Il libro
|Di libro in libro, ospiti Fulvetti e Pieri con ‘Tu non sai le colline dove si è sparso il sangue’
Venerdì (17 aprile) si parla della storia della Resistenza in provincia di Lucca a una settimana dalle celebrazioni per la Liberazione
Venerdì (17 aprile) in prossimità della data che nel nostro calendario civile segna la Liberazione dall’occupazione nazista e dal fascismo, la rassegna Di Libro in Libro organizzata da Sinistra Con sceglie di dedicare il suo appuntamento mensile, questa volta ospitato presso la sede della Cgil Lucca, a una importante pubblicazione dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Lucca.
Curato da Gianluca Fulvetti e Jonathan Pieri, Tu non sai le colline dove si è sparso il sangue. Storia della Resistenza in provincia di Lucca (Unicopli, 2025) è un volume a più voci che intende ricostruire la storia della Resistenza nel territorio della provincia dal 1943 al ’45 aggiornandola ai nuovi orientamenti e alle nuove sensibilità storiografiche.
L’assunto ormai consolidato intorno a cui si articola la ricerca è che, per rendere correttamente il fenomeno resistenziale, anche nella dimensione locale si debbano rintracciare e indagare le tante diverse resistenze che vi si intersecano: resistenza partigiana armata, certamente centrale, ma anche resistenza in forma di disobbedienza civile, di protezione di ebrei e antifascisti, e resistenza di religiosi, di donne, di militari, della cultura e della scuola. In dialogo col contesto imprescindibile della guerra totale, dell’occupazione nazista, del fascismo repubblicano, della collaborazione con gli alleati, ma anche col successivo adattamento del “paesaggio simbolico” nel dopoguerra, quando il cambiamento dell’onomastica stradale e nuovi rituali civili segnano anche nel nostro territorio, non senza tensioni, l’inizio di nuove politiche della memoria e di una nuova retorica destinata a segnare il discorso pubblico degli anni a venire.
Proprio rifuggire la retorica dei racconti eroici ed altisonanti così come ogni rilettura accomodante e pacificata della guerra civile, anzi “cercare debolezze, fratture, coni d’ombra”, finalità divergenti, lacerazioni e contraddizioni vissute dai resistenti, insomma perseguire la complessità è, come scrivono i curatori, “la via maestra per comprendere e rinnovare il fascino di quell’esperienza” e rispondere adeguatamente, contro ogni revisionismo liquidatorio, “a chi oggi stenta a riconoscere, anzi, mette esplicitamente in discussione il valore fondativo della democrazia e della Resistenza per la democrazia e la Repubblica”.
Basato su una meticolosa raccolta di nuove fonti appositamente realizzata negli ultimi anni, questo ‘racconto plurale’ di studiosi di età, esperienze e sfere di competenza diverse costituisce un primo rilevante risultato di un più ampio progetto dell’Isrec lucchese che, nelle parole del suo presidente Mario Regoli, “sintetizza, sotto molti aspetti, la stessa ragion d’essere dell’Istituto”, valorizzandone le capacità scientifiche e il patrimonio documentario.
Saranno presenti all’incontro i curatori e alcuni degli autori. Venerdì (17 aprile) a partire dalle 17,30 nella sede della Cgil Lucca in via Gaetano Luporini 1115.


