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Si proietta docufilm su due lucchesi internati durante la grande guerra

locandina 80 anniRLa storia di Davide Massei da Piaggione e Dante Unti da Rughi di Porcari: la storia di un contadino e di un sarto che furono strappati dal loro lavoro e inviati come soldati nel conflitto in Jugoslavia, dopo l’inizio della seconda guerra Mondiale, che si sono ritrovati solo “80 anni dopo”. E’ questo, in estrema sintesi, il contenuto del film documento 80 anni dopo che sarà presentato in prima assoluta giovedì (13 giugno) alle 21 all’Auditorium del Palazzo delle Esposizioni – Fondazione Banca del Monte di Lucca, in piazza San Martino a Lucca (ingresso gratuito). Un video della durata di circa 40 minuti, nato da un’idea di Roberta Massei, figlia di Davide, con regia di Roberto Carli.

La proiezione del video – promossa da Provincia e Comune di Lucca, Comune di Porcari, Fondazione Banca del Monte di Lucca, ANPI Lucca e Istituto Storico della Resistenza, sarà preceduto dai saluti dei rappresentanti istituzionali degli enti che hanno collaborato all’organizzazione della serata, nonché da una breve introduzione curata dall’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea. Con un mix di racconti personali, immagini, foto, musiche, senza retorica e senza enfasi, il film narra la loro storia, un’esperienza tragica che va dal settembre del 1943 alla primavera del 1945. Ambedue infatti fanno parte dei contingenti che si ribellano anche militarmente all’esercito tedesco tra l’otto e il dodici settembre 1943 a Ragusa (Dubrovnik), dove vengono fatti prigionieri e inviati in campi di lavoro forzato: chi in Germania, chi nella Prussia orientale. Da lì inizia il loro calvario: stenti, soprusi, fame, schiavitù, gelo, scontri, bombardamenti, uomini che diventano numeri e attraversano più inferni, ma non si danno per vinti, prigionieri ma non vinti. E non smarriscono la volontà di opporsi ai soprusi e di contrapporre la solidarietà umana all’egoismo feroce e violento. Oggi Davide vive al Piaggione, Dante in corte Rughi, a Porcari; entrambi sono testimoni della tragedia della seconda guerra mondiale e dei crimini del nazifascismo. La loro storia, le loro testimonianze non possono che essere un monito contro il nazifascismo, contro l’odio e la sopraffazione.

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