L'evento
|In Sala Armeria di Palazzo Ducale il libro su Guido Malfatti, baritono lucchese famoso in tutto il mondo
Scritto dal figlio Fabrizio e dal giornalista Sirio Del Grande è edito da Tralerighe Libri. Evento organizzato dal Circolo della Stampa
Un artista capace di calcare i palcoscenici più prestigiosi senza mai recidere il cordone ombelicale con la sua terra d’origine. È la figura di Guido Malfatti (1919-2015) la protagonista dell’evento in programma sabato 28 marzo alle 11 nella Sala Antica Armeria di Palazzo Ducale.
L’occasione è la presentazione del volume Ed or fra noi parliam da buoni amici – Guido Malfatti, orgoglio lucchese. Un grande baritono cittadino del mondo, scritto a quattro mani dal giornalista Sirio Del Grande e da Fabrizio Malfatti, figlio dell’artista, ed edito da Tralerighe Libri. L’incontro, moderato da Sara Vannelli, è organizzato dal Circolo della Stampa di Lucca nella rassegna Pila di Libri, in collaborazione con la Provincia di Lucca.

Il libro non è solo una cronaca biografica, ma un atto d’amore e di recupero storico. Attraverso documenti gelosamente custoditi dalla famiglia, recensioni dell’epoca e testimonianze intime, gli autori ricostruiscono una carriera straordinaria che ha attraversato cinquant’anni di storia della lirica.
”L’obiettivo – spiegano gli autori – è restituire a Guido Malfatti il posto che merita nella memoria collettiva dei suoi concittadini e del panorama operistico italiano. La sua vita è lo specchio di una comunità artistica che ha plasmato la musica moderna”.
La parabola di Malfatti è una storia di resilienza e destino. Rimasto orfano a soli 14 anni, dopo le peripezie della Seconda Guerra Mondiale e un inizio carriera come odontotecnico, trovò nella musica la sua vera voce. Allievo dell’istituto Boccherini, la svolta arrivò a metà degli anni Cinquanta con la vittoria del concorso pucciniano a Lucca. Da quel momento, Malfatti ha collezionato numeri da record: 113 ruoli interpretati in 68 opere diverse; oltre 420 recite nei panni di Scarpia in Tosca, il suo ruolo iconico; collaborazioni con i massimi teatri e in particolare con il Massimo di Palermo, sua città d’adozione professionale.
Il valore artistico di Malfatti è testimoniato anche dalle massime onorificenze ricevute dallo Stato: nominato cavaliere nel 1975, divenne poi ufficiale e infine commendatore della Repubblica Italiana nel 1983, su nomina del presidente Sandro Pertini. Il libro esplora non solo l’artista, ma l’uomo che, pur vivendo a Palermo o girando l’Europa, tornava sempre nella ‘sua’ Lucca, portando nel mondo lo spirito e la professionalità della scuola musicale lucchese.
L’ingresso all’evento del 28 marzo in Provincia è libero fino a esaurimento posti.



