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Ancora un mese per visitare l’esposizione dedicata ad Emilio Malerba alla Fondazione Ragghianti

Grazie all’evento organizzato a Lucca l’artista è uscito da un ingiusto oblio calato su uno dei fondatori del gruppo Novecento

Ultimo mese per poter ammirare una delle mostre più attese di quest’anno del panorama lucchese. A Lucca fino al 7 giugno si riscopre l’arte di Emilio Malerba.

La Fondazione Ragghianti con una retrospettiva monografica imperdibile ha riportato l’attenzione sull’arte del grande pittore milanese scomparso nel 1926. Con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ed in collaborazione con l’Archivio Gian Emilio Malerba di Monza, in esposizione dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20 (ultimo ingresso alle 18,45 e chiusura martedì 2 giugno) negli spazi delle sale espositive di San Micheletto 3, la mostra dal titolo Emilio Malerba (Milano 1878-1926). Dagli esordi al Novecento Italiano.

A cent’anni dalla morte del pittore e a quasi un secolo dall’ultima mostra monografica a lui dedicata, quella offerta dalla Fondazione Ragghianti è un’opportunità unica per visionare circa un centinaio di opere del suo repertorio. A cura di Paolo Bolpagni ed Elena Pontiggia, la mostra analizza i diversi periodi artistici affrontati dall’artista. Del noto pittore milanese dopo la formazione all’Accademia di Brera e gli esordi nel 1900, si ricorda su tutto che fu fra i fondatori del gruppo Novecento nel 1922. I suoi lavori esposti, non sono stati facili da radunare per quest’esposizione e poi esporre vista una dislocazione variegata e non facile. Con un paziente lavoro di ricerca è stato possibile però raccogliere e riunire circa il novanta per cento della produzione pittorica superstite di Emilio Malerba. Una vita ed una creatività spezzate purtroppo presto soprattutto dopo la malattia che un anno prima della morte nel 1926 porterà alla morte l’artista non ancora quarantanovenne.

Ricordiamo anche che nel 1922 Malerba con molto prestigio esporrà alla Biennale di Venezia alcuni dipinti. Un esempio significativo di ciò l’opera Le maschere che è un emblema del periodo del Realismo magico rappresentato anch’esso dall’artista e che troviamo anche nella mostra lucchese. Siamo stati a fare una visita ed è stata un’occasione preziosa per visionare dal vivo dipinti, manifesti originali con noti liquori e scene di vita quotidiana o documenti del noto artista milanese. Diverse le sale con le opere di Malerba esposte. Molto interessanti alcuni ritratti o figure che ci rivelano in modo significativo e spesso diretto, particolarità dell’universo umano non solo femminile da lui mostratoci. Volti che mostrano con fierezza una libertà anche del carattere che si rivela quasi azzerando al tempo stesso la narrazione.

Un esempio Alessandra Macchi Menni col figlio Piercarlo del 1917 che viene esposto in una saletta a parte della mostra e che rappresenta un po’ il manifesto di questa mostra. Come un po’ ci presenta nei suoi cartelloni pubblicitari stile Belle Époque dell’Amaro Ramazzotti o di momenti vissuti nei vari caffè del tempo, l’artista milanese spesso riesce a cogliere attimi e momenti irripetibili. Che poi lui stesso ha riportato sulla tela. Alcune opere sono per l’appunto inedite e sono state esposte per l’occasione.

Molto significative anche le opere degli artisti del gruppo Novecento presenti. A testimonianza ulteriore di una pittura moderna e innovativa ma legata alla tradizione dell’arte più antica che anche lo stesso Malerba ha voluto rappresentare finché ha potuto. La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato dalle Edizione Fondazione Ragghianti Studi sull’arte. Dopo la mostra del 2022 su Leonardo Dudreville, con Emilio Malerba la Fondazione Ragghianti di Lucca presenta un altro membro importante del gruppo del Novecento. E finalmente Emilio Malerba è uscito da un ingiusto oblio che per troppo tempo e ingiustamente era calato su di lui.