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Ljd, Sanchietti: “Difficile fare jazz al femminile”

ceciliasanchielli1Dopo il grandissimo successo ad Artè proseguono gli applausi per la 14esima edizione di Lucca jazz donna che ieri sera (12 ottobre) ha visto sul suo palco altri grandissimi talenti tutti al femminile come le magnifiche principesse del sound Cecilia Sanchietti, Nicoletta Noè, Silvia Valtieri e Giulia Galliani. Location speciale quella di ieri che per la prima volta ha visto protagoniste le magnifiche sale del Real Collegio, grazie, come sempre, del sostegno del Circolo Lucca Jazz insieme al Comune di Lucca, del Comune di Capannori, della Provincia di Lucca, con il sostegno dalla Regione Toscana, della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Banca del Monte di Lucca. Come non ricordare, poi, anche lo staff che ormai da anni si batte per portare sul palco non solo grande musica ma anche strepitosi esempi di forza femminile che, nonostante le difficoltà, si sono fatte strade nel mondo conquistandone le vette più alte. A presentare la serata Michela Panigada: “Ricordo che il festival nasce da un’idea di Giampiero Giusti ben 14 anni fa, uno staff di donne capitanato dall’infaticabile presidente Vittorio Barsotti. Qua sono arrivate ragazze che poi sono diventate famosissime in giro per il mondo, soprattutto quelle che hanno suonato la batteria”.
Ed è stata proprio una batterista, infatti, la prima artista a salire sul palco del Real Collegio: dopo anni di assenza, per la terza volta, ecco tornare la strepitosa Cecilia Sanchietti, batterista ma anche compositrice, direttrice artistica del festival e network Women in jazz, ma, soprattutto, una donna coraggiosa che ‘usa le spazzole come se fossero acquerelli’. E’ proprio al coraggio che è dedicato il suo nuovo album La terza via, accompagnata da Nicolas Kummert al sassofono, Pierpaolo Principato al pianoforte e Marco Siniscalco al basso elettrico.


Ma è davvero così difficile fare jazz ed essere donne? “Sì – ci ha risposto l’artista – è difficile sia con il pubblico che con gli organizzatori. La ‘terza via’ è una strada difficile che però realizza veramente te stesso ed è proprio a lei, al coraggio che ne è protagonista, che ho deciso di dedicare gran parte dei pezzi del nuovo album. Coraggio di fare scelte rifiutando le soluzioni semplici e ovvie della vita, sia nell’ambito personale che in quello professionale. Avere la forza di costruire la propria strada nonostante intorno a te ci siano persone che non ti rappresentano: o ti adegui o ti costruisci, appunto, una ‘terza via’. La prima volta che sono venuta qui a Lucca era nel 2009 e il festival aveva organizzato un concorso per artiste emergenti. Sono tornata nel 2015 presentando il mio primo album, Circle time, e per me è una grande emozione tornare qui stasera presentando anche il mio secondo lavoro". 
"Mi sono avvicinata al jazz – ha raccontato l’artista – perché mi piace il suo modo di essere sempre diverso ogni volta anche se in realtà suoni esattamente le stesse note. Ogni volta crei cose nuove e credo che questo mi esprima appieno. È una musica dalla grande capacità empatica e spero che questo mio modo di essere ‘leader’ nel mio genere sia un grande stimolo per le donne. Sper di fare da esempio”.
Ma parliamo dell’album che ieri sera è riuscito ad affascinare il pubblico: La terza via – The third side of the coin"è uscito per l'etichetta statunitense Blu Jazz-Chicago ed è un progetto ‘melodico’ dal suono riflessivo e caratterizzato dall'apertura alla contaminazione con altri generi: funky, pop, richiami etnici, conduzioni even eights e atmosfere Ecm che hanno reso i pezzi particolari e sempre nuovi. L'album ha anche un respiro internazionale: un'etichetta statunitense, un ospite belga e si onora anche delle note di copertina di Ronald Savage ed ha già avuto importanti recensioni anche estere (Downbeat, All About Jazz, Musica Jazz).
Ma come al solito la serata non si è concentrata solo sulla musica e sulla grandezza femminile: all’ingresso, infatti, anche I segni della musica, la straordinaria mostra d’arte firmata da uno dei pilastri della manifestazione, Bruno Pollacci. Speaker radiofonico, insegnante di anatomia all’accademia delle belle arti di Pisa, critico d’arte e, ovviamente, anche jazzista e pittore. Una mostra, quella di Polacci, che in varie tecniche di pittura come l’acquerello e il carboncino vede rappresentati i mostri della musica internazionale. Un’idea, quell’artista, nata dal suo grande amore per la musica che negli anni gli ha fatto conoscere grandi musicisti quando ancora non erano nessuno. All’ingresso, il pubblico del festival ha inoltre avuto la possibilità di sostenere Aism, l'associazione italiana sclerosi multipla. Ricordiamo, infatti, che ad ogni serata sarà presente un’associazione diversa che gli spettatori e amanti del jazz potranno conoscere più a fondo e, perché no, aiutare.
Sul palco per il secondo set Nicoletta Noè & Silvia Valtieri featuring Lady is a tramp per Filibusta Records. Nicoletta Noè (voce, chitarra acustica) & Silvia Valtieri (voce, piano, tastiera) sono musiciste polistrumentiste unite dalla sacra passione per il jazz, per la musica d'autore, per la musica classica e per il rock psichedelico. Due voci, una chitarra ed un pianoforte nel 2018 si incontrano per dare vita ad un progetto inedito di proprie composizioni e di rivisitazioni che appartengono alla più raffinata tradizione jazzistica con lo sguardo rivolto al contemporaneo. Dalle atmosfere ipnotiche e sensuali del cool jazz, al virtuosismo be bop, dalla bossa nova alla fusion degli anni Settanta, raccontano tracciando un filo conduttore che lega Chet Baker a Charlie Parker, Miles Davis ad Antonio Carlos Jobim... Robert Wyatt a John Coltrane, quel filo che unisce passato e presente tenendo in vita la grande musica del passato nel tentativo di raccontarne una propria odierna.
Nell'ultima parte della serata il palco è di Giulia Galliani con Song for Joni per Dodicilune. Insieme a lei, interprete canora, Giovanni Benvenuti Music al sassofono, Matteo Addabbo alle tastiere, Lello Pareti al contrabbasso, Andrea Mucciarelli alla chitarra e Andrea Beninati alla batteria.
Il festival si concluderà domenica (21 ottobre) con Irene Grandi nella chiesa di San Francesco. Per informazioni: www.luccajazzdonna.it, pagina Facebook, account Instagram.

Giulia Prete

Ultima modifica ilSabato, 13 Ottobre 2018 14:43

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