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Al Museo della Zecca esperti e istituzioni a confronto sulla tutela dei bronzi storici, oggi patrimonio Unesco. Riflettori accesi sul restauro del doppio di San Frediano

Da almeno cinque anni i giorni della festa di Santa Zita coincidono a Lucca con il ritorno dei suonatori di campane, protagonisti in particolare sul campanile della basilica di San Frediano durante le principali celebrazioni. Anche il 2026 ha confermato questa presenza, arricchita da una novità significativa: sabato (25 aprile) la sala conferenze del Museo della Zecca ha ospitato il convegno Il doppio ritrovato: prospettive di riscoperta e tutela dell’arte campanaria lucchese.

L’incontro è stato moderato dal giornalista Lorenzo Maffei e ha visto la partecipazione dell’arcivescovo di Lucca monsignor Paolo Giulietti, il presidente e il vicepresidente dell’associazione Campanari Lucchesi Giuseppe Bernini  e Andrea Giampaoli, Filippo Falzoni dell’Associazione italiana di campanologia, Manuel Graziani, vicepresidente della Federazione nazionale suonatori di campane e Alessandro Colombini, presidente della  Fondazione Antica Zecca di Lucca.

Si è trattato di un appuntamento dal titolo impegnativo e dal forte valore culturale, sostenuto da Il sogno di Costantino Odv e fortemente voluto dall’associazione Campanari Lucchesi, realtà che custodisce e tramanda la tradizione campanaria del territorio. L’iniziativa ha segnato anche l’avvio del ciclo di eventi 2016-2026: 10 anni insieme, pensato per celebrare il decennale della fondazione dell’associazione. Il convegno, rivolto all’intera cittadinanza, è nato con l’obiettivo di riportare l’attenzione su un patrimonio identitario della provincia di Lucca, conservato e mantenuto vivo dai gruppi e dalle associazioni di suonatori locali.

A fare da simbolo a questa riscoperta è stato il caso del doppio ritrovato della basilica di San Frediano. Dopo quasi mezzo secolo, nel 2021 i campanari erano tornati a salire le antiche scale della torre merlata, grazie ai rilevanti interventi di restauro che avevano interessato l’impianto campanario e l’intera struttura, poi riaperta al pubblico nel giugno del 2023. Proprio il 25 aprile 2026 sono ricorsi i cinque anni dalla prima suonata manuale delle antiche campane della basilica dopo decenni di utilizzo automatico. Da quel momento, nelle solennità più importanti, il suono delle campane ha ripreso a scandire le vie del centro storico, restituendo alla città una vera e propria colonna sonora della vita lucchese.

associazione campanari lucchesi Cascio, le sue campane e i suoi campanari

L’appuntamento al Museo della Zecca ha rappresentato anche un’occasione per favorire un dialogo costruttivo fra tutti i soggetti coinvolti nella tutela di campane e torri campanarie, dagli enti ecclesiastici a quelli civili, fino alle associazioni di campanari. In questo senso ha assunto particolare rilievo la collaborazione con l’Associazione italiana di campanologia, impegnata nella promozione di un approccio metodologico e scientifico-culturale allo studio del vasto e complesso patrimonio campanario italiano.

Il convegno ha inoltre contribuito a sensibilizzare il pubblico sulla ricchezza dell’arte campanaria italiana, riconosciuta dal dicembre 2024 come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’Unesco. Nel percorso che ha portato all’iscrizione nella lista rappresentativa prevista dalla Convenzione Unesco del 2003, promossa con grande impegno dalla Federazione nazionale suonatori di campane, è emerso anche il contributo di un rappresentante dell’Unione campanari della Valle del Serchio: un segno concreto della presenza lucchese nel processo di valorizzazione di questo patrimonio nazionale.

L’iniziativa ha goduto del patrocinio del Comune di Lucca e della Federazione nazionale suonatori di campane. È stata sostenuta da Il sogno di Costantino Odv e organizzata dall’associazione Campanari Lucchesi, con la collaborazione dell’Unione campanari della Valle del Serchio e dell’Associazione italiana di campanologia.