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Le impalcature lasciano la torre. Ora serve un progetto che renda fruibile il campanile di San Michele

In un modo che sia degno della sua storia. Il lavoro è già cominciato

Il colpo d’occhio c’è. Le impalcature, d’altra parte, per più di un anno hanno abbracciato quel tesoro che oggi brilla al sole. Molti lucchesi ci stanno già facendo caso: è completo il restauro della torre campanaria di San Michele in Foro. Una chiesa certo, imponente e meravigliosa, ma che è anche lo storico fulcro politico e sociale della città: oltre a sorgere sull’antico Foro, è stata nei secoli “metronomo” della vita civile e istituzionale.

Conclusa la struttura e archiviate le strutture temporanee, ora c’è da lavorare sul progetto: l’obiettivo è infatti quello di aprire alle visite la torre (mai stata aperta), in un modo che sia però affine alla storia e alla grandezza del sito. Un percorso difficile, forse anche lungo quindi, sul quale la parrocchia è già al lavoro, anche in vista di altri lavori, questa volta alla chiesa, che risale all’XI secolo, anche se la presenza del campanile è attestata per la prima volta in un documento del 1170, quando doveva presentare un aspetto del tutto simile all’attuale, caratterizzato da una serie di monofore che salendo diventano bifore e quindi trifore. Durante il periodo dell’occupazione pisana, il campanile fu abbassato di un ordine.

L’intervento, d’altra parte, era fin dal principio nato per mettere in sicurezza la struttura e contestualmente renderla visitabile fino alla sommità, da cui si gode un panorama unico sul territorio, abbastanza da rendere chiara con un solo sguardo l’importanza e la centralità del sito. Riconfigurate le scale e i solai interni quindi, per rendere la torre davvero fruibile serve un progetto, da pensare nel territorio e con il territorio, che accolga e guidi il visitatore alla scoperta di una città inedita, da un nuovo punto di vista e di osservazione.

Il costo totale dell’intervento ammonta a un milione e 800mila euro, finanziati con un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la partecipazione del Ministero della Cultura per il restauro delle campane.