l'iniziativa
|Pieve di San Giorgio aperta a Primavera: tanti visitatori nelle Giornate Fai
La visita all’antico punto di avvistamento tra le valli lucchesi vale già solo per il panorama ma è uno dei capolavori dell’arte romanica in Lucchesia
Non è facile trovarla aperta. Per questo in molti, sabato e domenica, complice anche la bella giornata di sole, sono saliti fino alla pieve di San Giorgio a Brancoli, eccezionalmente aperta dai volontari del Fai per le Giornate di primavera 2026. La visita all’antico punto di avvistamento tra le valli lucchesi vale già solo per il panorama. Poi, certo, è uno dei capolavori dell’arte romanica in Lucchesia, capace di raccontare quasi 1200 anni di storia della zona.
Menzionata per la prima volta in una pergamena del 767 conservata nell’archivio arcivescovile di Lucca, la Pieve sorse probabilmente sulle rovine di un tempio pagano dedicato ad Apollo e viene consacrata nel 1062 dal vescovo di Lucca Anselmo da Baggio, il futuro papa Alessandro II, originario proprio di queste parti. Il suo ricco impianto a tre navate risente dell’interessamento dei marchesi di Toscana, da Adalberto I alla Contessa Matilde, raffigurata sull’ambone marmoreo a quattro colonne che poggiano su due leoni in lotta con un guerriero arabo ma più probabilmente bizantino e con un drago.
Il drago torna nella terracotta invetriata di Andrea Della Robbia, con San Giorgio che lo sconfigge: l’opera esce da una delle botteghe più in voga nel ‘400 italiano. Degni di nota anche l’imponente fonte battesimale, il Crocifisso dipinto su tela applicata su tavola attribuito a Berlinghiero Berlinghieri nella prima metà del ‘200, le campane “salvate” da chiese del territorio e l’affresco dell’Annunciazione di Giuliano di Simone, con la Madonna in trono. All’esterno, sull’architrave della porta laterale sud che guarda verso la valle, c’è la figura a rilievo del Brancolino, basso rilievo diventato emblematico della zona e della pieve, probabilmente stilizzazione barbarica di un guerriero, su cui poi la tradizione popolare e contadina ha costruito storie e leggende.
A Lucca, i volontari Fai hanno aperto anche Villa Bottini, per mostrarne i suoi splendidi affreschi.

