L'esposizione
|In San Cristoforo ultimi giorni per la mostra ‘Notti serene’ di Paolo Lazzerini
Dalle sue tele un messaggio di armonia, tranquillità e pace. In mostra vari omaggi alla città e una sezione dedicata a Pinocchio
La chiesa di San Cristoforo in via Fillungo è tornata a risplendere di una luce particolare. Si può ammirare liberamente tutti i giorni fino a domenica (3 maggio) in orario 10-21 la mostra Notti serene di Paolo Lazzerini.

Dopo la felice occasione della scorsa estate, per gli appassionati dell’artista di Pietrasanta c’è quindi una possibilità imperdibile nella Piana per poter ammirare una pittura che non ha bisogno tanto di spiegazioni quanto del tempo prezioso di uno sguardo non fugace.

L’occasione è stata propizia per rincontrare anche personalmente Paolo Lazzerini e scambiare con lui una piacevole chiacchierata artistica. “Ho esposto – dice l’artista – un repertorio significativo di opere dal 2018 fino agli ultimi lavori di quest’anno. C’è una parte dedicata a Pinocchio e alle tavole. A proposito del noto burattino di Collodi, ricordo che l’associazione culturale Pinocchio di Carlo Lorenzini prima di Natale ha scelto la mia opera Pinocchio, la luna e le stelle come manifesto ufficiale del Premio Pinocchio 2025”.

“Invece – prosegue – in Lucca, l’armonia calda di una notte vedo l’acquedotto Nottolini, tutta Lucca chiusa dalle Mura schematizzate da me con la campagna, il verde intorno le Mura. Qui c’è anche un albero che prende forza dal terreno grazie alle sue radici. Con una vitalità che rende viva la città. Ricordo anche il mio caratteristico Gira Sole. Unico in Toscana. Ci sono la stella polare, le costellazioni con la Toscana pura. All’interno del fiore c’è una geometria interna particolare. Una descrizione che la natura ci insegna”.

Lazzerini ci presenta poi l’opera Terre toscane. Molto suggestiva, ci si sente particolarmente affezionato. “Sono stato a Montalcino e nella zona della Val d’Orcia. Sono rimasto molto impressionato dal movimento delle colline e dalla lavorazione della terra dell’uomo. Sulla tela sembrano spatolate di colore con i cipressi che delimitano i confini e le strade che compaiono e scompaiono come è caratteristico nella Val d’Orcia. Si può notare sempre qui anche la nota badia di Vitaleta. Invece nell’opera La porta della vita, c’è una parte di una porta antica che ho tutta dipinta anche nei dettagli. Mi sono immaginato una porta di un casolare toscano, una coppia con due colombi che si baciano, il viaggio e poi la felicità ed i colori di una famiglia vissuta tranquilla. Un’altra opera che mi ha colpito e dona serenità”.

Poi si entra nel gioco delle sue matite che Paolo Lazzerini ci spiega nel dettaglio. “Tutte sono in rilievo dipinte, con tecniche particolari. La matita è immediata per prendere un’idea, un appunto. In La matita della pace appunti di carta o in Apice della comunicazione quando il segno diventa comunicazione ho trasformato la matita in un’isola con le mura, le scale che scendono verso il porto. Ci sono poi qui le mie barchine di carta. Servono per comunicare tra un’isola e l’altra, una nazione e l’altra e una città e l’altra. Però con semplicità e non per fare la guerra ma per parlare e comunicare. Siamo quindi come in un mio mondo fantastico. La barchina di carta che non è una nave da guerra ci ricorda soprattutto l’infanzia, l’ingenuità, le cose più semplici. Il tempo di quando eravamo sempre bambini e puri. Le costellazioni con la stella polare durante la notte sono poi guida del navigante nelle varie nazioni”.

Paolo Lazzerini sulla tela getta immagini e da lì arriva a tutti il suo messaggio di armonia, tranquillità e pace. “Mi sono – dice l’artista versiliese – poi immaginato una matita che dipinge Lucca di notte. In controluce ci sono i suoi monumenti più importanti con le costellazioni. Qui traspare silenzio. Come girare per le viuzze che ti si aprono balconi o finestre particolari cittadine”.

Oltre a vari omaggi alla città dove si possono notare elementi caratterizzanti come una luna in 3d che dimostrano il legame forte dell’artista verso di essa, Lazzerini ci presenta poi anche altre opere. “Ne Il ghepardo blu – spiega – mi sono immaginato l’animale nella savana. Io l’ho fatto come fosse un mosaico, con le tessere, con un occhio che ti guarda con serenità e tranquillità. Anche il tondo della sua figura è molto avvolgente. Una novità è l’opera di quest’anno Versilia, riflessi di luna. Ci sono Monte Altissimo dove Michelangelo prese i marmi per fare tanta lavorazione sua poi il Monte Corchia e la Pania della Croce, la pineta, le varie colline, Pietrasanta, Seravezza. Ho fatto le cabine con diversi colori ed il mare con tanti pesci caratteristici della Versilia. Presento anche alcune riproduzioni di tavole dove sperimento e pezzi unici e originali come le mie tavole d’autore con lamine. Sono intervenuto manualmente e le ho anche personalizzate. Sono opere che si presentano diverse tutte le volte secondo dove le osservi. Altre opere significative che espongo sono Acqua fonte di vita. Qui presento un messaggio di speranza. In La balena e la luna traspare invece tutta la serenità del mio mondo artistico dove l’animale marino sembra quasi sfiorare e giocare con l’astro notturno. Non manca – aggiunge – anche un omaggio che ho fatto a Firenze con una tecnica particolare ed una visione tutta mia. Ci sono poi due sculture di carta illuminate fatte da me. Ho fatto infine un omaggio personale alla chiesa di San Cristoforo dove ho esposto già diverse volte tutto da scoprire”.

Notti serene si è rivelato quindi un titolo molto indicativo per questa mostra. Lo stesso Lazzerini ci rivela un pensiero di Sofia Falzone del 2018 che gli ha donato ed in cui ci si ritrova particolarmente per il suo modo di fare arte. “La sua pittura fluida, ma all’occorrenza meticolosa come una veduta planare, si srotola come un arazzo, ad evocare per accenni cromatici, segni minuti tracciati su un pastoso tessuto, ogni minimo dislivello, conca o dosso di queste terre toscane. Mi ci sono visto molto in queste frasi – dice l’artista versiliese – I miei lavori sembrano arazzi. Quest’anno fra l’altro ho fatto il nuovo catalogo con un centinaio delle mie opere dal 2018 al 2026. Quindi comprensivo anche delle mie ultime opere. Si può trovare e comprare anche durante la mia personale. Ho voluto poi realizzare anche piccoli oggetti in modo da far sì che i miei lavori fossero accessibili a tutti. Sono – rivela – acquistabili con altre mie opere su tela nella chiesa di San Cristoforo durante i giorni della mostra. Mi piace realizzare – conclude Paolo Lazzerini – un tipo di arte che possa arrivare a tutti e quindi anche ai più giovani”.







