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Più di quaranta canzoni e due ore e mezzo di concerto per l’ultima notte del Summer Festival

Il Lucca Summer Festival 2026 si è congedato con un lungo viaggio nella storia della musica italiana. Ieri sera (29 luglio) oltre seimila persone hanno riempito piazza Napoleone per il concerto dei Pooh, chiamati a chiudere la manifestazione nell’anno in cui celebrano i sessant’anni di carriera.

Per la band si è trattato della prima partecipazione al festival lucchese: un debutto arrivato in occasione del tour Pooh 60 – La nostra storia – Estate, costruito per ripercorrere un cammino iniziato nel 1966 e attraversato da canzoni ormai entrate nella memoria collettiva.

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Sul palco Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli hanno proposto uno spettacolo di due ore e mezzo, sostenuto da un grande apparato scenografico fatto di immagini, filmati e giochi di luce. Una produzione imponente che, tuttavia, non ha tolto centralità alle canzoni.

La scaletta, composta da oltre 40 brani, si è aperta con Viaggi e Banda nel vento, dando subito il via a un racconto musicale capace di alternare pagine meno frequenti nei concerti ai grandi classici attesi dal pubblico. Al centro dello spettacolo hanno trovato spazio passaggi più intensi e articolati come Parsifal, Pierre, Notte a sorpresa, Uomini soli e Giorni infiniti.

Piazza Napoleone ha risposto fin dalle prime note fino a divenire, progressivamente, un grande coro. A riempirla non erano soltanto i fan della prima ora, ma anche famiglie, giovani e spettatori che quelle canzoni le hanno conosciute attraverso i dischi e i ricordi dei genitori. Il filo comune era la familiarità con un repertorio che parla di amore, amicizia, inquietudini, gioie e malinconie con un linguaggio rimasto riconoscibile nel tempo.

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Il concerto ha mostrato anche la solidità musicale dei quattro protagonisti. La voce e le tastiere di Roby Facchinetti, la chitarra di Dodi Battaglia, il basso e la presenza scenica di Red Canzian, il ritorno di Riccardo Fogli hanno dato forma a uno spettacolo di livello in costante dialogo con la platea.

Non sono mancati i momenti dedicati a chi ha contribuito in modo decisivo alla storia dei Pooh. Il ricordo di Valerio Negrini, fondatore del gruppo e autore di gran parte dei testi fino alla sua scomparsa nel 2013, e quello di Stefano D’Orazio, storico batterista morto nel 2020, sono stati accolti da lunghi applausi. Due presenze ancora vive nelle parole, nelle immagini e soprattutto nelle canzoni eseguite sul palco. Nonostante il caldo rimasto intenso anche durante la serata, il pubblico ha seguito il concerto senza cedimenti. Nella parte finale molti spettatori hanno lasciato le sedie per avvicinarsi al palco, ballare e cantare insieme alla band.

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L’ultima sequenza ha concentrato alcuni dei successi più conosciuti: Piccola Katy, Tanta voglia di lei, Dammi solo un minuto, Noi due nel mondo e nell’anima, Pensiero. A chiudere definitivamente il concerto è stata un’energica interpretazione di Chi fermerà la musica, intonata dall’intera piazza come un ultimo saluto ai Pooh e all’edizione 2026 del festival.

(le foto sono di Francesco Prandoni)