la rassegna
|Verso Dio tra passato e futuro: il viaggio della Sagra Musicale dalla memoria di Maggini e Perosi al coro delle voci bianche
L’omaggio alla polifonia si è concluso con una ninna nanna araba
Una serata nel cuore della fede lucchese, la Cattedrale di San Martino, l’altra nella periferia, a San Vito. Sono stati due giorni carichi di significati, oltre che di eccellente musica, quelli donati dalla Sagra Musicale Lucchese alla città, a un passo dalla conclusione di questa 63esima edizione. E’ una musica sacra in movimento, quella che esce da questi due giorni, iniziati con il concerto omaggio a Emilio Maggini nei cento anni dalla nascita e a Lorenzo Perosi a 50 anni dalla morte, con una staffetta ideale tra chi ha dato lustro alla musica sacra a Lucca e chi è incaricato di farlo domani: il coro delle voci bianche, che in cattedrale hanno risuonato come invito a continuare sulla strada intrapresa.
Cantantibus Organi è stato un concerto ben riuscito, che ha mantenuto la promessa di ricordare Maggini (l’ideatore della Sagra) e Perosi (compositore di musica sacra che ha diretto il coro della Cappella Sistina per oltre cinquant’anni) con una esecuzione impeccabile del coro della Cappella di Santa Cecilia diretto dal direttore artistico della Sagra Musicale Luca Bacci e del coro delle voci bianche. Un pubblico numeroso, attento e partecipe è stata la degna cornice a un appuntamento che ha salutato la presenza di molti turisti, alcuni entrati solo per curiosare, ma rimasti poiché affascinati dalla musica dell’organo e dalla bellezza della Cattedrale. La vera sorpresa poi è stato il concerto di domenica sera nella chiesa di San Vito: quattro voci maschili e sei voci femminili hanno dato vita a un concerto dedicato alla polifonia che ha coinvolto il numeroso pubblico presente. Il programma del concerto Il canto dell’umanità dall’inquietudine alla speranza si è aperto con un omaggio a Pierluigi da Palestrina seguito da alcuni brani, di diversa origine, accomunati dalla ricerca di Dio: un contemporaneo polacco, uno folk argentino e uno composto da un mix contemporaneo tra musica tribale africana e melodie in stile celtico.
Il brano successivo, di un autore cubano, è una riflessione sul tempo, un tempo che manca e che non lascia spazio l’altro, a cui è seguita una canzone spagnola che narra l’amore di una madre, questa terna si è conclusa con una composizione corale di origine Haitiana. Il percorso dall’inquietudine alla speranza, quindi, passa dalla consapevolezza che nella condivisione, nel confronto, nella fraternità e nell’essere comunità l’inquietudine trova pace. La scoperta della comunità si completa con qualcuno da amare per continuare la ricerca di Dio senza farlo da soli. Poi il pubblico ha insistito per un bis. Gli Stereo Tipo hanno eseguito una ninna nanna araba con degli strumenti a fiato, chitarra e percussioni partendo con l’illuminazione di tre punti della chiesa: la statua della Madonna, l’Altare e il Santissimo. I cantori si erano disposti ai lati e hanno raggiunto l’altare al lume di candela, poi si sono accese le luci e la musica e le voci si sono alzate e con la direzione di uno dei cantanti tutto il pubblico ha cantato. Un bellissimo esempio di come la musica possa unire e far condividere esperienza comuni.
Il prossimo appuntamento con la Sagra Musicale Lucchese è sabato 20 giugno alle 21, nella chiesa di Sant’Alessandro.
Tutti i concerti sono gratuiti ma è opportuna la prenotazione che può essere effettuata sul sito https://www.sagramusicalelucchese.com/

