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Tornano le note del camaiorese Gasparini con Auser Musici

Auser MusiciIl centro di promozione musicale Animando propone, per le 21 di questa sera (1 giugno) un raffinato concerto di musica barocca affidato all'interpretazione dell'ensemble vocale e strumentale Auser Musici. L'evento si terrà in Sala Ademollo, a palazzo Ducale, a ingresso libero – e non, come in un primo momento era stato annunciato, nei sotterranei del baluardo San Paolino. Verranno eseguiti con strumenti d'epoca alcuni brani nati dall'ingegno di un autore originario di Camaiore, Francesco Gasparini, oggi immeritatamente dimenticato ma che fu collega di Vivaldi a Venezia.

Ma anche una cantata teatrale di Niccolò Porpora, napoletano, maestro del noto cantante lirico castrato Farinelli. A introdurre e dirigere il concerto – impreziosito dalla voce soprano di Roberta Invernizzi – sarà il maestro Carlo Ipata. “Il concerto di questa sera – spiega – è dedicato a due compositori di due generazioni differenti che con Venezia ed i suoi teatri hanno avuto relazioni strettissime. In particolare per quanto riguarda Gasparini, dopo la sinfonia dell'opera Engelberta, dalla forma tripartita italianissima, con un bel movimento lento centrale incastonato da due variopinti movimenti veloci, ci concentreremo sul suo titolo più famoso, Bajazet, che il compositore musicò ben tre volte: la prima, col titolo Tamerlano, nel 1711, per il Teatro San Cassiano di Venezia, la seconda, messa in scena a Reggio Emilia nel 1719 (alla quale si ispirò largamente Haendel per il suo Tamerlano), la terza, anch’essa allestita a Venezia, nel 1723. Quella del 1719, è l'unica versione che ci è giunta completa (registrata da Auser Musici per Glossa nel 2015) mentre le altre due versioni ci sono giunte solo con un corpus di poche ma interessantissime arie. Noi – prosegue Ipata – ascolteremo stasera tre arie tratte dalle due versioni veneziane. Con l’aria Par che mi nasca in seno il personaggio di Irene rivela il suo bisogno di serenità e speranza grazie al flauto dolce obbligato e a un andamento ternario in una tipica aria di 'sentimento'. Il personaggio femminile antagonista di Irene, Asteria, canta le due arie di furore Cor di padre (con oboe obbligato) e Piaghe e morte, dove il senso di distruzione e furore evocato dal personaggio è realizzato con una scrittura quasi percussiva degli archi. Il programma della serata – continua il maestro - comprende anche Qui ti scrivo o nome amato, un’aria con tiorba obbligata, tratta da l'Oracolo del fato, componimento da camera composto da Gasparini per la corte di Vienna. In quest’aria il pubblico potrà trovare un esempio della straordinaria vena melodica del musicista lucchese. Sebbene la fama di Gasparini sia giunta fino a noi grazie all'importanza del suo Armonico pratico al cimbalo, pubblicato proprio a Venezia nel 1708, dobbiamo ancora esplorare il suo grande lascito di operista per apprezzare il raffinatissimo e nobile stile di questo grande compositore, vissuto in un periodo di trasformazione del teatro musicale. Proprio il tramonto di Gasparini (morto a Roma nel 1727) coincide con il sorgere di uno dei nuovi astri del melodramma italiano, Niccolò Porpora, che in quegli anni faceva rappresentare a Venezia il suo Siface (1726) che gli valse il posto di maestro al Conservatorio degli Incurabili. Fu a Venezia, e nella stessa epoca, che scrisse per gli allievi del suddetto conservatorio, dodici belle cantate la cui prima edizione comparve a Londra nel 1735. Articolata in una sinfonia e due arie con relativi recitativi, opposte per carattere e pathos, la cantata Or che d'orrido verno rappresenta un perfetto stile di cantata teatrale. La presenza del traverso concertato richiama la bachiana cantata Bwv 209 Non sa che sia dolore, ma in una scrittura tutta italiana che nell'aria Lungi dal ben che s'ama raggiunge livelli di inusitata bellezza”. Appuntamento dunque a questa sera, per la riscoperta di questi grandi autori. 

 

Ultima modifica ilVenerdì, 01 Giugno 2018 18:29

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