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Emanuela Gennai aprirà la serata con la lettura delle poesie di Alda Merini, poi sulla scena Suor Angelica e Maria de Buenos Aires

Il Teatro di Ponte a Moriano si prepara all’8 marzo, festa della donna con un doppio spettacolo che porterà in scena la vita di due figure femminili care a Giacomo Puccini e Astor Piazzola.

Anime spezzate – Donne oltre il destino: da Suor Angelica a María de Buenos Aires sarà in programma domenica (8 marzo) alle ore 18 al Teatro Idelfonso Nieri di Ponte a Moriano: un viaggio emotivo e civile, un atto di denuncia contro ogni forma di violenza e di sopraffazione della donna. Organizzato dall’Associazione Club La bohème e dalla sua presidente Silvana Froli, con il sostegno del Comune di Lucca e del Teatro del Giglio Giacomo Puccini, vanta la sponsorizzazione di Gruppo Esedra, Fosber, Oleificio Rocchi, Farmacia Novelli, Faitango e Associazione Energie Condivise.

Lo spettacolo, dedicato alla memoria di Tiziana Todoroff, propone un dittico musicale e teatrale costruito sul dialogo tra Suor Angelica di Giacomo Puccini e María de Buenos Aires di Astor Piazzolla: due mondi lontani, due epoche, due linguaggi musicali agli antipodi. Suor Angelica, una delle tre opere del trittico pucciniano (1918), rappresenta uno dei momenti più alti del verismo lirico. María de Buenos Aires, tango-operita scritta da Piazzolla con il poeta Horacio Ferrer nel 1968, è invece un’opera che fonde il linguaggio del tango con la drammaticità del teatro musicale contemporaneo. A fare da ponte tra questi mondi musicali, il bandoneon, simbolo assoluto del tango, nato in Europa per sostituire l’organo nelle chiese, strumento tanto caro a Puccini.

“Non vuole essere un dittico – spiega Silvana Froli, presidente dell’ Associazione Club La bohème – Si parla di due opere, di Suor Angelica e di Marìa de Buenos Aires, ma in realtà è un incontro di due mondi, che parla di ciò che succede di fronte al vivere di alcune donne, a come reagiscono alla violenza sociale, di fronte a loro determinate scelte di vita. E quindi troviamo sia in Suor Angelica che in Marìa questa voglia di rinascere, ma anche di far credere al mondo che sono donne, sono donne che valgono, sono donne che hanno da dire qualcosa, ma ogni volta è sempre più difficile farlo“.

La serata sarà introdotta da Emanuela Gennai, che leggerà una selezione di poesie di Alda Merini, artista emblematica, segnata dall’esperienza dell’ospedale psichiatrico e da difficoltà economiche e affettive che non hanno spento la sua voce, ma l’hanno resa più forte. Seguiranno le opere Suor Angelica e María de Buenos Aires, nelle quali risuona lo stesso grido: quello di due donne travolte dalla crudeltà della società, private della propria libertà e condannate a un destino di dolore. L’idea di unire queste due storie nasce dalla volontà di raccontare, attraverso due linguaggi espressivi lontani nel tempo ma sorprendentemente affini nella loro forza emotiva, la condizione femminile universale. Angelica e María sono figure “spezzate” da un destino imposto: l’una vittima dell’ipocrisia e della clausura, l’altra inghiottita dalla miseria e dalla mercificazione nei bassifondi di Buenos Aires. Il bandoneon, ponte simbolico fra sacro e profano, diventa l’elemento musicale che unisce il lirismo pucciniano alla drammaticità del tango nuevo, trasformando il progetto in un atto scenico di forte valore civile, che dalla sofferenza conduce a un percorso di redenzione e rinascita.

Suor Angelica è una giovane nobile rinchiusa in convento per punizione, colpevole d’aver dato alla luce un figlio fuori dal matrimonio. La sua maternità le viene strappata, cancellata, dimenticata. María, invece, nasce “un giorno che Dio era ubriaco”, figlia dei bassifondi di Buenos Aires, costretta alla prostituzione, simbolo di una femminilità calpestata e mercificata. Entrambe sono vittime di un mondo di uomini dominato da leggi ingiuste: Angelica schiacciata dal potere della famiglia e dall’ipocrisia della morale aristocratica- borghese, María dall’abisso della miseria e dal dominio maschile. In entrambe le opere la morte non è una fine, ma un passaggio. Angelica ritrova il figlio nel mistero della grazia divina; María rinasce, generando sé stessa in un eterno ciclo di vita e dolore. La loro sofferenza diventa simbolo di tutte le donne che, ieri come oggi, vengono sacrificate sull’altare della morale, del potere e dell’indifferenza. A tutte loro è dedicata questa serata.

Il maestro Pablo Boggiano dirige l’Orchestra d’archi Omega. La regia del dittico è di Matteo Mazzoni, mentre Luca Attilii firma il visual. Nutritissimo il cast artistico, che per Suor Angelica è composto da Silvana Froli (nel ruolo del titolo), Amanda Ferri (Zia Principessa), Alessia Baldinotti (La badessa), Deborah Vincenti (Suor Genovieffa), Laura Masini (Suora zelatrice), Cinzia Borsotti (Suor Dolcina), Sofia Olivieri (Maestra delle novizie), Sara Salvatori (Novizia), Veronica Senserini (Prima Cercatrice), Nicoletta Celati (Seconda Cercatrice), Veronica Senserini (Suora Infermiera), Debora Teicher e Ariel Bicchierai (prima e seconda Conversa). In María de Buenos Aires si esibiscono Liliana Rugiero (nel ruolo del titolo), Lisandro Guinis (El Payador), Martin Ruiz Rueda (El Duende), Hernan Godoy, Ricardo Crampton e Ludovico Creti (Duendecitos), Ariel Bicchierai, Debora Teicher e Rachele Nucci (Duendecitas); i danzatori sono Domenico Troiano, Erika Ducceschi, Stefano Arioli, Chiara Luisi, Marco De Sisti, Anita Pinto. La consulenza musicale, per l’opera di Piazzolla, è di Fabrizio Mocata.