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Coscienza, neuroscienze e spiritualità: a Bruno Neri il Premio Montale ‘Fuori di casa’

Il 28 maggio a Palazzo Pfanner la consegna durante l’incontro “Viaggio nella conoscenza” con anche Federico Faggin, Enrico Facco e Tania Re

A Lucca il Premio Montale Fuori di casa – sezione In limine va al professor Bruno Neri, docente ordinario dell’Università di Pisa e studioso impegnato da anni nella ricerca sui rapporti tra coscienza, neuroscienze e spiritualità.

La cerimonia di consegna si terrà giovedì (28 maggio) a Palazzo Pfanner, nell’ambito dell’eventoViaggio nella conoscenza – Il limite e l’oltre: scienza e spiritualità sulla soglia del mistero, che vedrà la partecipazione di Federico Faggin, Bruno Neri, Enrico Facco e Tania Re.

La premiazione sarà introdotta dal giornalista Giuseppe Rudisi e successivamente condotta dalla presidente del Premio Montale Fuori di Casa, Adriana Beverini, insieme alla vicepresidente Barbara Sussi.

Il riconoscimento viene assegnato al professor Neri “per aver dimostrato con il suo percorso di vita e di studi che si può rimanere fedeli a una scienza di stampo galileiano senza tuttavia cadere nello scientismo e per aver condotto una ricerca che, basandosi su dati scientifici, si approccia senza dogmatismi allo studio della coscienza e al mistero della realtà che ci circonda”.

Bruno Neri si è laureato con lode nel 1980 in ingegneria elettronica all’Università di Pisa e, dal 2000, è professore ordinario al dipartimento di ingegneria dell’informazione dello stesso ateneo, di cui è stato direttore dal 2002 al 2010. Fino al 2017 è stato inoltre presidente del corso di studi integrato in ingegneria elettronica.

La sua attività di ricerca ha riguardato l’affidabilità dei dispositivi e la progettazione di circuiti integrati wireless. A partire dal 2016 ha affiancato a questo percorso attività didattiche e di ricerca al di fuori del settore elettronico, con lezioni nell’ambito del master in Neuroscienze, mindfulness e pratiche contemplative e del corso di perfezionamento Fine vita: stati di coscienza, antiche tradizioni e nuove terapie. Ha diretto inoltre la summer school Consciousness and cognition e si è occupato di ricerche sugli effetti degli stati meditativi profondi sull’attività cerebrale. In questo ambito ha trascorso diversi periodi di studio e ricerca all’interno di monasteri tibetani in India. Dal 2025 fa parte del consiglio direttivo dell’Istituto Lama Tzong Khapa.

Neri è coautore di oltre 140 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali e proceedings di congressi. Ha inoltre scritto, insieme ad altri autori, il libro Indizi dell’Oltre – Un’esplorazione scientifica e filosofica del mistero della morte, pubblicato da Mondadori, ed è coautore del docufilm Chiara Luce, dedicato all’attività di ricerca in India.

Come evidenzia la motivazione del premio, il professor Neri ha affrontato con rigore scientifico e apertura intellettuale alcune delle grandi domande che attraversano da sempre la riflessione filosofica e poetica sull’esistenza: fino a che punto la realtà percepita coincide con la realtà autentica? Esiste una dimensione della coscienza che sfugge alle interpretazioni puramente materialistiche? Sono interrogativi che trovano consonanze anche nella poesia di Eugenio Montale, spesso attraversata dal tema dell’apparenza e dell’invisibile.

Il Premio Montale Fuori di casa è stato istituito nel 1996 da Adriana Beverini, in occasione del centenario della nascita di Eugenio Montale, con l’obiettivo di onorare la figura multiforme del Premio Nobel: poeta, ma anche giornalista, saggista, critico musicale e d’arte. Il sottotitolo Fuori di casa rimanda all’esperienza di Montale come inviato del Corriere della Sera e ai reportage poi raccolti nell’omonimo volume.

Il Premio si articola in diverse sezioni e si svolge ogni anno nelle città montaliane — Genova, Firenze, Milano — oltre che in altre sedi prestigiose. La sezione In limineè dedicata a personalità che operano sul confine tra scienza e discipline umanistiche, contribuendo a ricomporre la frattura tra i due saperi. Il nome richiama la poesia In limine, testo introduttivo di Ossi di seppiadel 1925, e l’espressione latina che significa sulla soglia, punto di passaggio.

In passato la sezione ha premiato, tra gli altri, Guido Tonelli, Carlo Ventura, Federico Faggin, Erwin Laszlo, Alberto Diaspro e Gabriella Greison.