L'evento artistico
|Prorogata fino al 31 marzo al Guinigi la mostra della pittrice Maria Agata Santi
‘Armonia surreale’ chiude martedì. L’artista: “La natura ci dona tanto e noi troppo spesso non ce ne accorgiamo”
Prorogata fino al 31 marzo al Grand Hotel Guinigi, dopo un buon successo di visite ed apprezzamenti, la mostra dal titolo Armonia surreale della pittrice Maria Agata Santi.
La personale dell’artista originaria di Sestino in provincia di Arezzo rientra nel Percorso d’arte a cura dell’associazione Promo-Terr che propone all’interno dell’albergo 24 ore visite ad ingresso libero anche ai non clienti delle esposizioni in programma ogni mese. Il tutto in collaborazione con i proprietari dell’hotel.
Santi che vive a Lucca da più di cinquant’anni, ci ha accompagnati durante la nostra visita alla mostra nel percorso che si snoda dalla hall fino ai piani superiori. L’esposizione è stata propizia per mettere in esposizione una quindicina di sue opere rappresentative. “Questa mostra – dice l’artista – è stata per me molto importante. Fra le opere esposte, molto caratteristica ubicata nella hall c’è la Genesi con una figura del serpente creata in modo personale. In un altro dipinto si ritrovano alcuni miei personaggi particolari. Assomigliano senza esserlo a pesciolini. Li rappresento al tramonto che rientrano nelle case. Oppure nell’opera Miraggio rientrano dentro un grande castello dove vedono incuriositi una grande luce che fuoriesce dall’interno. In un’altra opera ai piani superiori si possono ammirare invece le mie amate farfalle colorate. Voglio ricordare come ci siano anche reminiscenze con Demetra dea del nettare e del raccolto e con l’abbraccio che si può notare nelle piante. Un qualcosa quest’ultimo di familiare e confermato anche dalle loro diffuse radici”.
Maria Agata Santi si sofferma su quest’ultimo aspetto. “Se abbracci un albero per tanti psicologi e naturalisti ti infonde energia. Anche il mio amato nonno mi diceva sempre che quando ero triste, per qualsiasi motivo, per ritrovare il sorriso avrei potuto abbracciare un albero. Così mi avrebbe dato tanta forza. La natura ci dona tanto e noi troppo spesso – rivela Santi – non ce ne accorgiamo”.
L’artista ci parla poi di quanto sia forte il suo legame sin dall’infanzia con gli animali e con l’ambiente delle sue origini che poi ha anche riportato sulla tela. “Anche la civetta o l’allocco sono degli elementi che si possono ritrovare in più dipinti di questa mia mostra. Per me che durante la mia infanzia vivevo in campagna sono molto importanti. Come del resto – aggiunge – la luna e l’Orsa Maggiore e l’Orsa Minore. Ma anche l’ora particolare dell’orologio che riporto in diverse mie opere ha un significato unico tutto da scoprire”.
L’artista valorizza poi anche in questa mostra anche altre tematiche come le note musicali che ricordano i suoi legami con artisti del calibro di Kandinskij e Mirò. “Mi hanno influenzato molto. In un dipinto che ho esposto poi ho voluto fare un omaggio al carnevale. Ai piani superiori si possono ritrovare anche le amate ballerine fra cui si può ammirare la mia Danzatrice dell’infinito. Infine Maria Agata Santi si sofferma sulla giornata particolare che ha tenuto durante la sua mostra dal titolo L’Arte: è un gioco?”.
“Sabato 7 marzo insieme a monsignor Giovanni Scarabelli ho voluto ricordare che nella mia vita fare arte è stato anche un divertimento. Nella mia infanzia – mette in luce – non c’erano divagazioni particolari. Aiutavo mia mamma come la famiglia e feci la scuola dell’obbligo sino alle primarie. Sapendo che poi quando sarei diventata donna mi sarei sposata. Non era possibile per la mentalità del tempo, andare a studiare fuori come i ragazzi maschi benestanti. Eravamo in otto in famiglia ed anche se non soffrivamo la fame comunque eravamo una famiglia normale come tante. Così per me disegnare di notte quando ero alle elementari era un gioco. Come del resto disegnare anche dal vero a scuola, in compagnia era un divertimento”.
Maria Agata Santi arrivò poi a fare la sua prima mostra personale in un locale di Sestino. “Feci i miei primi profili un po’ naif. Fra cui mio papà che si emozionò tanto. Venne tutto il paese a vedere la mostra dei miei quadri. Fu bellissimo ed emozionante. Come del resto – prosegue – quando poi fece una visita il dottore marito della mia maestra d’elementari che mi portò tutti i miei dipinti della scuola. La mia maestra li aveva tenuti ogni anno da parte. Ricordo anche – conclude l’artista – che nel tempo mi erano stati dati alle sagre di paese di quei tempi anche dei premi”.


