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La proposta dell’Associazione Toscana Volontari della Libertà: “Si realizzi un unico museo della memoria”

La realtà lucchese propone di fondere museo del Risorgimento e museo della Liberazione: “Pronti a gestire e contribuire a nuova struttura”

L’Associazione Toscana Volontari della Libertà coglie l’occasione del dibattito sul futuro del Museo del Risorgimento per lanciare una proposta più ampia: unire il museo del Risorgimento e il museo storico della Liberazione in un unico museo storico di Lucca, con un percorso che racconti la città e l’Italia dal 1848 al 1945 — dal Risorgimento e dell’Unità d’Italia, attraverso le guerre mondiali e il fascismo, fino alla Resistenza e alla Liberazione.

Una nuova realtà: il museo della memoria.

“Un  luogo – dice Atvl – nel quale raccontare la storia e i suoi orrori attraverso tanti piccoli oggetti, ma anche saper raccontare la storia che ha portato alla nascita della nostra Repubblica Democratica”. Secondo Atvl “Comune e Provincia di Lucca dovrebbero unire patrimoni, competenze e risorse per realizzare il progetto, superando la separazione tra le due esperienze museali. Non si tratterebbe quindi di trovare una nuova sede al solo Museo del Risorgimento o di riaprire separatamente quello della Liberazione, ma di integrare i due patrimoni in un’unica realtà”.

“La sede indicata oggi è il Cortile degli Svizzeri – spiga l’associazione – dove il Museo del Risorgimento dovrebbe rimanere, ampliando però gli spazi attuali con il recupero dell’area un tempo occupata dalla caffetteria. In questo modo si potrebbero accogliere e valorizzare anche cimeli, documenti e fotografie del Museo della Liberazione, rendendo il cortile il cuore del nuovo museo unico. Ma naturalmente ogni altra soluzione possibile sarà ben accolta. Sul fronte del patrimonio (molto ricco e ampio), Atvl sta lavorando insieme al Centro studi di storia contemporanea Carlo Gabrielli Rosi per ricostruire la consistenza degli oggetti e documenti del Museo della Liberazione, confrontando gli inventari storici con la documentazione relativa allo sgombero del 2020, con l’obiettivo di restituire questo patrimonio alla città attraverso una nuova valorizzazione museale”.

Concretamente Atvl propone che “Comune e Provincia aprano un tavolo istituzionale e tecnico per definire il progetto: verifica per una nuova sede, ricognizione dei patrimoni, definizione del nuovo percorso espositivo, modello di gestione e risorse necessarie. L’associazione si dichiara pronta a mettere a disposizione il proprio patrimonio, le competenze, l’esperienza e il volontariato, ricordando che i Volontari della Libertà nacquero a Lucca immediatamente dopo la fine del secondo conflitto mondiale e che ben presto riunirono tutte le voci democratiche della provincia. Da Maria Eletta Martini ad Augusto Mancini, da Maurizio Sardas a Carlo Gabrielli Rosi, da Giorgio Di Ricco a Raffaello Fambrini, fino ai tanti partigiani dell’XI Zona di Pippo, del Gruppo Valanga, del battaglione del colonnello Brofferio, della divisione Lunense, e le donne come Mamma Viola, o le mamme di Leandro Puccetti e Manrico Ducceschi”.

“Atvl è dunque la realtà – conclude la nota – democratica, inclusiva, competente e storicamente inserita nel tessuto connettivo dei valori costituzionali di Lucca e della sua provincia idonea e pronta a gestire il nuovo Museo della memoria”.