servi, evidenzia il particolare legame anche con la realtà locale lucchese, i suoi salotti artistici e culturali. E non solo. Fra Ottocento e Novecento, la Belle Époque non è rimasta quindi un periodo storico isolato in territorio francese o parigino. Ma si è diffusa con le novità stilistiche o figurative insite in sé anche in più parti del Belpaese. Il quadro di De Servi con un ritratto di signora con il cane denominato L’incontro del 1906, proviene dalle collezioni di Palazzo Mansi e si rivela un’opportunità unica per riflettere ed ammirare alcune opere del panorama lucchese. Preziose a livello non solo artistico ma anche culturale ed identitario.
Un’altra significativa mostra si rivela quindi Giovanni Boldini. La seduzione della pittura per il percorso di crescita delle esposizioni alla Cavallerizza. Che segue, sempre in questa location, altri grandi mostre d’arte prodotte da Contemplazioni che si sono tenute negli ultimi anni. Portando Lucca con il palazzo della Cavallerizza anche a un bel livello europeo oltre che al massimo prestigio. Tra le mostre più rilevanti che in questo luogo ci sono state, si segnalano quelle curate dal noto critico d’arte Vittorio Sgarbi dedicate al Museo della Follia. Da Goya a Bacon, Antonio Canova e il Neoclassicismo (2023-2024) e I pittori della Luce. Da Caravaggio a Paolini (2021-2022).


