la nuova uscita
|Una canzone contro la guerra firmata dall’artista lucchese Adrian
L’autore è noto anche per la scultura “La Luna innamorata” visibile in questi mesi sulle Mura di Lucca
Lo scrittore e artista lucchese Adriano Scarmozzino, in arte Adrian – autore poliedrico capace di muoversi tra letteratura, musica e arti visive – torna a far parlare di sé con Un’altra primavera(ascolta), una nuova canzone dal forte messaggio civile. L’autore, che vive tra Lucca e Firenze, è noto anche per la sua attività artistica: una sua scultura, La Luna innamorata, è visibile da alcuni mesi lungo il percorso delle Mura urbane di Lucca, dove è stata collocata dopo precedenti esposizioni a Lido di Camaiore e Pietrasanta.

Il brano nasce da un testo poetico scritto dallo stesso Scarmozzino. La canzone racconta il dolore di una donna che osserva la propria casa distrutta dalla guerra e vive l’angoscia di sapere che il marito e il padre stanno per combattere su fronti opposti. I due appartengono a popoli storicamente amici, ma le decisioni dei rispettivi governi li hanno trascinati in un conflitto che appare incomprensibile e ingiusto.
Attraverso immagini simboliche e fortemente evocative – la terra in fiamme, il cielo scuro di cenere, la rosa recisa dal filo spinato – la protagonista esprime il dramma di chi paga il prezzo più alto delle guerre. I petali che cadono diventano il simbolo delle vite spezzate, delle anime senza più voce.
Nel cuore del testo emerge anche un appello rivolto ai figli, nati dall’unione tra due popoli diversi: la donna li invita a non lasciarsi ingannare dalla propaganda e dall’odio diffuso dai potenti, ricordando che le guerre nascono spesso da menzogne politiche e che l’amicizia tra i popoli è più forte delle divisioni. Il finale lascia spazio alla speranza: come una rosa che può tornare a fiorire, anche l’umanità – suggerisce il brano – può ritrovare una nuova stagione di pace.
Un’altra primavera non è legata a un conflitto specifico e non prende posizione tra le parti. L’intento è piuttosto quello di dare voce a un’umanità ferita e ribadire la necessità di porre fine alle guerre, smascherando i meccanismi politici e culturali che spesso le alimentano. Con questo nuovo lavoro Scarmozzino prosegue un percorso di riflessione civile già avviato con altri testi come Non spegnere la tua luce e Piange il mare, diffusi sui suoi canali social.


