architettura
|La Toscana contemporanea porta la firma di Pietro Carlo Pellegrini
Quattro opere dello studio lucchese entrano nel racconto dei primi 25 anni di architettura del nuovo millennio: la Fondazione Lazzareschi di Porcari, la sede di Lucense a Sorbano, la Casa dell’apicoltore di Ponte a Moriano e il complesso Resortis di Fiesole
Ci sono anche quattro opere firmate dallo studio del lucchese Pietro Carlo Pellegrini tra le architetture più significative realizzate in Toscana nel primo quarto del nuovo millennio. La selezione, compiuta nell’ambito della mostra Toscana Architetture 2000-2025 (allestita fino al 21 settembre a Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati, in piazza Duomo a Firenze), comprende il Palazzo di Vetro della Fondazione Giuseppe Lazzareschi di Porcari, l’edificio di Lucense, realizzato all’interno del Polo Tecnologico Lucchese di Sorbano, la Casa dell’apicoltore a Ponte a Moriano e l’edificio residenziale Resortis di Fiesole, unico dei quattro interventi situato fuori dalla provincia di Lucca. Quattro progetti diversi per funzioni, dimensioni e contesto, ma accomunati da una ricerca attenta sui materiali, sul rapporto tra gli edifici e il territorio e sull’equilibrio fra tradizione e linguaggi contemporanei.
Il Palazzo di Vetro della Fondazione Lazzareschi, in piazza Felice Orsi a Porcari, fu commissionato nel 1999 e inaugurato nel 2003 come spazio cittadino dedicato a eventi culturali, mostre e iniziative sociali. L’edificio si sviluppa su due livelli fuori terra e uno interrato e ospita sale espositive, una sala conferenze, un archivio, uffici e servizi. Il volume, apparentemente semplice, è caratterizzato all’esterno dal rivestimento continuo in lastre di vetro temperato: il colore, giallo opaco alla base, sfuma progressivamente fino a diventare traslucido. Alla sobrietà dell’involucro si contrappone la varietà dei materiali interni, con pavimenti in cemento levigato, rivestimenti in legno e pilastri e collegamenti verticali in cemento a vista.
È invece legato alla rigenerazione di un’area produttiva dismessa il progetto dell’edificio che ospita Lucense, sorto a Sorbano negli spazi un tempo occupati dagli stabilimenti dell’oleificio Bertolli. Il complesso è stato realizzato dalla Camera di Commercio di Lucca con il sostegno della Regione Toscana e della Cassa di Risparmio di Lucca. L’edificio progettato da Pellegrini ospita uno dei più autorevoli organismi di ricerca industriale attivo nello sviluppo sperimentale, nel trasferimento tecnologico e nella divulgazione. I nuovi volumi hanno sostituito quelli preesistenti senza consumare ulteriore suolo, seguendo criteri di sostenibilità ed efficienza energetica. All’esterno spiccano i pannelli in lamiera verde e le fasce orizzontali in rilievo, utilizzate anche come schermature solari.
La Casa dell’apicoltore, a Ponte a Moriano, unisce invece abitazione e lavoro. L’intervento è composto dalla residenza dell’artigiano e dal laboratorio destinato alla produzione, collegati da una passerella tra la terrazza della casa e il pergolato dell’area produttiva. Lo spazio di raccordo funziona anche come deposito all’aperto e zona per lo smistamento delle merci. Le facciate sono realizzate con mattoni fatti a mano lasciati a vista, infissi metallici, oscuranti in legno e cornicioni in travertino di Rapolano.
Completa la selezione l’edificio residenziale Resortis, realizzato nell’area degli ex macelli di Fiesole. Il complesso comprende 22 appartamenti riuniti in un unico fabbricato articolato in tre corpi sfalsati. Sorge su un terrapieno rialzato e si sviluppa su tre piani fuori terra, oltre a un livello interrato destinato ai parcheggi. Il tetto a falde rivestito in cotto e le tonalità terrose delle facciate richiamano la tradizione toscana e favoriscono l’inserimento dell’edificio nel paesaggio. Gli appartamenti al piano terra dispongono di giardini affacciati sulla vallata, mentre quelli superiori sono dotati di balconi panoramici.
La mostra nasce con l’obiettivo di spostare lo sguardo dalla Toscana rinascimentale alla sua produzione contemporanea. “Troppo spesso, quando incrociamo la parola architettura con la Toscana, è quasi scontato tornare indietro al Rinascimento o ad altre grandi stagioni di creatività, innovazioni e realizzazioni di tempi distanti – spiegano i promotori –. Più difficile che la nostra attenzione si appunti sul Novecento e ancora meno sulla contemporaneità“. Da qui la scelta di raccontare le opere più significative realizzate tra il 2000 e il 2025. “L’intento è quello di mostrare quanto l’architettura toscana di qualità sia ancora viva e capace di trasformare in meglio le nostre città e i nostri territori, senza voltare le spalle alla grande tradizione delle epoche precedenti”.
Curata da Andrea Aleardi e Nadia Musumeci della Fondazione Giovanni Michelucci, l’esposizione propone dunque un viaggio alla scoperta dell’architettura moderna e contemporanea della regione. La rassegna è promossa e sostenuta dall’assessorato alla cultura della Regione Toscana e dalla Fondazione Giovanni Michelucci, con il Comune di Fiesole come copromotore, con il patrocinio di Ministero della cultura, Città metropolitana di Firenze, Comune di Firenze, Ordine Architetti Firenze/Fondazione Architetti Firenze e in collaborazione con la Direzione generale creatività contemporanea del Mic, l’Università di Firenze/Dipartimento di Architettura, Centro Pecci di Prato, Federazione Architetti Toscana, Ance Toscana, Inu Toscana, In/arch Toscana, Aaa-Italia e Docomomo Italia.





















