Il programma
|Fondazione Paolo Cresci, un programma ricco di iniziative per ricordare la storia dell’emigrazione lucchese
Presentata la rassegna e la nuova presidentessa: l’avvocata Maria Talarico già al Boccherini subentrerà ad Ave Marchi alla guida dell’ente
Mostre, convegni, conferenze, studi, nuove pubblicazioni, produzioni di audiovisivi e spettacoli. Questo e molto altro costituisce il programma 2026 della Fondazione Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana presentato oggi (12 maggio) a Palazzo Ducale alla presenza del presidente della Provincia di Lucca Marcello Pierucci, della presidentessa della Fondazione Ave Marchi, del direttore scientifico Pietro Luigi Biagioni, dei sindaci Andrea Tagliasacchi e Paolo Michelini in rappresentanza, rispettivamente, dell’Unione dei Comuni della Garfagnana e della Mediavalle, di Ilaria Del Bianco dell’Associazione Lucchesi nel Mondo e di Lamberto Serafini della Fondazione Banca del Monte di Lucca. Tra i relatori presenti anche Maria Talarico che subentrerà ad Ave Marchi nella presidenza della Fondazione Cresci, in procinto di scadenza del suo mandato iniziato nell’estate del 2021.
La Fondazione Paolo Cresci, che ha sede a Palazzo Ducale, ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza dei fenomeni storici e sociali legati all’emigrazione, dall’Ottocento fino ai giorni nostri, attraverso eventi culturali, conferenze, dibattiti e pubblicazioni.
Sabato 13 giugno, nella cornice liberty di Villa Argentina a Viareggio, sarà inaugurata la mostra Fortissimi. Emigranti sul ring: un secolo di battaglie in Americadedicata ai pugili italiani in America tra il 1900 e il 1960. La mostra è curata da Pietro Luigi Biagioni e Massimo Cutò, giornalista e studioso dei fenomeni migratori, che firma anche il volume collegato. La rassegna espositiva ripercorre l’epopea del pugilato italiano in America dai primi atleti italiani emigrati: Primo Carnera, Rocky Marciano, i lucchesi Gino Buonvino, Ugo Micheli ed altri, che combatterono sui ring delle più importanti città del Nord America, diventando autentici divi di queste discipline.
“Nato nei quartieri poveri degli emigrati, il pugilato rappresenta all’inizio una forma di difesa e di sopravvivenza in ambienti spesso degradati e violenti – spiega Pietro Luigi Biagioni – diventando uno strumento di emancipazionesociale della comunità italiana, oggetto nei primi anni della Grande Emigrazione, di discriminazione e spesso di fenomeni di esclusione di emarginazione”.
“Non è stato facile rintracciare le notizie – afferma Cutò – esiste la rete preziosa degli appassionati e quella virtuale che offre dati contraddittori ma utili. Sfogliando vecchie pagine di carta o digitali, è scattata la passione per esistenze che a volte sembrano immaginarie, tanto vanno oltre il senso comune delle cose: identità pittoresche, forza di volontà, coraggio, esaltazione e cadute rovinose. C’è tanto, c’è tutto nelle biografie enormi o minime di questi picari. Abbiamo cercato di riportarle alla luce, inserendole nel contesto generale di un secolo caratterizzato da partenze e arrivi di massa».
Inoltre il 2026, segna il centocinquantesimo anniversario dell’avvio delle rilevazioni statistiche ufficiali sull’emigrazione italiana (1876), anno definito come l’inizio della Grande emigrazione, periodo durante il quale lasciarono l’Italia circa 14 milioni di persone.
“Anche la provincia di Lucca, che a quel tempo non comprendeva la Garfagnana, dal 1876 in poi vide un intenso flusso in uscita – spiega la presidentessa Ave Marchi – nel 1876 con 3mila 357 partenze. Negli anni successivi l’andamento, anche se altalenante, è sempre in crescita. L’emigrazione che aveva origini antiche, anche se in genere stagionali, si rafforzò a causa dell’eccedenza di forza lavoro, che non trovando impiego nella propria terra, si rivolgeva all’estero”.
Per celebrare questa ricorrenza, la Fondazione promuoverà diverse iniziative. Tra queste l’accesso libero online al Bollettino della storia dell’emigrazione italiana, l’ampliamento del Museo dell’Emigrazione Italiana online con la sezione In viaggio con lettere e la realizzazione di pubblicazioni dedicata alla Didattica della storia dell’emigrazione in collaborazione con l’Università di Pisa.
Ad ottobre è in programma il convegno di studi, in collaborazione con il Centro Studi Altreitalie, Va’ pensiero… Note italiane attraverso gli oceani, un evento che vuol celebrare i 150 anni dell’inizio della Grande Emigrazione italiana. Tra le pubblicazioni Una famiglia di emigranti garfagnini durante la guerra (1940-1945), famiglia fuggita da Londra all’indomani della dichiarazione di guerra, si ritrova in una Garfagnana diventata teatro di guerra e nel pieno della resistenza al nazi-fascismo. Poi Sapori toscani nel mondo, dedicato alla diffusione internazionale della tradizione gastronomica toscana ad opera degli emigranti dall’inizio del Novecento ai nostri giorni.
In programma la quarta edizione di Mister Wonderland. A little film festival. Il cinema delle origini e delle migrazioni, in omaggio a Zeffirino Poli, pioniere dello spettacolo originario di Bolognana, sotto la direzione artistica di Alessandro Bertolucci. Verranno proiettati Luci della città (1931) di Charlie Chaplin; Francesco, giullare di Dio (1950) di Roberto Rossellini, Francesca Cabrini(2024) di Alejandro Monteverde.
Prosegue, inoltre, il progetto Archimig – Archivimigranti, in collaborazione con Imt Lucca, con una borsa di studio biennale per un ricercatore specializzato, il dottor Samuel Boscarello, che sta svolgendo il suo lavoro nell’Archivio anche al fine della realizzazione di una mostra e di una pubblicazione. Prosegue anche il progetto Le interviste possibili, a cura del professore Michele Campanini, raccolta delle testimonianze dei più importanti studiosi della storia dell’emigrazione italiana. Particolare attenzione sarà rivolta ai giovani, con la presentazione del documentario Toscana chiama Londranelle scuole delle province di Lucca e Pistoia e con interviste a giovani expat.
Il programma completo è scaricabile dal sito della Fondazione Cresci.




