L'intervista
|Aurora Manfredi alla biennale di Sondrio: “La mia pittura è un viaggio nella memoria”
È presente all’esposizione di arte contemporanea con l’opera ‘Oltre il limite’: “Il mio mondo animato dal mito per ritrovare sè stessi”
La pittrice lucchese Aurora Manfredi presente con una sua opera alla Biennale internazionale d’arte contemporanea di Sondrio dal titolo Oltre il limite.
A cura del professor Giorgio Gregorio Grasso, l’esposizione già molto partecipata e gradita, rimarrà visitabile fino al 18 aprile. L’artista ci ha accolti nella sua casa a San Filippo dove è stato tanto piacevole parlare nuovamente con lei del suo mondo artistico. Manfredi si forma a Lucca al liceo artistico Passaglia. Decenni nell’arte l’hanno portata a partecipare a tante mostre in Italia ma anche all’estero. Ricevendo apprezzamenti, premi e riconoscimenti importanti. Su tutti nel 2012 alla Biennale di Venezia ha vinto il primo premio Gondola d’Oro per l’arte. Manfredi è anche stata inserita nel 2008 in mostra permanente a Chateau des Reaux a Chouzé sur Loire nella galleria del castello ed ha partecipato diverse volte anche alla Biennale d’arte di Venezia.
“Ricordo – dice l’artista lucchese – di essere stata premiata nell’affascinante Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio a Firenze. Altro premio significativo, quello ricevuto nel 2009 a Cannes. Ho partecipato fra l’altro anche alla biennale d’arte nel Principato di Monaco, a Expo Milano 2015 e alla Triennale del Bramante a Roma. In occasione della rassegna internazionale Artiste de Montmartre, le mie opere sono state molto apprezzate e valutate. Come premio mi è stata assegnata un’elegante statua placcata oro con una targhetta personalizzata e con una pergamena di onorificenza”.
In seguito ad un’iniziale rivisitazione classica di paesaggi e nature morte, nel suo percorso emerge il reale con sensazioni e stati d’animo in continuo divenire. Lo spettatore continuamente è stimolato a vedere le sue opere. I colori dei suoi quadri dominano la scena ed impattano fortemente i sensi degli osservatori. Sembra quasi di tornare indietro nel tempo. Sono immagini emblematiche. Qualcuno ha accostato i suoi dipinti anche ai colori ed ai paesaggi puri, immutati e primordiali di William Turner. O ai grandi interpreti, come Constable, della pittura romantica inglese. “I soggetti su cui ha spaziato la mia arte vanno dal mare, ai pianeti, agli animaletti, alle figure femminili su cui spiccano le apprezzate gambe motore del mondo, le virtù di vario tipo che ho trasposto in tante mie opere. O altre tematiche importanti come la mitologia e la genesi venute alla luce attraverso le mie sensazioni e stati d’animo”.
Dai colori accesi e materici fino a cromie più calde e soffuse, alla calma cromaticità. La sua arte si è caratterizzata nel tempo per un continuo dinamico divenire che ricerca la perfezione. L’auspicio grande che facciamo è di rivederla ancora davanti al cavalletto così da emozionarci come solo lei riesce a fare. Come quando un tempo affermava che Dipingere è come ascoltare musica, stendo il colore e lascio che mi guidi nel viaggio delle emozioni. Anche perché lontano dal tempo cronologico regna il silenzio. Come quando l’artista lo immaginava come uno spazio ovattato, pieno di luce e dove tutto ha una dimensione infinita.
“La luce che esce dal buio con i colori come il nero, il blu, il rosso, il giallo o l’arancione – mette in luce Aurora Manfredi – vogliono dare vita come al tempo dei Greci a sentimenti vari. In primis al sublime. Rappresentando nei miei quadri l’energia della natura ammirata con l’occhio dell’anima. La mia pittura è un viaggio nella memoria. Una fuga dalla realtà quotidiana dentro le origini umane in un mondo animato dal mito che fa ritrovare sé stessi, una propria coerenza esistenziale. Quanti monumenti arrivati anche fino a noi creati dall’opera dell’uomo”.
Inconfondibili anche i paesaggi e tramonti da lei realizzati in tanti suoi dipinti anche esposti nella sua casa. I tocchi e le cromie talvolta evanescenti delle sue opere sembrano quasi un tuffo nelle origini del nostro pianeta. Aurora Manfredi ci ha rivelato anche altre particolarità del suo modo di fare arte. Mostrandoci quanto nella sua vita la sperimentazione verso temi diversificati sia stata importante. “Un tempo ho cominciato a dipingere pianeti. Tutto ebbe inizio in seguito ad una conferenza su Galileo Galilei alla Scuola Normale di Pisa. Sono rimasta affascinata da quel mondo che conoscevo solo in parte e che mi dava grande emozione. Ho continuato – conclude – a documentarmi seguendo conferenze e leggendo documenti che si interessavano a questo”.


