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Giornalisti, come funziona la formazione professionale

21-02Anche la formazione continua dei giornalisti fa parte della deontologia professionale. Per la prima volta dall'1 gennaio del 2014, infatti, come tutte le realtà soggette a un ordine professionale, infatti, il decreto del presidente della repubblica 137/2012 ha stabilito che anche i giornalisti italiani sono soggetti all'obbligo della formazione professionale continua, condizione necessaria per mantenere l'iscrizione all'ordine, così come vale per medici, architetti, ingegneri, avvocati e una lunga serie di professioni.
Una norma, dunque, che richiede una serie di obblighi da assolvere. Occorre, infatti, maturare 60 crediti formativi nell'arco di tre anni, con un minimo di 15 crediti annuali e di cui almeno 15 su temi legati alla deontologia.

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Censimento dell'informazione on line, convegno nella Sala del Gonfalone della Regione

Martedì 17 giugno, dalle 9,30 alle 13 nella Sala Gonfalone del Consiglio Regionale della Toscana il Corecom presenterà i risultati del primo censimento sulle testate on line della Toscana all’interno del convegno Spazi fluidi. L’informazione toscana in rete.
Al convegno interverranno Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana, Alberto Monaci, presidente del consiglio regionale, Nicola Danti, eurodeputato Pd, Antonio Nicita, commissario dell’autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, Carlo Sorrentino, docente dell’Università di Firenze, e molti protagonisti dell’informazione toscana: Carlo Bartoli (Ordine dei Giornalisti della Toscana), Paolo Ciampi (Associazione Stampa Toscana), Claudio Giua (Fondazione Sistema Toscana), Franco De Felice (Rai Toscana), Fabio Galati (La Repubblica Firenze), Paolo Ermini (Corriere Fiorentino), Gabriele Canè (La Nazione), Nicola Novelli (Nove da Firenze). Previste le conclusioni da parte dell’onorevole Antonello Giacomelli, sottosegretario alle comunicazioni.
L'iniziativa potrà essere seguita in diretta streaming on line all'indirizzo www.consiglio.regione.toscana.it. Live tweeting dell'evento a cura dell'agenzia di informazione della Regione Toscana; prima, durante e dopo il dibattito sarà possibile dialogare, commentare e fare domande agli organizzatori e agli ospiti del convegno su twitter utilizzando l'hashtag  #toscanonline
 
Per aderire: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Par condicio, questa sconosciuta: ecco cosa dice la legge

21-02Par condicio, questa sconosciuta. Una legge, contestabile quanto si vuole, ma che comunque è legge dello stato e che prevede delle limitazioni fondamente alle testate giornalistiche radiotelevisive salvo due articoli, quelli sui messaggi politici ed elettorali sui quotidiani e periodici e sulla diffusione dei sondaggi politici ed elettorali. E su cui si incentra questa nostra puntata della rubrica dedicata alle regole e alla deontologia dei giornalisti.
Un insieme di regole, singolarmente regolamentate per ogni consultazione da un'apposita commissione parlamentare e dall'Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni e monitorate, nella loro attuazione, dai Corecom regionali. Il fine è quello di garantire parità di trattamento fra i vari partecipanti alle consultazioni. In particolare, spiega la norma “i direttori responsabili - si legge nel vademecum dell'Agcom pubblicato nel 2013 - dei programmi, nonché i loro conduttori e registi, devono assicurare in maniera particolarmente rigorosa condizioni oggettive di parità di trattamento, riscontrabili sulla base dei dati del monitoraggio, e devono assicurare ogni cautela atta ad evitare che si determinino situazioni di vantaggio per determinate forze politiche o determinati competitori elettorali”.

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Uffici stampa degli enti, no alla logica dello spoil system

21-02La rubrica sul giornalismo e la deontologia questa settimana si occupa di elezioni. Dando spazio a un appello, a nostro parere condivisibile, che riguarda gli uffici stampa e lanciato dall'Associazione Stampa Toscana in vista delle amministrative del 25 maggio.
"L'Associazione Stampa Toscana, sindacato unitario dei giornalisti toscani - si legge nella nota di presentazione - preoccupata dall'elevato numero di giornalisti di uffici stampa che, con le prossime elezioni amministrative, vedranno scadere i loro contratti con prospettive di riconferma tutt'altro che scontate, chiede a tutti i candidati e alle liste che si presenteranno al voto il prossimo 25 maggio un concreto rispetto dei principi della legislazione sull'informazione e la comunicazione pubblica e in particolare della legge 150/2000".
"In particolare - spiega l'Adt - chiede che non debbano essere sacrificati a logiche di spoil system i lavoratori dell'informazione e che le nuove amministrazioni non debbano far pagare loro le responsabilità delle precedenti amministrazioni in termini di mancati percorsi di stabilizzazione. Il sindacato dei giornalisti ricorda, inoltre, che per i giornalisti della pubblica amministrazione, in particolare per i giornalisti degli uffici stampa, non possono valere i meccanismi di nomina fiduciaria previsti per il portavoce – figura professionale di tutt'altra natura e che può evidentemente anche non essere giornalista. Gli uffici stampa, in realtà, devono rispondere in primo luogo ai cittadini e al loro diritto di essere correttamente informati. Per questo l'Associazione Stampa Toscana si impegnerà con ogni singola amministrazione perché diritti del lavoro e diritti della cittadinanza trovino risposte soddisfacenti".

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Informazione sanitaria, priorità a tutela dignità paziente

21-02Quando la deontologia dei giornalisti incontra quella di un altro ordine professionale, quello dei medici. E' il caso della Carta di Perugia, firmata nel 1995 dall'ordine dei medici e dall'ordine degli psicologi dell'Umbria e dal consiglio regionale dell'Odg e diventata poi esempio di buone prassi per l'informazione sanitaria.
Una carta deontologica tutta tesa alla collaborazione fra professionisti, nella reciproca autonomia, ma con lo stesso obiettivo: garantire il rispetto del cittadino malato e dei lettori che hanno diritto a una informazione corretta e non distorta. O, come nel caso delle questioni sanitarie, una diffusione di notizie che non ledano la dignità dei pazienti o non creino allarmismi nella popolazione.
Per questo è dovere del giornalista "verificare le notizie in suo possesso ricorrendo a fonti attendibili e qualificate” mentre dall'altra parte le strutture sanitarie, le fonti, devono assicurare la compiutezza dell'informazione ("nel rispetto delle norme che regolano sia il segreto professionale che il diritto alla riservatezza del paziente") anche dotandosi di "strumenti idonei allo sviluppo di un corretto rapporto tra le parti che interagiscono e cioè cittadini, pazienti, sanitari e giornalisti".
Da garantire, in maniera più estesa e più "urgente" rispetto ad altri tipi di informazioni, il diritto alla rettifica di notizie non corrette o complete.
La carta poi, nel sottolineare la necessità di maggior tutela per soggetti deboli come minori, disabili e anziani in particolare, si sofferma su due elementi. Una riguarda l'allarme sociale derivante dalla diffusione di notizie senza base scientifica: "E' impegno comune - si legge nell'articolo 7 - la non diffusione di informazioni che possano provocare allarmismi, turbative ed ogni possibile distorsione della verità". Infine "le notizie riguardanti le problematiche della sfera psicologica, affettiva e sessuale devono essere fornite e divulgate senza indurre in interpretazioni speculative o deformanti dei fatti".

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Non discriminazione nei media, c'è il programma europeo

medianewurzburgUn movimento europeo per rendere i contenuti dei media più rispettosi della diversità. E non solo parlando delle diversità, tutte le diversità (o presunte tali) ma rendendo in generale i contenuti dei media, anche quelli mainstream più "inclusivi". Cioè in grado di tenere conto in generale delle realtà, dei problemi, del modo di affrontare la realtà di donne, migranti, comunità Lgbt, disabili e minoranze etniche.
E' di questo che stanno discutendo, ormai dal giugno dell'anno scorso, giornalisti provenienti da ogni parte della Comunità Europea. Grazie al programma Mediane realizzato congiuntamente da Consiglio d'Europa e Comunità Europea e che si svilupperà, fino alla fine del 2014, con l'obiettivo di stimolare un approccio includente ed interculturale nei contenuti dei media, ma anche nelle scuole di giornalismo. Dal primo incontro, che si è tenuto a giugno dello scorso anno a Nicosia, a Cipro (simbolo di una comunità divisa in due da un "muro" che divide la comunictà turca da quella cipriota), il programma si è sviluppato attraverso incontri plenari e tematici che hanno lo scopo di creare due strumenti di supporto all'attività giornalistica quotidiana: un indice di buone pratiche a livello europeo e un questionario con cui singoli giornalisti o redazioni possono in qualche modo "testare” il loro approccio includente nel lavoro di tutti i giorni.

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Premio "Gruppo dello Zuccherificio" per il giornalismo d'inchiesta, iscrizioni aperte fino al 4 maggio

L'associazione Gruppo Dello Zuccherificio di Ravenna, in collaborazione con il Comune di Ravenna, LiberaInformazione, AltrEconomia, I Siciliani Giovani e Articolo 21, indice il 3° Premio Gruppo dello Zuccherificio per il giornalismo d’inchiesta dedicato alle inchieste realizzate sul territorio nazionale nell’anno 2013, inedite o diffuse tramite carta stampata, internet e nuovi media. Il bando è aperto per le categorie “Premio Giovani”, riservato alle inchieste realizzate da giovani di età inferiore ai 30 anni, su tutto il territorio nazionale. Questa sezione vuole valorizzare la figura dei giovani che si sono distinti nell’ambito del giornalismo d'inchiesta; “Premio Nazionale”, riservato alle inchieste riguardanti l’intero territorio nazionale realizzate da autori che abbiano superato il trentesimo anno d'età. E’ previsto inoltre un Premio Honoris Causa per chi, nel corso degli anni, abbia dimostrato impegno e dedizione alla realizzazione e diffusione dell’attività giornalistica d’inchiesta in Italia. Possono concorrere al premio giornalisti, singoli o associazioni con articoli e inchieste pubblicati su quotidiani, periodici e agenzie di stampa, nonché con servizi pubblicati da testate giornalistiche online, nel periodo compreso dal 1 gennaio 2013 al 03 maggio 2014.

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