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Tre opere di impegno civile di Vincenzo Barsotti cedute in comodato d’uso alla Provincia

I lavori sono stati presentati in Sala Tobino nell’incontro ‘Lucca sempre libera. Storia e coscienza civile’

Nell’ambito delle iniziative organizzate dalla Provincia di Lucca in occasione della Festa della Liberazione 2026, una, in particolare, ha svelato il legame profondo che l’arte ha con la libertà. E Lucca ne è stata il palcoscenico.

Ieri (24 aprile), in sala Tobino a Palazzo Ducale, si è svolto l’incontro Lucca sempre libera. Storia e coscienza civile in tre opere di Vincenzo Barsotti, che ha avuto come protagonisti tre quadri del pittore lucchese Vincenzo Barsotti (1876-1963), ceduti alla Provincia in comodato d’uso dalla Fondazione Sinistra Storia e Valori. Opere – si tratta di stampe – che raccontano episodi e periodi diversi, ma guardano al passato con lo stesso sguardo: quello di un pittore che ha avuto a cuore soprattutto la libertà.

Durante l’incontro sono intervenuti il presidente della Fondazione Sinistra, Storia e Valori, Mauro Campani, il pittore Pierluigi Puccini e Gianluca Fulvetti, professore di storia dell’università di Pisa.

Vincenzo Barsotti, Sala Tobino, Palazzo Ducale

Quella di Vincenzo Barsotti è una produzione artistica che rappresenta un unicum nel panorama lucchese del Novecento: una pittura che indaga sulla storia di Lucca, ricostruendone minuziosamente gli ambienti, lasciando spazio all’emozione e al racconto politico.

Barsotti, quindi, non è soltanto il ‘pittore della storia di Lucca’, ma un interprete della sua coscienza civile. Le sue opere invitano lo spettatore a riconoscere nel passato le radici del presente, trasformando la memoria in strumento di consapevolezza e, implicitamente, di responsabilità.

L’opera intitolata La sparatoria fascista del 14 dicembre 1920 occuperà uno spazio nella sala di rappresentanza (o del Consiglio). Si tratta di un’opera in cui Barsotti racconta di un episodio drammatico della storia contemporanea lucchese. Ci troviamo in piazza San Michele, tra il caos e la paura di cittadini, gli squadristi sparano sulla folla. Le istituzioni sono impotenti, le libertà democratiche sono state piano piano soffocate, ma il desiderio di resistere è forte. Nonostante il tema, la lucidità del dipinto di Barsotti è esemplare.

La sezione lucchese del Partito Socialista vota contro l’ingresso dell’Italia nella guerra 1915-1918  si colloca, invece, quasi in contrappunto con il quadro precedente. Qui Barsotti rappresenta un momento di partecipazione politica consapevole, dove tra i ritratti di pensatori e simboli ideologici il popolo discute e decide. Un ambiente dove la democrazia e il confronto vivono, senza repressione e violenza. L’opera evidenzia non solo l’impegno civile dell’artista, ma anche la sua adesione a valori libertari e antifascisti, maturati nel corso della sua vita e della sua esperienza storica. Anche questa stampa verrà posizionata in sala di rappresentanza.

Vincenzo Barsotti, Sala Tobino, Palazzo Ducale

Infine L’albero della Libertà eretto a Lucca che racconta di un’altra epoca: la fine del Settecento e l’arrivo degli ideali rivoluzionari francesi. Il momento è emblematico: l’erezione dell’Albero della Libertà nel 1799, simbolo della fine della repubblica oligarchica e dell’affermazione di ideali di uguaglianza. Quest’ultima, invece, verrà affissa in sala giunta.

Vincenzo Barsotti, Sala Tobino, Palazzo Ducale