La serata
|Banda della Magliana e caso Orlandi: tutto esaurito per la serata del festival L’Augusta
Sul palco alla Casa del Boia la giornalista di Report Raffaella Notariale e Alessandro Ambrosini del blog ‘Notte Criminale’
Tutto esaurito per il secondo appuntamento della stagione 2026 del festival L’Augusta – La Fortezza delle Idee, patrocinato dal Comune di Lucca. Al centro la presentazione del libro Il boss della banda della Magliana, alla presenza dell’autrice, Raffaella Notariale – giornalista della trasmissione Report di Raitre – accompagnata dal collega Alessandro Ambrosini, editore del blog Notte Criminale.

“L’Augusta continua il suo percorso tra le storie che hanno scosso l’Italia – sottolinea Iacopo Di Bugno, presidente del festival – incrociando malavita, politica, economia, poteri forti. Siamo felici di portare per la prima volta a Lucca, la città che ospita il festival, personaggi di caratura nazionale”. La serata si è aperta con la famosa telefonata arrivata nel 2005 alla trasmissione Chi l’ha visto?, dove si individuava la tomba del boss Enrico De Pedis, detto “Renatino”, all’interno della basilica di Sant’Apollinare a Roma. Un evento incredibile, figlio delle relazioni tra criminalità romana e Vaticano.

I due giornalisti hanno raccontato i retroscena degli scoop che li hanno visti protagonisti intorno alla vicenda della Banda della Magliana e più in generale della criminalità organizzata. Notariale ha ripercorso la ‘scoperta’ della sodale di De Pedis, l’individuazione di Matteo Messina Denaro a Barcellona, l’intervista sabotata a Maurizio Abbatino. Ambrosini ha raccontato la sua registrazione a Marcello Neroni, uomo di De Pedis, che ha riaperto il caso Emanuela Orlandi.
“Quando ho iniziato a intervistare Sabrina Minardi, fino al 2006, quando è uscito il mio libro su di lei – ha sottolineato Notariale – il suo racconto portava verso responsabilità precise nel caso Orlandi. Una pista che non si è voluto seguire fino in fondo. De Pedis è stato un punto di snodo di intrighi, misteri e connivenze con apparati deviati dello stato, dell’imprenditoria e del Vaticano“.
“La complessità della storia del sodalizio che ha governato la criminalità romana tra gli anni settanta ed ottanta – ha replicato Ambrosini – lascia strascichi anche su quella di oggi. Una situazione dominata dalla criminalità del clan di Michele Senese e dalla ‘ndrangheta, con i reduci della Magliana e i loro eredi a recitare un ruolo secondario ma ancora importante, particolarmente nel settore di usura e riciclaggio”.



