storia locale
|Gli affreschi di Villa Bottini e la pieve di San Giorgio a Brancoli sbocciano nelle Giornate Fai
Oltre a Villa Bottini saranno visitabili la Pieve di Brancoli, il Duomo di Barga e il museo della Marineria di Viareggio
Gli affreschi di Villa Bottini e la pieve di San Giorgio a Brancoli sono i due luoghi di Lucca pronti a sbocciare nelle Giornate Fai di Primavera, il grande evento nazionale promosso dal Fondo per l’Ambiente Italiano per sabato 21 e domenica 22 marzo. Questa primavera, la delegazione Fai di Lucca, dopo averli studiati con particolare attenzione, propone l’apertura di due luoghi emblematici della storia lucchese, testimonianze preziose di epoche e linguaggi artistici differenti.
Villa Buonvisi al giardino, oggi villa Bottini a Lucca, è una straordinaria residenza cinquecentesca che racconta il gusto, il prestigio e la vita mondana delle grandi famiglie lucchesi. La pieve di San Giorgio a Brancoli, autentico gioiello del romanico lucchese, è immersa in un contesto paesaggistico di grande suggestione e custode di secoli di storia, arte e spiritualità. Oltre a queste aperture, il gruppo Fai di Media Valle ha previsto visite al Duomo di Barga, alla Pieve di Santa Maria Assunta a Loppia e al Conservatorio di Santa Elisabetta a Barga (quest’ultima riservata ai soli inscritti FAI), e domenica 22 il Gruppo Versilia ha previsto visite al Museo della Marineria “Alberto Gianni” di Viareggio.
Villa Bottini, già “Villa Buonvisi al giardino”, in via Elisa, è l’unico esempio di Villa rinascimentale inserita nel tessuto urbano di Lucca. Costruita da Bernardino Buonvisi, esponente di una delle più influenti famiglie nobili lucchesi dell’epoca, attiva nel settore mercantile e finanziario della Lucca, Città-Stato, fu completata nel 1581. All’inizio dell’800 fu acquistata da Elisa Bonaparte, Principessa di Lucca e Piombino e, successivamente, da altre famiglie lucchesi, tra le quali quella dei marchesi Bottini, che l’acquistarono nei primi anni del ‘900. Oggi appartiene al Comune di Lucca.
Rispetto alle altre maestose ville della provincia lucchese, come Villa Reale o Villa Torrigiani, questa residenza cittadina si definisce come villa “dietro il Palazzo”: i proprietari abitavano nel vicino palazzo e la villa veniva utilizzata come luogo di rappresentanza.
La struttura architettonica, semplice e rigorosa, si sviluppa su pianta rettangolare con grandi sale di ricevimento al piano rialzato, secondo un modello ispirato ai canoni del classicismo cinquecentesco. Si tratta di un edificio voluto e concepito come luogo di vita sociale, di incontri d’affari e di festa. L’immobile si affaccia su un giardino retrostante, recintata da alte mura dotate di tre portali.
Magnifici e fastosi sono gli affreschi interni, realizzati alla fine del XVI secolo, attribuiti, tra l’altro, a Ventura Salimbeni, pittore senese del tardo Rinascimento, qui fortemente influenzato da Raffaello e dalla Farnesina. Le sale sono densamente affrescate con soggetti mitologici greci e romani, celebrativi e allegorici, legati ai temi delle Virtù, delle Scienze, delle Arti e delle divinità classiche. Otre alle meravigliose sale affrescate, si potrà visitare il piano seminterrato, dove grandi spazi destinati a cucine, dotate di pozzo, forno e addirittura di macelleria, testimoniano della destinazione della Villa a luogo di ricevimento e festa.
Il giardino concepito come spazio unitario con la villa è attualmente in restauro e chiuso alla visita.
Un Banco FAI, posto nell’atrio all’entrata o all’interno della villa, gestirà la formazione dei gruppi, di un massimo 20 visitatori, le offerte, le registrazioni, il controllo e rinnovo delle tessere o le nuove iscrizioni (carte di credito accettate). Il percorso storico-artistico, appositamente studiato e curato dalla delegazione di Lucca, inizierà con la narrazione da parte dei Volontari FAI, dal periodo storico, alla storia della famiglia Buonvisi, delle sue capacità imprenditoriali che ne fecero uno dei casati nobiliari più influenti e ricchi di Lucca. Il racconto continuerà con la passeggiata attraverso gli spazi interni con la descrizione progettuale-architettonica dell’edificio, gli straodinari affreschi dei saloni e per ultimo una visita alle cucine sottostanti.
Sabato e domenica gli ingressi sono possibili dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 14,15 alle 17,30.
La Pieve di San Giorgio a Brancoli, nel cuore delle colline delle Pizzorne (Lucca), è uno dei capolavori dell’arte romanica in Lucchesia. Menzionata per la prima volta in una pergamena del 767 conservata nell’Archivio Arcivescovile di Lucca, sorse probabilmente sulle rovine di un tempio pagano dedicato ad Apollo. Consacrata dal futuro Papa Alessandro II nel 1062, quando era vescovo di Lucca, beneficiò dell’interesse dei marchesi di Toscana, da Adalberto I alla contessa Matilde di Canossa, probabilmente raffigurata sullo splendido ambone marmoreo del XII secolo, attribuito da alcuni a Biduino e da altri a Guidetto.
L’impianto della chiesa, a tre navate, con paramenti murari in grandi blocchi di marmo inquadrati da paraste angolari, riflette l’architettura altomedievale tra XI e XII secolo: austera negli esterni, con abside semicilindrica e volumi netti; ricca all’interno, con colonne sormontate da capitelli fitomorfi classicheggianti. Notevoli sono il fonte battesimale esagonale; un crocefisso dipinto del XIII secolo, attribuito al Berlinghieri; l’ambone, con una struttura a quattro colonne poggianti su due leoni in lotta, uno con un guerriero e l’altro con un drago, attribuiti al gruppo dei “Guidi” (maestranze lombardo-lucchesi), e la grande terracotta rinascimentale invetriata di Andrea della Robbia (ca. 1495), raffigurante San Giorgio a cavallo che trafigge il drago ai piedi della principessa.
La Pieve, che risulta citata in diplomi imperiali di Lotario II (1135) e Federico Barbarossa (1167), ebbe un ruolo significativo nella vita religiosa e amministrativa dello Stato lucchese: dipendente dalla diocesi di Lucca, era centro battesimale e punto di riferimento religioso per l’intera “Brancoleria” e centro di raccolta di decime e tributi. Per Matilde di Canossa, era un avamposto ed un presidio contro l’autorità imperiale. Fu danneggiata nel 1320 durante le guerre tra Lucca e Pisa, restaurata nel XV secolo e nel 1932, preservando intatta la sua struttura romanica originaria del XI e XII secolo.
Il percorso storico artistico inizierà dall’esterno della Pieve e verranno formati dei gruppi, massimo 20 visitatori, e seguiranno la narrazione degli studenti Apprendisti Ciceroni e Volontari FAI che inizieranno con la descrizione della parte architettonica esterna e poi, all’interno, della fonte battesimale, del colonnato della navata principale con i suoi capitelli in stile corinzio, del bellissimo ambone, della terracotta invetriata della bottega della Robbia con rappresentato il Drago e San Giorgio, del bellissimo crocifisso del Duecento, posto sopra l’altare, attribuito al Berlingheri e delle altre opere.
Sabato e domenica gli ingressi sono possibili dalle 10 alle 12,30 e dalle 14,15 alle 17,30.

