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A Lucca il museo della follia. E apre al crowdfunding

grigliamuseoPuò la follia essere rappresentata in una mostra? È questa la sfida dello storico dell’arte Vittorio Sgarbi, che porta a Lucca dal 27 febbraio il progetto itinerante del Museo della Follia, che sarà ospitato alla Cavallerizza Ducale restaurata, al prato del Marchese, dentro porta Sant’Anna. 
Un progetto ambizioso che vuole unire le testimonianze delle esperienze dei luoghi di cura dei malati psichiatrici nel nostro paese (a Lucca, ad esempio, la Maggiano raccontata da Mario Tobino) con le opere d’arte di pittori e scultori che hanno trattato l’argomento della follia o che sono stati essi stessi considerati, clinicamente o nell’immaginario collettivo, folli.

museofolliaUn percorso che parte proprio dai grandi maestri, per affrontare la tematica della follia attraverso la storia dell’arte. Si passa poi nella stanza dei ricordi dove protagonisti sono immagini, documenti, oggetti ritrovati nell’ex manicomio abbandonato di Teramo. Particolarmente suggestiva la stanza della griglia, un muro di oltre 15 metri con i ritratti ritrovati nelle cartelle cliniche di alcuni ex manicomi, con un neon luminoso a donar loro luce e rumore. Una intera stanza è dedicata all’esperienza artistica di Antonio Ligabue e di Pietro Ghizzardi.
Da una parte Ligabue che rappresenta un mondo visionario e originale, dall’altra gli uomini e le donne solitari di Ghizzardi, a rispecchiare la fragile condizione umana. Dopo il modello in formato gigante di un ‘apribocca’, strumento usato negli ospedali psichiatrici con i pazienti, si prosegue con la grande opera di Enrico Robusti, con lo spazio dedicato alle fotografie di Fabrizio Sclocchini. E ancora trovano spazio in una esposizione emozionante e allo stesso tempo disturbante l’installazione stereoscopica sugli spazi dell’ex ospedale psichiatrico di Mombello. Chiudono il percorso i documentari video sulla legge 180 e su Franco Basaglia, quindi la videoinchiesta del Senato della Repubblica sugli ospedali psichiatrici giudiziari per la battaglia contro il degrado di alcune strutture.
Al fianco della mostra è partita lunedì (11 febbraio) anche una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Eppela il cui obiettivo principale è quello di sostenere un istituto di ricerca del territorio che assista bambini e adolescenti affetti dalle principali e più frequenti patologie del sistema nervoso e della mente. Chiunque potrà contribuire a sostenere il progetto: oltre ad ottenere il biglietto della mostra o altre ricompense, per ogni offerta ricevuta sulla piattaforma Eppela un euro verrà donato a un istituto il cui nome verrà indicato nel corso della campagna.
Eppela è una piattaforma generalista di crowdfunding reward-based fondata nel 2011 da Nicola Lencioni. Grazie ai suoi 6mila progetti finanziati ed a un volume di offerte di 95 milioni di euro, Eppela si posiziona come la più importante piattaforma reward-based sul mercato italiano.

Ultima modifica ilLunedì, 11 Febbraio 2019 14:12

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