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Un viaggio nell’universo del cantautore, che osserva il mondo al di fuori delle mura di Lucca e le fragilità di un’epoca stordita dagli algoritmi

C’è chi si anestetizza con lo schermo e chi con le abitudini. Stefano Pomponi, in arte Effenberg, torna a scavare nelle dipendenze quotidiane.Con il nuovo album Tutti drogati, il cantautore lucchese mette a nudo le fragilità di un’epoca stordita, raccontandoci che, in fondo, siamo tutti alla ricerca di qualcosa in cui perderci. Ironico, disincantato, autentico, Effenberg torna con un disco che è uno specchio dei nostri tempi.

Come nasce il nome Effenberg e perché l’hai scelto?

Intervista Effenberg - Nuovo album 'Tutti drogati'

“Il nome nasce da un calciatore tedesco che si chiama Stéfano Effenberg, che adesso fa l’allenatore e che conoscevo quando ero ragazzino – spiega Stefano -. Lui andava in uno stabilimento balneare dove andavo anch’io, perché ha giocato due stagioni a Firenze ad inizio degli anni ‘90 e mi era rimasto impresso. Io fino ad oggi ho fatto uscire questi quattro dischi, ma in realtà ne ho fatto anche un altro prima, che non è mai uscito perché non mi piaceva, nel momento in cui doveva uscire ho bloccato tutto, ma sarebbe dovuto uscire con il nome Sté. Quando poi sono andato a pubblicare il nuovo disco, nel 2017 che poi è il mio primo disco ufficiale, avevo pensato che questo nome Sté non mi piaceva e avevo fatto una lista di nomi tra cui c’era Effenberg. Quello che poi ho scelto, un po’ perché avevamo questa storia che ci accomunava e un po’ anche perché mi piaceva il fatto che è un nome che non ti fa presagire il tipo di musica che faccio. Da Effenberg ti aspetti più una musica elettronica o metal, invece sono un cantautore”.

Una volta scelto il nome, ti sei dedicato alla musica a 360 gradi. Chi è che ti ha spronato e quali sono le spinte emotive che ti hanno convinto a dedicarti al cantautorato?

Convinto della scelta, ancora non lo sono – dice ironicamente -. Sulle spinte emotive per assurdo è stato un cajon, un cajon è uno strumento peruviano a percussione, che è stato ripreso negli anni ‘70 da Paco de Lucia, che l’ha portato in Spagna ed è diventato uno strumento anche per il flamenco. Insomma, tutto è nato perché me l’hanno regalato ed era uno strumento che a me piaceva. In quel periodo facevo il dj, mettevo solo musica, comunque sia da lì io ho cominciato a seguire delle lezioni di percussioni con degli amici musicisti e poi ho scritto un pezzo così, completamente random. Questo pezzo l’ho fatto ascoltare a questi amici musicisti che hanno apprezzato, mi dissero che era bellissimo e da lì ne ho scritto un altro. Alla fine ho fatto questo disco, di cui parlavo prima, che non è mai uscito. Da lì non è stata tutta una una discesa, non direi ma insomma, è iniziata la mia strada fino ad arrivare a questo quarto disco”.

Il tuo nuovo album, “Tutti i drogati” è uscito il 16 aprile e lo scorso 28 aprile il video. Qual è stata la scintilla o l’esigenza emotiva che ti ha spinto a scriverlo? Come mai questo titolo molto particolare. A che cosa si riferisce?

Intervista Effenberg - Nuovo album 'Tutti drogati'

“I pezzi sono stati scritti in diversi periodi – precisa Effenberg -. L’ultimo pezzo del disco che si chiama ‘Un minuto che risorgo’, l’ho scritto veramente sei mesi fa, a novembre. Ma nell’album ce ne sono altri che sono più vecchi, ma fondamentalmente sono tutti legati ad un tema centrale. Il tema centrale è la dipendenza, ma intesa in senso ampio, non solo di sostanze, anche di relazioni, negli affetti o semplicemente dai numeri e dall’algoritmo.
Tutti i pezzi sono quindi legati alla dipendenza. Poi c’è un altro motivo, è una tradizione personale: ogni disco che ho fatto ha una traccia al suo interno che dà il nome all’album. Ho voluto mantenere questa tradizione anche in ‘Tutti drogati”.

E cosa differenzia questo ultimo album da altri tuoi lavori?

Intervista Effenberg - Nuovo album 'Tutti drogati'

“Prima di tutto ho lavorato con due nuovi produttori, ci siamo presi un periodo lungo e abbiamo impiegato ben due anni e mezzo.

Il metodo di lavoro è stato quindi diverso. Poi naturalmente c’è questo tema centrale della dipendenza, quindi più un concept album rispetto ai dischi precedenti che erano più una collezione di canzoni. Anche le sonorità sono un po’ cambiate: lavorando con due produttori nuovi, entrano persone nuove, energie nuove, stimoli nuovi e anche il sound cambia”.

Il tuo cantautorato ha sempre preso a piene mani dalla tua vita personale. Anche questo album è stato influenzato dalle esperienze personali?

Intervista Effenberg - Nuovo album 'Tutti drogati'

Assolutamente si, ma non così esplicite come in passato – aggiunge -. Il territorio c’è, perché descrivo quello che vivo dato che la maggior parte del tempo lo passo a Lucca. Anche a Milano per questioni di lavoro, ma le dinamiche del territorio lucchese sono sicuramente presenti nella mia musica e questo disco non è da meno.
Nei pezzi quindi si ritrovano situazioni vissute con gli amici, un po’ anche il paesaggio e la natura. Lucca circondata dalle colline e in alcune strofe sono state scritte perché vivo qui in campagna e mi capita di notare alcune cose. Tipo la ragnatela su una foglia che gira mossa dal vento, sono cose che ho osservato e dal mio modo di osservare nascono le parole della mia musica. In generale mi ispirano di più gli aspetti umani e un certo esistenzialismo, farmi domande sulla vita”.

Il brano ‘Tutti drogati’, rappresenta l’album – prosegue Stefano -, è quello più esplicito e si parla di dipendenza. Ad esempio ‘Birra al cantiere’ è fondamentalmente una canzone positiva però nel ritornello dico: ‘se stiamo insieme tutto funziona bene come una birra al cantiere’. Ecco, in un’immagine positiva trasparisce comunque una certa dipendenza. Io penso che siamo in periodo in cui siamo pieni di dipendenza: il telefonino, internet, gli algoritmi, i numeri. Ma un altro spunto di riflessione avuto, è che pensiamo che la dipendenza sia una specie di incidente di percorso che ci capita durante la vita, pensandoci bene è però un punto di partenza. Appena vediamo la luce e nasciamo siamo subito dipendenti da qualcuno. Quindi la vedo come una dipendenza esistenziale”.

Quali sono le tue successive tappe sia in live che altre idee?

Intervista Effenberg - Nuovo album 'Tutti drogati'

Farò un tour, alcune date le ho già fatte – dice Effenberg -. Dal 10 maggio sarò a Livorno, il 15 maggio a Roma, il 17 maggio a Fermo, poi a luglio tornerò qui in zona verso Lucca. Per il resto non ho ancora pensato ad un altro disco però abbiamo dei progetti che sto elaborando per portare il nuovo disco in posti non canonici, sarebbe bello per il tema, proporlo in una comunità di recupero”.

Quanto ha influenzato il tuo cantautorato, la conoscenza di Luca Carboni?

“Molto – conclude Effenberg -, ho sempre ascoltato la sua musica anche prima di conoscerlo. Quindi considero Luca una penna che mi ha sempre ispirato e continua a farlosia a livello artistico che umano, per come gestisce la sua immagine pubblica. Mi piace il suo modo di proporsi al pubblico, in modo riservato e concentrato sulle canzoni e non su altro”.