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A quasi due anni dalla scomparsa l’arte di Fontirossi conquista i visitatori della Gamc di Viareggio

Fino al 31 agosto la grande mostra ‘Nel silenzio: il colore va in scena’: ci sono anche dei quadri mai esposti dell’artista

Un pittore che ancora oggi riesce a stupire ed emozionare.

Alla Gamc di Viareggio si può visitare fino al 31 agosto la grande mostra, voluta dal Comune, intitolata Nel silenzio: il colore va in scena. Si presenta per la prima volta in questa sede ed in modo molto particolareggiato l’opera di Roberto Fontirossi (Lucca 1940-2024) a quasi due anni dalla scomparsa.

Siamo stati a visitare, con curiosità e molto piacere, l’esposizione in terra versiliese. La mostra sul grande pittore lucchese è realizzata da Massimo Bertozzi insieme a Luca Fontirossi, figlio di Roberto. Una settantina le opere, anche inedite, esposte in più sale, suddivise in sezioni tematiche. Una mostra che ci fa riflettere non solo dettagliatamente sull’universo artistico di un maestro lucchese recentemente scomparso. Ma un’iniziativa preziosa che ci apre anche un mondo sui soggetti e sulla Lucca da lui rappresentata.

Ricordiamo che Fontirossi si forma all’istituto Passaglia di Lucca e nel tempo la sua predilezione per la pittura diventa una scelta di vita. L’artista farà parte della scuola fantastica di carattere surrealista a cui si richiamerà anche Antonio Possenti, altro grande artista lucchese di cui fra un paio di mesi ricorrerà il primo decennale della scomparsa. Ed anche la sua tecnica figurativa ha forti richiami con quella di un altro maestro dell’arte italiana: Renato Guttuso. Sarà fondamentale per il percorso di vita di Fontirossi il soggiorno romano negli anni Sessanta che lo porterà a partecipare anche alla nona Quadriennale del 1964. Quando rientrerà a Lucca, contribuirà poi a dare vita ad una pittura figurativa dai contorni e dai tratti ironica e satirica. Un’arte profondamente legata alla tradizione e all’immaginario locale.

I personaggi quotidiani di Fontirossi che possiamo ammirare anche alla Gamc sono figure fuori dal comune. Personaggi dai tratti bizzarri e originali, trasportati sulle tele in atmosfere di una Lucca senza tempo. Volti o corpi che assomigliano ai ricordi del piccolo mondo antico dell’artista. La pittura di Fontirossi, grazie alla freschezza ed alla vivacità dei colori ci fa cogliere come il grande pittore lucchese riesca a far emergere dall’abisso queste figure eccentriche e dai tratti surreali. Sono personaggi che singolarmente o insieme si contraddistinguono con tratti ai limiti dell’impensabile o del fuori dal comune. Il tutto fra follia, quotidianità e fantasia.

Ciascuno si mostra, senza remore o vergogne, come in un grande fratello moderno allo sguardo curioso di chi lo osserva. Attraversando sala per sala alla Gamc non puoi non avere negli occhi le figure volanti particolari di Fontirossi trasportate con pennelli e tavolozza sopra una delle porte principali della città. O finite in altri luoghi cari all’artista di Lucca. Con sullo sfondo per esempio le Mura lucchesi.

Ecco anche poi come un teatro rotante, l’ambientazione del condominio di via dei matti al civico 103. Si stagliano vive e visibili qui tante figure protagoniste singolarmente o insieme. Ci sono fra gli altri un uomo ed una donna che fanno l’amore, una persona che si fa una doccia o altre impegnate in altri atti della quotidianità. E non manca nemmeno un carabiniere inserito a cavallo nella scena. Tra sogno e realtà, si capisce quindi come molto creativo sia stato il ritorno nella sua Lucca di Fontirossi, dopo il fortunato soggiorno romano.

La città toscana con i suoi luoghi e personaggi anche ormai passati è stata infatti foriera di genialità per l’artista. Un qualcosa che intravediamo anche nei suoi quadri che richiamano il mondo marino. Di fronte all’ignoto, Fontirossi, quasi a catena, fa emergere i suoi personaggi. Simili nelle fattezze fisiche sono per esempio i suonatori dal modo improvvisato e strampalato alle prese con gli strumenti musicali. Con dietro, alle spalle il mare ed in cielo le solite figure eccentriche volanti.

Il pittore sembra quasi giocare e divertirsi, con opere così, come in un’arena sinfonica. Un ingrediente espositivo dal sentore metafisico che si chiuderà poi alla fine con un’installazione scenica luminosa. Qui notiamo un alternarsi con lo scuro, con protagoniste alcune forme di personaggi cari all’artista. E ai lati si scorgono infine dei ritratti del grande artista lucchese mentre è al lavoro.

Il piccolo mondo di Roberto Fontirossi sembra così quasi dare ordinarietà ad una realtà dai tratti fiabesca magari intravista anche in anni d’infanzia ed adolescenza. Coincidente, per esempio anche temporalmente, con quella dei malati psichiatrici di un altro suo contemporaneo: il noto medico scrittore Mario Tobino.

La mostra rimarrà visitabile fino al 31 agosto in orario fino al 14 giugno mercoledì-sabato 15,30-19,30, domenica 9,30-13,30 e 15,30-19,30; dal 15 giugno martedì-domenica 18-23 (lunedì e martedì chiuso). Chi visiterà l’esposizione, potrà trovare ed acquistare anche un catalogo pubblicato da Editoriale Giorgio Mondadori.