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Scultura della discordia fuori Porta Sant’Anna, Pierotti: “C’è stata irriverenza da parte dei committenti”

Lo scultore torna sulla polemica: “Ha vinto un concorso internazionale, poi il silenzio. Non so se tornerò a scriverci o rimetterò le foglie”

Un dialogo che almeno al momento non si riavvia. Non si sbroglia la matassa di una questione diventata ormai spinosa.

Abbiamo contattato Stefano Pierotti, classe 1964, a riguardo della sua scultura Oltre le radiciubicata in piazzale Boccherini fuori Porta Sant’Anna. Dopo varie vicissitudini, il monumento dedicato alla memoria dei migranti lucchesi nel mondo, è stato al centro di una lunga serie di contestazioni fra l’artista pietrasantino ed il Comune di Lucca. Fin dalla sua inaugurazione avvenuta sette anni fa.

Stefano Pierotti, scultura, Oltre le radici

“Quella scultura a forma di albero stilizzato, voglio ricordarlo ancora una volta – dice Pierotti – vinse un concorso internazionale indetto e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, in collaborazione con la Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti. Il concorso stato indetto per celebrare i 50 anni dell’associazione Lucchesi nel Mondo. Prevalse su quasi un centinaio di progetti proposti da altri artisti. L’opera doveva essere collocata nell’aiuola all’interno di Porta San Pietro. Praticamente sotto il castello che ospita la sede dei Lucchesi nel Mondo. Ma successivamente la commissione paesaggistica del Comune di Lucca – precisa lo scultore – nonostante il voto della giuria a favore, decise per la collocazione della mia statua fuori Porta Sant’Anna”.

L’opera era stata pensata come un complesso scultoreo composto da tre blocchi. Una struttura in acciaio che in maniera forte omaggiava l’emigrazione storica della Lucchesia. “Senza – fa notare Pierotti – una vera discussione fra le parti o comunque un chiarimento la mia scultura fu messa fuori le Mura. L’albero stilizzato in origine doveva rappresentare i Lucchesi nel mondo. Volevo mettere anche in risalto che ciascuno di noi ha le radici della propria terra e non c’è distinguo fra nazioni e paese”. Nel tempo sono state aggiunte dallo stesso artista e poi rimosse alcune scritte e la bandiera di Gaza come forma di protesta per le decisioni prese sulla statua, successive alla sua vittoria del concorso.

Fra le scritte era stato inserito anche un messaggio tratto dai versi di Pier Paolo Pasolini Oggi è domenica, domani si muore. Con l’aggiunta poi ancora a questa frase di in mare. Una frase inserita da Pierotti sia per far notare una scarsa attenzione verso gli artisti che per porre al centro dell’attenzione il dramma delle morti dei palestinesi a Gaza e degli sbarchi in mare.

Nel frattempo all’opera sono state staccate la maggior parte delle foglie dei rami ed è stata anche aggiunta della vernice con le scritte dallo stesso artista. Ma la Soprintendenza ha evidenziato l’incompatibilità delle successive modifiche all’installazione rispetto alla tutela dell’area monumentale vincolata. Tutto quanto ricade sulla zona di piazzale Boccherini non può essere infatti modificato. Così veniva fatto notare a febbraio di quest’anno dalla stessa amministrazione comunale di Lucca che se l’autore vuole che la sua opera possa subire modifiche questo è possibile soltanto trasferendola in una zona non vincolata dal punto di vista monumentale.

“Non era stato facile accettare – dice Stefano Pierotti – che la mia opera avesse una location diversa da quella prevista inizialmente. Poi, fra l’altro, fuori dalle mura. Senza dimenticare che non sono stato nemmeno coinvolto. Come invece mi era stato assicurato, anche per la realizzazione di un catalogo. Adesso la mia scultura Oltre le radiciè stata completamente ripulita a febbraio dalle scritte da parte di persone ancora non note. Ma – aggiunge – è sempre lì. Non so se tornerò a scrivere qualcosa che sento. Né, se ci fosse possibilità, che abbia voglia di rimettere le foglie ai rami, come successo per la vittoria del concorso. Tutta questa vicenda – prosegue Pierotti – mi ha comportato profonda sofferenza. C’è stata irriverenza da parte dei committenti.Mai sentita riconoscenza per quello che ho realizzato. Non c’è stato purtroppo – conclude – dialogo fra le parti. Ci si poteva sedere e trovare una soluzione. Sarebbe stato sicuramente più corretto”.