il poeta
|Da Picasso ai dipinti giapponesi: guarda a Lucca il patrimonio donato da Ungaretti a Bruna Bianco
La proposta dello storico dell’arte Paolo Linetti: in città opere, gioielli e abiti legati al poeta, insieme a sei preziosi dipinti giapponesi
La visita di Bruna Bianco a Lucca potrebbe diventare il primo passo verso un progetto espositivo capace di rafforzare il legame fra la città e Giuseppe Ungaretti. Ad accompagnare l’avvocata italo-brasiliana, ultima musa e compagna del poeta, è stato Paolo Linetti, storico dell’arte giapponese che negli anni ha collaborato a numerose iniziative culturali lucchesi e che adesso propone di portare in città due mostre dedicate a quell’amore e al patrimonio artistico che ne conserva la memoria.
Sabato scorso (22 agosto) Bruna Bianco ha visitato la sede dell’associazione Lucchesi nel Mondo, accolta dalla presidente Ilaria Del Bianco, dal consigliere Bruno Micheletti e da Umberto Sereni. La visita è proseguita a Palazzo Ducale, davanti alla lapide dedicata nel 2022 al “lucchese nato ad Alessandria d’Egitto”: un modo per incontrare finalmente la città del Serchio, il fiume delle origini familiari cantato da Ungaretti nella poesia I fiumi.
Bianco conobbe il poeta a San Paolo del Brasile nel 1966. Lei aveva 26 anni, lui 78. Ne nacque una relazione intensa e ricambiata, vissuta fra due continenti fino alla primavera del 1969 e affidata soprattutto alle lettere. Sono 377 quelle scritte da Ungaretti e pubblicate da Mondadori nel 2017 nel volume Lettere a Bruna.
“È un carteggio che ci restituisce un’immagine estremamente luminosa e ottimistica di Ungaretti – racconta Linetti –. Con Bruna parlava soprattutto delle cose belle. Era un legame ‘verde’, il colore della speranza”. Verde era anche l’inchiostro usato dal poeta nelle lettere alla sua musa. Un rapporto che ha attraversato la lontananza e il tempo: ancora oggi Bianco mantiene l’impegno di prendersi cura in Brasile della tomba del figlio di Ungaretti, morto a nove anni e sepolto a San Paolo.
Fra i doni scambiati dalla coppia c’erano pietre preziose che Bruna inviava al poeta e che Ungaretti utilizzava per fare realizzare, sulla base di propri disegni, collane dalla linea sorprendentemente moderna. Ma soprattutto opere d’arte. Bianco ha conservato dipinti e lavori di Pablo Picasso, Lucio Fontana, Amedeo Modigliani e Alberto Burri, insieme ad abiti, gioielli e altri oggetti legati alla loro storia.
Da questo patrimonio nasce il primo progetto immaginato per Lucca. “Ci piacerebbe portarvi M’illumino d’immenso – spiega Linetti –: una mostra con le opere che Ungaretti regalò a Bruna, i suoi vestiti e i suoi gioielli. Sarebbe un modo per raccontare non soltanto il poeta, ma anche la donna che ha custodito e condiviso la bellezza ricevuta da lui”.
Proprio attraverso una parte ancora poco conosciuta di questa eredità Linetti ha incontrato Bruna Bianco. La donna gli aveva chiesto di approfondire la provenienza e il valore di alcune opere orientali donatele da Ungaretti. L’indagine ha rivelato che non si trattava di stampe, come inizialmente si pensava, ma di dipinti giapponesi su fondo oro, databili tra il XVI e il XVIII secolo, con testi tratti dall’Ise monogatari e realizzati attraverso tecniche particolarmente raffinate.
“Il nucleo più antico risale al Cinquecento e ha un valore straordinario – prosegue Linetti –. Le opere facevano parte della raccolta del cardinale Paolo Marella, nunzio apostolico in Giappone e figura fondamentale nella storia dei rapporti fra il Vaticano e il Paese. Ungaretti le acquistò a Roma da un prestigioso antiquario e le regalò a Bruna, che le fece poi spedire in Brasile”.
Una selezione di sei opere cinquecentesche è al centro della mostra Mirabili contemplazioni, il secondo progetto che Linetti vorrebbe proporre a Lucca. Un’esposizione piccola nelle dimensioni, ma preziosa per qualità e rarità, capace di mettere in dialogo poesia, immagine, Oriente e Occidente.
La proposta poggia anche sul rapporto consolidato fra Linetti e la città. Lo studioso ha curato iniziative dedicate alla seta per i Lucchesi nel Mondo, la mostra Hokusai e le origini del Manga per Lucca Comics & Games nel 2019 e, in occasione di Murabilia 2021, un progetto che intrecciava il folclore giapponese e il mondo delle piante, in collaborazione con Alessandra Sani e l’Orto botanico. Da tempo conduce inoltre studi e ricerche con la Fondazione Giacomo Puccini e sta lavorando con Bruno Micheletti a una pubblicazione sulla seta, incrociando fonti giapponesi e storia locale.
Il racconto dell’ultimo amore di Ungaretti ha già avuto un passaggio lucchese con la presentazione, a cura dell’associazione Millimètrica, del documentario Ho inghiottito Ungà di Riccardo Banfi. Nel film le lettere del poeta prendono voce attraverso Roberto Herlitzka, in una delle ultime interpretazioni dell’attore scomparso nel 2024.
Le mostre immaginate da Linetti potrebbero adesso aggiungere a questo racconto gli oggetti, i gioielli e le opere che hanno attraversato quella storia. E trasformare la visita di Bruna Bianco non soltanto in un omaggio alle radici lucchesi di Ungaretti, ma nell’inizio di un suo ritorno a Lucca attraverso l’amore e l’arte.





