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La Serpe d'Oro presenta a Verciano il cd 'Toscani randagi'

Serpe16Domenica sera (6 agosto) a Verciano arriverà la Toscana come non l’avete mai sentita: non quella dei lindi cascinali da réclame, non quella leccata del cinema commerciale. La terra raccontata dal quartetto La Serpe d’Oro è, invece, una Toscana dura, indomita, fiera, ridanciana, diversa. Acustica ed elettrica allo stesso tempo, come nel disco d’esordio di questo gruppo che da un po’ di tempo si sta ritagliando una certa notorietà regionale. Dalle 21 in poi, i quattro musicisti, allieteranno la serata davanti a La Piazzetta, il bar-pizzeria del paese che vuole così celebrare la bella stagione assieme ai suoi avventori. Un concerto “da osteria”, con il pubblico a mangiare, bere, cantare, per trascorrere assieme una bella (e speriamo fresca) notte d’estate.

Il titolo del cd, già di per sé, la dice lunga: Toscani randagi. Aggiungendo, poi, Canti d’amore, rabbia e osteria. Si tratta del debutto per una formazione molto originale che, a suon di concerti tenuti tra piazze, osterie e pub, sta riportando in auge un repertorio spesso trascurato dal massiccio folk revival di questi anni come la canzone popolare toscana.
Francesco Amadio (mandolino e violino), Jacopo Crezzini (contrabbasso), Luca Mercurio (fisarmonica) e Igor Vazzaz (voce e chitarre) sono i quattro musicisti (ai quali si aggiunge per l’occasione il mandolinista Andrea Del Testa) che, lungo la dorsale Siena-Lucca, hanno saputo mescolare con sapienza e rigore le canzoni un tempo raccolte da Caterina Bueno, Dodi Moscati, Daisy Lumini, Riccardo Marasco. Le hanno rivestite di nuove sonorità, curate, sorprendenti: come scrivono nel libretto che accompagna il disco, non si fingono “contadini di cinquant’anni fa né antropologi né ricercatori”; affrontano i brani (da Maremma amara a Il trescone/Svegliatevi dal sonno..., da La canzone dell’anatra a Eccolo maggio…) con il piglio e l’onestà di chi vive nel presente. E hanno scelto questo repertorio, non per “salvarlo”, ma, semplicemente, perché è bellissimo.
Nascono così i 72 minuti di Toscani randagi: 15 tracce in cui, alla strumentazione acustica (citiamo anche violino, banjo, bouzouki, ghironda, cetra da tavolo, armonica) si aggiungono, qua e là, chitarra elettrica, percussioni e batteria, con i preziosi contributi di Luca Giovacchini e Riccardo Innocenti, quest’ultimo anche responsabile della registrazione, avvenuta presso lo studio Ghire’s Garage di Galliano, nel cuore del Mugello.
L’incisione, presto disponibile pure nei cataloghi dei maggiori store digitali, sta ottenendo riscontri molto lusinghieri da parte di pubblico e stampa: “Un disco destinato a restare e che non può mancare sugli scaffali di chi ama ricordare il passato per meglio attendere il futuro”, afferma il critico musicale Massimo Biliorsi, sottolineando il lavoro che rende una “Toscana, acerba e aspra, eppure ricca di ricami per arrangiamenti che non vogliono inutili orpelli e che invece ci riportano i brani alla loro originale scarna bellezza”.
Il disco costa 12€ ed è distribuito direttamente dal gruppo, in occasione dei concerti, o acquistabile per corrispondenza dal sito ufficiale www.laserpedoro.it/negozio-virtuale/.
Per la serata di domenica per info & prenotazioni: 0583.403618 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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