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Ulisse riparte da Itaca, al Giglio il viaggio mai scritto

Nel tempo degli dei 2 Photo Gianluca MorettoUn Ulisse rivisitato e rievocato con gli occhi di un umile calzolaio... Nel tempo degli dèi. È un Ulisse che ha molto vissuto, viaggiato e sofferto quello portato in scena da Marco Paolini nello spettacolo Nel tempo degli dèi al teatro del Giglio da venerdì 15 a domenica (17 febbraio). Un uomo ormai anziano, da più di vent’anni lontano dalla sua casa, Itaca, giunto quasi al termine della sua esistenza terrena, Ulisse continua a essere un mentitore, ama celare la propria identità e, prima di parlare, riflette. Ma quando parla, incanta. Dopo venti anni di assenza e disavventure, Ulisse si obbliga a un nuovo esilio: rinuncia al governo, abbandona la moglie e il regno, riparte con Telemaco al suo fianco, che lo segue senza mai aprire bocca.

Ma soprattutto Ulisse abbandona gli dèi che lo vorrebbero trionfante e immortale: si rivolta contro i loro capricci, la loro ambigua volontà e non ha paura di pagare il prezzo della propria scelta. Questo e molto altro, sotto le mentite spoglie di un calzolaio – anzi, del calzolaio di Ulisse, uno straniero dai sandali sdruciti, indurito dagli anni, dall'età, dai viaggi e dai naufragi – racconta il protagonista ad un giovanissimo capraio incontrato apparentemente per caso. I due parlano lungo un sentiero in ripida ascesa, dove una fila infinita di uomini formica faticosamente arranca, trasportando – è proprio il caso di dirlo – ogni ben di Dio: perché quello è il sentiero che conduce fino allo Chalet Olimpo, dimora divina dove sono in corso i preparativi per una grande e misteriosa festa. Ma tutto questo, il calzolaio con il remo in spalla, lo deve ancora scoprire.
"Con quanti, ma soprattutto con quali dèi – scrive Paolini - ha a che fare un uomo oggi? Non penso ovviamente alle solide convinzioni di un credente, ma al ragionevole dubbio di chi guardando al tempo in cui vive, pensa con stupore e disincanto alle possibilità di accelerazione proposte alla razza umana. Possibilità di lunga vita, possibilità di potenziamento mentale e fisico, possibilità di resistenza alle malattie, eccetera… Restare umani sembra uno slogan troppo semplice e riduttivo, troppo nostalgico e rassicurante quando diventare semi-dèi appare un traguardo possibile, almeno per la parte benestante del pianeta. Ulisse per me è qualcuno che di dèi se ne intende e davanti alle sirene dell’immortalità sa trovare le ragioni per resistere".
Nel tempo degli dèi. Il calzolaio di Ulisse di Marco Paolini e Francesco Niccolini, con la regia di Gabriele Vacis, produzione Jolefilm e Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, è in cartellone da venerdì 15 a domenica (17 febbraio) - serali alle 21, pomeridiana alle 16 -, quinto titolo della stagione di prosa 2018-2019 che il Giglio realizza con Fondazione Toscana. Insieme a Paolini, sul palcoscenico lucchese, saliranno Saba Anglana, Elisabetta Bosio, Vittorio Cerroni, Lorenzo Monguzzi ed Elia Tapognani. Le musiche originali sono di Lorenzo Monguzzi, con il contributo di Saba Anglana e Fabio Barovero; scenofonia, luminismi, stile di Roberto Tarasco, luci Michele Mescalchin.
Ulisse occupa i pensieri e lo studio di Paolini da molti anni. I primi passi risalgono al 2003, nel sito archeologico di Carsulae, quando mette in scena il primo racconto con il titolo di U. con le improvvisazioni musicali di Giorgio Gaslini e Uri Caine e la scena di Arnaldo Pomodoro. L’anno dopo ne fa una rivisitazione, compagni di viaggio Mario Brunello e il bluesman Tolo Marton. Poi il lavoro, come spesso accade negli spettacoli di Paolini, si ferma e rimane a decantare nella sua memoria. Nel 2013, a Milano, in occasione del progetto Odyssey, intorno allo spettacolo diretto da Robert Wilson e prodotto dal Piccolo, ne propose una rilettura al Teatro Strehler. Da quel momento l’ispirazione e la ricerca riprendono, fino a diventare urgenza creativa. Nell’estate 2017 con la Piccola Odissea Tascabile, iniziano i primi studi per trovare la storia che arriva nel 2108 all’Estate Teatrale Veronese. Il calzolaio di Ulisse proposto alla 70esima edizione dell’Estate Teatrale Veronese si presenta in forma di oratorio, fondendo parola narrata e parola musicata, per raccontare il lavoro dell’aedo prima di Omero. Una tappa, replicata anche a Operaestate Festival Veneto e poi di nuovo una lunga pausa, per lasciare a Paolini e ai compagni di viaggio – il coautore Francesco Niccolini, il regista Gabriele Vacis – il tempo di decantare e trovare la forma per il passo successivo. Oggi, con Francesco Niccolini e Gabriele Vacis, quella narrazione ha trovato il suo centro negli dèi, burattinai del destino umano. Il calzolaio del sottotitolo è l’aedo, che cuce la storia intorno al corpo e alla personalità di Ulisse come l’artigiano fa con un paio di scarpe. L’azione scenica ha preso corpo solo nel 2019, nello spettacolo intitolato Nel tempo degli dèi coprodotto da Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e Jolefilm.
Marco Paolini e Francesco Niccolini incontreranno il pubblico sabato 16 febbraio alle ore 18 all’Auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca (modera Cataldo Russo). L’appuntamento è parte del più ampio ciclo di incontri con gli attori associato alla Stagione di Prosa 2018-2019 e realizzato da Teatro del Giglio, Fondazione Toscana Spettacolo Onlus e Fondazione Banca del Monte di Lucca. L’ultimo appuntamento in calendario è programmato per sabato 2 marzo con Michele Placido e Anna Bonaiuto (modera Flavia Piccinni). L’ingresso è libero e gratuito, fino a esaurimento posti.
Per informazioni, prenotazioni e acquisti dei biglietti per lo spettacolo Nel tempo degli dèi. Il calzolaio di Ulisse – prezzi da 8 a 30 euro - rivolgersi alla Biglietteria del teatro (tel. 0583.465320, email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) aperta al pubblico dal mercoledì al sabato con orario 10,30-13 e 15-18.
La programmazione del Teatro del Giglio è resa possibile grazie al fondamentale e irrinunciabile sostegno del Comune di Lucca, cui si aggiungono gli apporti del Ministero dei beni e delle attività culturali e della Regione Toscana, e il prezioso contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, oltre all’impegno di Fondazione Banca del Monte di Lucca, Lucar, Unicoop Firenze, Ego Wellness Resort e Banco Bpm.

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