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Premio prestigioso per l’artista Davide Berti alla Pro Biennale di Venezia

Ha ricevuto dal comitato d’onore l’ambito attestato e la prestigiosa menzione speciale per l’opera dal titolo ‘Il volto di Maria’

Premio importante per l’artista Davide Berti alla Pro Biennale di Venezia.

Davide Berti, premio, Pro Biennale di Venezia

Negli spazi del Padiglione Spoleto dell’hotel Amadeus, venerdì 8 maggio ha ricevuto l’ambito attestato e la prestigiosa menzione speciale per l’opera dal titolo Il volto di Maria che ha esposto. Il comitato d’onore e il curatore della Pro Biennale Venezia Salvo Nugnes, lo hanno premiato “per l’originalità e la maestria nell’arte, riconosciute con merito e ammirazione”.

Davide Berti, premio, Pro Biennale di Venezia

Un riconoscimento che celebra l’arte contemporanea. All’artista è stata riservata anche una pubblicazione sulla rivista internazionale della pre Biennale. Il noto pittore lucchese d’adozione è diplomato all’Istituto d’arte di Cascina nel 1981 come maestro d’arte. Negli ultimi anni ha ricevuto prestigiosi premi e onirificenze sia in Italia che all’estero. Per ultimo nel 2025 gli è stato conferito il premio Giotto a Firenze ed è stato scelto tra i migliori pittori europei dell’anno. Berti a Lucca è conosciuto anche per la professione di maestro ottico. Ha una particolare predilezione per il paesaggio toscano e la natura rappresentati soprattutto ad olio su tela.

Davide Berti, premio, Pro Biennale di Venezia

“Questo volto di Maria – dice Davide Berti – è intenso e materico, lontano dall’iconografia classica. Non è una Madonna serena e idealizzata, ma una figura profondamente umana. Gli occhi sono completamente in ombra, due pozze nere che non restituiscono lo sguardo. Non vedi Maria, è Maria che ti attraversa. Questa assenza crea silenzio. Le labbra sono chiuse, carnose ma senza sorriso né dolore esplicito. È un’espressione sospesa tra il lutto e l’accettazione”. Il volto emerge da toni freddi. “Sono – descrive il pittore – grigi, bianchi sporchi, neri. La pelle non è rosea ma quasi cinerea, come scolpita nella cenere. Le pennellate sono ruvide, graffiate, con colature e spatolate che rendono la carne vulnerabile. Il velo che le copre il capo è giallo ocra e bianco, caldo ma si dissolve nel grigio del busto. Quel contrasto scalda solo in superficie”. Il velo quindi c’è ma non protegge. “Sembra – rivela Davide Berti – logoro, vissuto. I capelli scuri scendono sciolti, non composti. È una Maria terrena, segnata. Il nero degli occhi può essere vuoto, dolore, mistero o visione interiore. Non ti guarda perché sta guardando dentro o oltre. Non consola. Ma interroga. È una Maria – prosegue – post-dolore. Ha già visto la croce, ha già pianto. Quello che resta è una dignità ferita ma intatta. La pittura non leviga, lascia le cicatrici della spatola come fossero le sue”.

Davide Berti, premio, Pro Biennale di Venezia

Berti quindi realizza un ritratto potente perché toglie alla Madonna il divino per restituirle tutto l’umano. La nuova edizione della Pro Biennale si è tenuta a Venezia dall’8 all’11 maggio negli spazi del Padiglione Spoleto dell’hotel Amadeus. La manifestazione a cura di Salvo Nugnes anche quest’anno è stata quindi un’importante vetrina internazionale dedicata all’arte contemporanea. Le opere esposte hanno riguardato un percorso creativo con artisti provenienti da tutto il mondo. Nel cuore della città lagunare per tanti è stato quindi possibile vivere un’esperienza unica e a dir poco emozionante in un dialogo culturale ed artistico anche immersivo. Hanno partecipato anche volti noti del mondo dello spettacolo.

Davide Berti, premio, Pro Biennale di Venezia