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L’altro ispettore torna, in libreria e in tv: pubblicato il secondo romanzo di Pasquale Sgrò e la serie fa il bis

La sicurezza sul lavoro ancora al centro delle storie con Mimmo Dodaro protagonista: “Gli incidenti? A volte sono veri e propri omicidi”

Mimmo Dodaro è pronto a tornare. In libreria e in tv.

Il personaggio nato dalla fantasia di Pasquale Sgrò, professionista nel settore della sicurezza del lavoro e soprattutto autore de ‘L’altro ispettore’ ha pubblicato il secondo volume della saga. Dopo Vietato pensare ecco Gli invisibili.

L’occasione propizia per cercare di carpire informazioni e novità sulla produzione letteraria.

Con Invisibili torna in libreria l’ispettore del lavoro Domenico Mimmo Dodaro. Che evoluzione ha avuto il personaggio rispetto al primo romanzo, Vietato pensare?
In Vietato pensare, Dodaro era segnato dal dolore per la perdita della moglie, dal ritorno e sistemarsi a Lucca con una figlia piccola da gestire e un ufficio che non conosceva  Quindi dalla volontà di ricominciare una nuova vita. In Invisibili, è ormai un protagonista ben definito, con un’identità professionale e personale che gli consente di affrontare le nuove indagini con maggiore consapevolezza. Incomincia a conoscere bene il mondo dove si muoverà.

Questa volta si è scelta la doppia ambientazione, quella di Lucca e quella di Viareggio: i suoi due grandi amori…
In questo secondo romanzo della serie vengono tratta due indagini in due ambienti lavorativi diversi. In entrambi emergono responsabilità che si dissolvono e lo stesso isolamento per chi muore sul lavoro. Gli incidenti avvengono a Lucca e a Viareggio, due città che amo profondamente e che nel romanzo non restano semplice fondo, ma sono parte integrante del racconto. La loro quotidianità convive con le ombre dell’indagine.

Il filo conduttore resta quello della sicurezza sul lavoro, quello che ha portato a far nascere per la prima volta dei gialli che vedono protagonista un ispettore del settore. Viste le cronache di tutti i giorni questo tipo di sensibilizzazione appare quanto mai di attualità…
Purtroppo le morti sul lavoro restano un problema sociale serio, che dev’essere affrontato senza discorsi di facciata. Non c’è un metodo riconosciuto per farlo, ma una serie di provvedimenti da mettere in atto. Ne cito alcuni: capire che gli infortuni sul lavoro sono un problema di tutti, senza colore politico; che bisogna  affrontare i problemi di sicurezza nella sostanza e non solo con la carta. I bei documenti non servono a prevenire gli infortuni, ma sopno solo uno scudo perfetto per giustificarsi. Incominciare a chiamare le cose col nome giusto, quindi basta morti bianche, fatalità, tragico destino, doveva succedere… Le morti sul lavoro a volte sono solo omicidi; Servirebbe istituire un unico Ente nazionale che si occupi di tutelare la salute e la sicurezza sul lavoro e infine aumentare il numero degli ispettori e pagarli bene, perché svolgono una funzione sociale importante, come gli insegnanti a cui affidiamo l’educazione dei nostri figli e nipoti, anche loro sottopagati e maltrattati.

L’altro ispettore non è solo Domenico Dodaro, ma una serie di personaggi che lo completano e lo arricchiscono. C’è in questo volume o è prevista in futuro qualche new entry.
In questo romanzo Invisibili, prende consistenza la figura di Peppino Girella il centralinista-usciere-cruciverbista, un napoletano trasferitosi in Toscana che dà del voi all’ispettore come ancora è uso fare con le persone importanti in alcuni quartieri di Napoli. Quando qualcosa lo  turba incomincia a parlare in dialetto napoletano. Per Dodaro quella lingua è musica e inoltre intuisce se tutto è tranquillo o è successo qualcosa di grave. Nel prosieguo della serie cartacea entreranno in gioco altre figure finora appena accennate, ma che arricchiranno la famiglia dell’ispettorato del lavoro di Lucca, perché un ispettorato è fatto di tante funzioni e tutte importanti.

Il romanzo Vietato pensare è stato accompagnato anche dal grande successo della serie tv con protagonista Alessio Vassallo e Francesca Inaudi, di cui è stata annunciata di recente la seconda stagione. Qualche anticipazione?
Sulla serie tv che andrà in onda su Rai Uno in prima serata, posso solo dire che verrà mantenuta la struttura che ha permesso un grande successo di pubblico e di critica, anche se si cercherà di rendere più accattivanti le inchieste di puntata con qualche novità, che non posso svelare.

In lei prevale la soddisfazione personale per il successo dei romanzi o quella per il messaggio che invia sul tema della sicurezza del lavoro?
Nei miei libri utilizzo le indagini come strumento per raccontare il mondo del lavoro e le sue contraddizioni, la dignità delle persone e il prezzo dell’indifferenza. Lo scopo ultimo, anche per Dodaro, non è risolvere un caso, ma far si che il lettore (o lo spettatore) si interroghi sul valore della vita umana, sul peso delle responsabilità individuali e collettive e sulla facilità con cui alcune persone, spesso invisibili, vengono dimenticate e restano solo numeri per le statistiche.

Vietato pensare, Gli invisibili… e poi?
Dopo Vietato Pensare  e Invisibili ci sarà di sicuro un seguito perché ho già scritto altri 12 romanzi della serie L’altro ispettore. Vorrei però, contemporaneamente,  poter pubblicare altri libri a fumetti, con l’Ispettore Felicino, indirizzati ai bambini, per far capire loro che l’approccio alla sicurezza dev’essere assimilato fin da piccoli e come avere la percezione del rischio nella quotidianità: a scuola, a casa, mentre si gioca.

È sempre impegnato in presentazioni in tutta Italia. C’è in programma qualche appuntamento in zona?
Si, l’11 luglio sarò a Polignano a Mare a presentare il libro Invisibili, il mio ultimo romanzo. Il prossimo 24 luglio, venerdì, lo presenterò a Lucca alla sala congressi della Fondazione Banca del Monte e il 27 luglio invece lo presenterò a Viareggio.