L'annuncio
|Lost and found in… Lucca: produzione svedese in città per realizzare un nuovo film
Visita in città durante il Lucca Film Festival per mettere in cantiere i lavori, a caccia di troupe e location. Il ‘gancio’ è Ivano Fucci
Metti una sera intorno a un tavolo. A parlare di cinema e di Puccini, delle bellezze del territorio e di letteratura.
Il miglior modo per presentare un nuovo progetto cinematografico che ha molti e forti legami con Lucca. Diventerà un film, infatti, il libro di Peppe Ekmark, Lost and found in Tuscany. Un libro di rinascita e di cura che ha come protagonista, con qualche cenno anche autobiografico, un uomo svedese che nelle campagne della Val d’Orcia trova l’amore e, soprattutto, ritrova sé stesso.
Peppe Ekmark
Peppe, come tutti i protagonisti di questo progetto, è svedese di Stoccolma. Ma da quasi sette anni vive a Colle di Compito e si sente toscano di adozione. Di questa storia sono stati acquistati i diritti che renderanno la vicenda un film ambientato (anche) dalle nostre parti. Il produttore è Tobias Bringholm, svedese anche lui, che per la regia ha scelto Erik Leijonborg, una lunga carriera fra cinema e televisione, a cavallo fra la Svezia e la Gran Bretagna, con produzioni anche importanti, alcune delle quali arrivate o in procinto di arrivare anche dalle nostre parti.
Tobias Bringholm con Erik Leijonborg
Il nesso con Lucca è la figura di Ivano Fucci, lucchese, produttore esecutivo italiano di Infinity Films Srl, che assieme agli executive producers Raika Khosrvari e Stefano Mutolo di Berta Film contribuirà a rendere il progetto realtà.
Due i primi obiettivi di questo gruppo affiatato e già orientato verso la realizzazione del film: il casting e la ricerca delle location. Sui nomi degli attori tutto è top secret: si sa solo che l’attore principale sarà svedese e l’attrice protagonista italiana, un importante nome emergente del cinema nazionale, almeno così si vocifera.
Ieri (2 ottobre), all’indomani della presentazione informale avvenuta all’Angolo Nove, avvenuta alla presenza anche del presidente del Lucca Film Festival, Nicola Borrelli, del responsabile della comunicazione del festival Carlo Dutto e del critico cinematografico Fabio Ferzetti, è stato il giorno dei sopralluoghi. La troupe ha visionato alcune ville delle colline lucchesi e capannoresi, che potrebbero ospitare alcune delle riprese, e incontrato l’assessore al turismo del Comune di Lucca, Remo Santini, da sempre impegnato in prioma persona nell’attrarre in città produzioni cionematografiche.
Possibile anche un legame con la musica di Giacomo Puccini. Era presenta anche il direttore della Fondazione intitolata al maestro, Luigi Viani, che all’ombra della statua a lui dedicata ha fatto ascoltare ai presenti alcune suggestioni pucciniani che potrebbero ispirare anche una possibile e futura colonna sonora.
Solenne ed evocativa la conclusione affidata alle parole di Ivano Fucci che ha auspicato come il messaggio del film possa essere che la Toscana, Lucca in particolare, sono luogo di cura e guarigione dello spirito e dell’anima. Per perdersi e poi ritrovarsi, magari all’ombra delle mura rinascimentali della nostra città.
Ultimo, ma non ultimo, il profilo di opportunità lavorative: l’intenzione è, infatti, costruire una troupe il più possibile locale, che coinvolga professionisti del territorio e crei nuove opportunità di lavoro e crescita per le competenze cinematografiche. Di professionalità, anche da questo punto di vista, non ne mancano. Il supporto, da Comune e Lucca Film Festival, è praticamente già garantito. La produzione, insomma, parte davvero sotto i migliori auspici.


